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Ismail Kadaré

Traduttore: M. L. Vanorio
Editore: Longanesi
Anno edizione: 2012
Pagine: 216 p. , Rilegato
  • EAN: 9788830432666

Recensioni dei clienti

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    Massimo Mazza

    26/06/2016 19.27.55

    Tutto ruota attorno a quel fantomatico 16 settembre 1943. Tra tradizioni e leggende albanesi, strani cali di tensione di difficile interpretazione (forse per una non fedelissima traduzione del testo originale) e momenti di vera tragicità accanto a piccole aperture ironiche si snoda questo bel romanzo che ha il fulcro narrativo nell'eterno contrasto tra invidia ed orgoglio, tra sospetto e consapevolezza di innocenza, tra perseveranza dell'accusa e fiera resistenza del presunto colpevole, che finira' per vacillare fino alle estreme conseguenze.

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    Nicola Intrevado

    13/11/2014 11.25.08

    La morte a centro dell' attenzione di questo affascinante romanzo, ambizioso quanto misterioso e magico. La morte evitate degli ostaggi albanesi catturati in rappresaglia ad una mitragliata di mano ignota che che segna il benvenuto ai tedeschi arrivati in citta'. La morte dell' ufficiale tedesco che sostituisce la sua figura con quella di un commilitone cui confessa che, se mai dovesse recarsi in missione in Albania che si rechi a trovare il medeico anziano del luogo, suo compagno di studi e di svaghi all' universita', in Germania. La morte del medico anziano che non sconfessera' mai il mistero dello scambio dei prigionieri albanesi incluso il farmacista ebreo, oggetto della discussione che si e' tenuto nella famigerata cena in cui i due vecchi amici si incontrano dopo 15 anni nei quali la memoria si e' estinta nelle prove di una certezza del medico di aver di fronte l' ufficiale tedesco, padrone del destino degli ostaggi, alla sua tavola. Ancora la morte che alleggia nella leggenda di un invito a cena caduto per caso su di una tomba che coglie il drefunto a recarsi alla medesima per lo scompiglio della realta' e delle coscienze di chi lo accoglie sulla porta. Infine, ancora la morte, nel gesto estremo del vecchio medico che condotto al supplizio in riva al fiume, indica il cimitero con la mano nel tentarivo di destare nei suoi persecutori qualcosa che loro non afferrano, cosi' come non sono riusciti a cogliere il mistero della famosa cena, neppure con gli interoggariti spicologici, con l' armamentario di una collezione medioevale nassconsta in una grotta riaperta per l' occasione, cosi' come nell' ansia di voler dare al piccolo padre Stalin la soddisfazione, nel punto di morte della sua agonia, di averla avuto vinta sull' ultima inquisizione.

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    RobyPozz

    25/03/2014 22.29.20

    Bello e magico. Unico.

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    antonio

    20/09/2012 11.39.18

    Grandioso,superbo.Ma,l,autore, deve ancora produrre altre prove per dimostrare la sua potenza di sommo scrittore, per meritare il nobel?

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    monica

    14/02/2012 13.27.21

    Un bellissimo thriller, tra ambientazioe storica e qualche leggenda cittadina, lettura dolce e scorrevolissima, molte vicende che si intrecciano una nell'altra fino ad arrivare ad un finale inaspettato. Non conoscevo questo scrittore, mi e' piaciuto molto.

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