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Niccolò Ammaniti

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2011
Pagine: 230 p. , Brossura

62 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa italiana - Moderna e contemporanea (dopo il 1945)

  • EAN: 9788806207694


"E tutto si è fermato.
Una fata aveva addormentato Acqua Traverse. I giorni seguivano uno dopo l'altro, bollenti, uguali e senza fine."

Finalmente una storia originale, diversa, nuova. Un grande romanzo per un autore già ben conosciuto dal pubblico dei lettori italiani: il suo precedente lavoro, Ti prendo e ti porto via, ha raccolto molti consensi, anche da parte di critici illustri (in questi giorni ancora Sergio Pent su La Stampa lo ha definito "uno dei romanzi più completi e ben strutturati delle ultime stagioni").
Qui Ammaniti si confronta con una storia difficile, vista attraverso gli occhi di un bambino.
Siamo nella campagna italiana del Sud, in un piccolissimo paese collocato in un'area geografica indefinita, Acqua Traverse, frazione di Lucignano, composto da una manciata di case (proprio "quattro case in tutto", se si esclude un grande casale dell'Ottocento), senza una piazza, senza altre strade se non lo stradone centrale. Quattro case tra i campi di grano.
È il 1978, è estate e fa molto caldo. I ragazzini sono a casa: la scuola è chiusa per le vacanze estive. È una piccola banda di bambini quella che scorrazza nelle campagne di Acqua Traverse, retta dai difficili equilibri di forza tra i più grandi e i più piccoli. Sono bambini e bambine (queste in minoranza) di età molto varia: dai 5 ai 12 anni. Michele è uno di questi ed è la voce narrante che ci racconta questa storia lontana, del tempo in cui aveva nove anni (una storia della fine degli anni Settanta con tanti elementi che la connotano). Un padre camionista che vuole cambiare vita, una madre casalinga molto bella e corteggiata, una sorellina, Maria, la più piccola del gruppo, che Michele deve quasi sempre trascinarsi appresso.
Tra i tanti giochi organizzati insieme, anche le lunghe pedalate nella campagna, alla ricerca di emozioni, come giovani esploratori in terra d'Africa. Una di queste "escursioni" porta Michele all'interno di una casa abbandonata e diroccata che la "banda" non aveva mai visto, lontana dal paese, dietro una collina. All'interno di questo edificio pericolante avverrà l'incontro con un personaggio determinante della storia, un coetaneo che...
Non è possibile svelare di più di una trama incalzante, in alcuni momenti quasi travolgente. Ammaniti ha descritto un momento non lontano, ma quasi senza tempo, con la capacità di farci rivivere colori, luci e sensazioni comuni: quelli dell'infanzia, delle estati con gli amici, dei giochi in compagnia, dei litigi, dei rapporti con i genitori. La normalità vista con gli occhi di un bambino. Ma all'interno di questo quadro, ha saputo inserire l'eccezionalità, l'evento. Michele vive alcune (poche) giornate che lo trasformano, che ne fanno quasi un adulto, rendendolo autonomo, dandogli la forza e il coraggio di decidere, svincolandolo traumaticamente dal legame affettivo (basato sulla fiducia e sul rispetto oltre che sull'amore) con i genitori.
Michele al termine della storia "non ha più paura" di affrontare il pericolo. Ha uno scopo, quello di difendere un amico. È diventato per lui un "angelo custode" e deve impersonificare questa figura sino in fondo, portando a termine il suo compito. Se gli adulti hanno sbagliato (nel goffo tentativo di realizzare il sogno comune di raggiungere il benessere e trasferirsi al Nord) innescando un dramma che potrebbe finire in tragedia, potrà forse lui rimediare. E lo farà, in un finale probabilmente un po' troppo "cinematografico", ma di sicuro impatto emotivo.
Difficile dire di più di una vicenda che non può essere raccontata per non compromettere il piacere della lettura, che è anche piacere del ricordo di un'infanzia e di un'ingenuità perdute per sempre.


L'incipit del romanzo

I.

Stavo per superare Salvatore quando ho sentito mia sorella che urlava. Mi sono girato e l'ho vista sparire inghiottita dal grano che copriva la collina.
Non dovevo portarmela dietro, mamma me l'avrebbe fatta pagare cara.
Mi sono fermato. Ero sudato. Ho preso fiato e l'ho chiamata. - Maria? Maria?
Mi ha risposto una vocina sofferente. - Michele!
- Ti sei fatta male?
- Sì, vieni.
- Dove ti sei fatta male?
- Alla gamba.
Faceva finta, era stanca. Vado avanti, mi sono detto. E se si era fatta male davvero?
Dov'erano gli altri?
Vedevo le loro scie nel grano. Salivano piano, in file parallele, come le dita di una mano, verso la cima della collina, lasciandosi dietro una coda di steli abbattuti.

