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Maurizio Modugno

Anno edizione: 1994
Pagine: 384 p.
  • EAN: 9788842516736

scheda di Rizzuti, A., L'Indice 1995, n. 4

Il primo libro in italiano su Massenet, a ottantatrè anni dalla morte. La notizia, anche solo bibliograficamente parlando, è degna di rilievo. Non tanto e non solo per il sempre ingeneroso atto di accusa verso la musicologia italiana (in Francia sono molto più neghittosi di noi: trattano - poco - solo dei loro), quanto per la meraviglia che ne deriva. Come, generazioni di melomani nostrani arrivati alle lacerazioni del "Werther" tramite le svenevolezze del "Werthèr" (l'accento, pragmaticamente, ce lo mette anche Modugno, là dove il rischio di confusione con Goethe si fa grosso) non si sono fatte tentare? Frotte di puccinisti attenti ai casi di Manon non hanno pensato di dedicare neppure un libricino al padre dell'illustre sorellastra? E poi via, l'orchestra di Puccini suona francese, nessun italiano s'è mai chiesto perché? Nulla, e allora davvero benvenuta la fatica di Modugno. Lode numero uno per la quantità di informazioni e la chiarezza della loro presentazione. La struttura base degli "Inviti" Mursia è da prendere a modello: cronologia, vita, opere, finestra sugli orientamenti della critica, bibliografia, catalogo, discografia, indice dei nomi e delle opere. Lode numero due per l'attenzione per la prassi esecutiva, rarità in troppa letteratura musicale nutrita di carta ben più che di suoni; l'autore, già responsabile del settore musica della Discoteca di Stato nonché autore di saggi dedicati a Tito Gobbi, Toti Dal Monte e Renato Bruson, inserisce spesso nelle sue pagine considerazioni relative ai meccanismi peculiari dell'opera riprodotta. L'impressione - anche visiva: le pagine traboccano di maiuscole (titoli, nomi propri, ecc.), tratto classico dei libri che si pongono come premessa o auspicio dell'uscita di molti altri - è che l'"Invito" riguardi anche e soprattutto i musicografi: su le maniche, Massenet attende.