Invertising. Ovvero, se la pubblicità cambia il suo senso di marcia

Paolo Iabichino

Anno edizione: 2009
In commercio dal: 14 gennaio 2010
Pagine: 223 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788862501859
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Descrizione
L'advertising si trasforma e cambia direzione: una vera e propria inversione di marcia della pubblicità, dove la creatività diventa fondamentale per catalizzare l'attenzione del pubblico, non più considerato come un semplice target. In nome della rilevanza, dell'etica e di un rinnovato patto di fiducia tra brand e individui, il dialogo si sostituisce ai monologhi della reclame, la comunicazione diventa conversazione, lo shopping si fa condivisione e la persuasione si trasforma in consenso. Si passa dalle idee agli ideali, perché in futuro i consumatori saranno sempre più critici e consapevoli, e la pubblicità, nelle sue forme più diverse, potrà tornare ad essere un servizio prezioso e atteso, come sostiene nella prefazione Anna Bartolini, autorevole esponente delle associazioni a difesa dei consumatori.

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    Stefano adami

    28/05/2010 22:41:26

    Due le direzioni di un’inversione. Due le dimensioni di interesse per le tesi di Paolo Iabichino. “Invertising” condensa anni di lavoro e letture, è evidente. C’è rigore nella selezione ed onestà rispetto alle competenze. Non un indugio alla tuttologia: il messaggio originale (cambio di direzione) scaturisce dai modelli di rappresentazione più titolati ed attuali. Sorge il dubbio, anzi, che l’editore Guerini sia stato rincorso fino all’ultimo “visto si stampi”, per aggiungere ancora un'illuminazione da “Alias” o da “Advertising Age” . Chi ha comprato comunicazione e creatività in Italia conosce le dinamiche e soprattutto le inerzie, i conservatorismi che percorrono tutta la piramide. “Invertising” porta scenari e “casi” nuovi. Tendenze e fatti che provano. Non cade nel narcisimo né nella reticenza della corporazione degli addetti: stigmatizza le degenerazioni e le strumentalizzazioni di chi prova a “fare il furbo”. Perché la seconda dimensione di “Invertising” è quella dell’uomo che scrive. Innamorato del proprio lavoro e di quanto gli possa consentire di essere agente culturale. Onesto, quindi insofferente alle vecchie liturgie ed alla relativa pletora di diaconi interessati. “Stiamo imparando facendo: presentateci cose nuove!” (lo abbiamo sentito e NON letto) Dalla prima uscita “Invertising” continua nei convegni, sui social network, nelle aule universitarie e in agenzia quando Paolo – senza troppi ma – si entusiasma o si incazza. “Essere utili, non solo fare utili” Eccoci: siamo la comunità della realtà. Dei fatti e del nuovo modo di raccontarli.

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    Luigi Casalatina

    26/03/2010 13:29:20

    Un gran libro. Descrive un sogno ad occhi aperti, forse. Io spero tanto non sia così. Il lavoro ragiona attorno alla questione: come dovrebbe essere la pubblicità di oggi e del futuro? Le risposte sono chiare e argomentate. Una pubblicità che badi alla creatività come elemento corroborante della relazione. Che sappia coinvolgere e creare connessione in maniera intelligente, al di là dei mezzi sui quali viene diffusa. Una pubblicità che passi dal contatto alla connessione, dall'idea all'ideale, che sappia trasmettere non solo benefici funzionali ma anche valori, responsabilità, che sappia prendere posizione. Una pubblicità che sappia rinunciare alla salienza (leggasi onnipresente e martellante) e punti alla rilevanza (di ciò che comunica). Che sappia valutare nella giusta maniera l'intelligenza e le sensibilità del proprio pubblico (non più target, obiettivo da colpire). Dalla campagna (pubblicitaria, così come militare) la marca deve e dovrà muoversi per farsi portabandiera di movimenti, con specifici valori, identità, visioni e punti di vista. Solo questi potranno fare da fattori aggreganti nel contesto sociale attuale e che verrà. Consigliato.

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