Quell'anno il grano era alto. A fine primavera aveva piovuto tanto, e a metà giugno le piante erano più rigogliose che mai. Crescevano fitte, cariche di spighe, pronte per essere raccolte.
Ogni cosa era coperta di grano. Le colline, basse, si susseguivano come onde di un oceano dorato. Fino in fondo all'orizzonte grano, cielo, grilli, sole e caldo.
Non avevo idea di quanto faceva caldo, uno a nove anni, di gradi centigradi se ne intende poco, ma sapevo che non era normale.
Quella maledetta estate del 1978 è rimasta famosa come una delle più calde del secolo. Il calore entrava nelle pietre, sbriciolava la terra, bruciava le piante e uccideva le bestie, infuocava le case. Quando prendevi i pomodori nell'orto, erano senza succo e le zucchine piccole e dure. Il sole ti levava il respiro, la forza, la voglia di giocare, tutto. E la notte si schiattava uguale.
Ad Acqua Traverse gli adulti non uscivano di casa prima delle sei di sera. Si tappavano dentro, con le persiane chiuse. Solo noi ci avventuravamo nella campagna rovente e abbandonata.
Mia sorella Maria aveva cinque anni e mi seguiva con l'ostinazione di un bastardino tirato fuori da un canile.
"Voglio fare quello che fai tu", diceva sempre. Mamma le dava ragione.
"Sei o non sei il fratello maggiore?" E non c'erano santi, mi toccava portarmela dietro.
Nessuno si era fermato ad aiutarla.
Normale, era una gara.

Recensioni dei clienti

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    Euge

    23/08/2016 17.23.07

    scorrevole, ma non per questo particolarmente emozionante.

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    francesco c.

    22/07/2016 11.28.48

    Un romanzo breve, ma denso di contenuti ed emozioni. Lo scenario bucolico delle colline assolate e dei campi di grano fa da contraltare ad una vicenda tetra e drammatica che ha per protagonista Michele, un bambino di nove anni. Michele è il giovane eroe che sfida i mostri, le sue paure, per salvare Filippo, un bambino della sua stessa età. Per Michele questa avventura segnerà la fine dell'età dell'innocenza, che si consuma nella scoperta del tradimento, un duplice tradimento; quello dei grandi, a partire da suo padre, e quello del suo migliore amico. Michele invece non tradisce, lui ha fatto una promessa a Filippo e una promessa è debito per un bambino. Sarebbe bello se le promesse avessero lo stesso valore anche per gli adulti. Peccato aver visto il film prima di leggerlo. Cercate di non fare questo errore!

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    chicca

    11/02/2016 17.00.02

    Per me il miglior libro italiano del nuovo millennio. L'avevo letto appena uscito e l'ho riletto da poco, perchè l'insegnante di mio figlio (II media) l'aveva consigliato ai ragazzi e ho voluto verificare se la prima, ottima, impressione fosse rimasta intatta. Ammaniti, seppur ha scritto altri buoni romanzi, non è più riuscito a replicarsi.

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    Adriano Massimo

    08/08/2015 18.48.20

    Libro assolutamente meraviglioso, letto tutto d'un fiato...non saprei cosa aggiungere a quanto già detto dagli altri recensori se non che, forse, mi sarebbe piaciuto un finale meno criptico (motivo per cui non ho dato il massimo dei voti). Per il resto, un racconto che non si può non aver letto nella propria vita!

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    Giovanni

    19/06/2015 20.52.12

    Notevole, sia la storia che la scrittura. Bella l'atmosfera, alto il ritmo, ben torniti tutti i personaggi. Ammaniti in questo libro è riuscito ad analizzare varie sfaccettature della paura.

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    Antonio

    16/03/2013 09.21.07

    Libro assolutamente consigliato, molto scorrevole e facile alla lettura che ti convolge in pieno. Michele è un ragazzo di 9 anni, un giorno nella sua vita spensierata scoprirà un segreto, tra i vari problemi, pensieri e amicizie l'autore vuole farci vedere il mondo dal punto di vista di un bambino. Di fondamentale importanza, nel racconto, sono i pensieri di Michele, come le sue varie paure e la volontà di aiutare gli sconosciuti, ed è qui che non comprendo il libro, come fa un ragazzo di 9 anni a reggere una tale pressione. Tornando a noi, come ho detto consiglio assolutamente il libro.

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    Simone

    12/12/2012 00.58.50

    Letto nel giro di una giornata, come pochissime altre volte mi è successo. Che dire? Assolutamente geniale, tanto nella prosa e nella descrizione degli sterminati campi di grano quanto nei dialoghi. Pur avendo già letto "Come Dio Comanda" non pensavo avesse scritto un'altra pietra miliare della letteratura moderna italiana. Peccato si possa dare solo 5, sembra quasi un insulto.

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    LUCA

    04/01/2012 15.51.35

    Magnifico libro. Non ci sono parole per descriverlo.

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    Alessio

    16/09/2011 11.11.09

    In questo libro Ammaniti si supera...magistrale la prosa, vicenda originale, emozionante e a tratti struggente. L'autore riesce a raccontare tramite l'innocenza di un bambino una storia drammatica, quella di un rapimento,e l'alternarsi delle descrizioni bucoliche dei paesaggi, alle visioni quasi "fiabesche" del protagonista, alle lacrime della madre, alla drammaticità del rapimento, rendono questo libro SUPERBO!!! Ancora una volta il genio Ammaniti, non fallisce!!!

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    elda

    20/07/2011 16.37.38

    Straordinario... senz'altro il miglior libro di Ammaniti!

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    Cristina

    28/06/2011 22.34.17

    E' un libro che racconta con gli occhi innocenti e inconsapevoli di un bambino, un mondo di adulti corrotti, in cui ha avuto la sfortuna di imbattersi..Spezza il cuore, si legge tutto d'un fiato, commovente, drammatico. Ammaniti come sempre, pizzica corde profonde dell'animo umano infantile con grande sensibilità. Consigliato a chi non teme di emozionarsi.

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