L' irresistibile eredità di Wilberforce

Paul Torday

Traduttore: L. Fusari
Editore: Elliot
Collana: Scatti
Anno edizione: 2009
In commercio dal: 24 marzo 2009
Pagine: 315 p., Brossura
  • EAN: 9788861920811
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Descrizione

"Non sono un alcolizzato. Ho la passioni per il Bordeaux, tutto qui". Possiamo davvero scegliere chi siamo e cosa vogliamo essere? Wilberforce, schivo e brillante programmatore di computer, pur essendo ancora giovane, ha sempre condotto una vita solitaria e senza affetti: il centro della sua esistenza è il lavoro, l'azienda di software che ha fondato poco più che ragazzo e che lo ha reso milionario. Wilberforce non ha mai coltivato nessuna vera amicizia, e le sue giornate si concludono regolarmente a casa, da solo, di fronte a un pasto precotto. Un pomeriggio però incontra una persona destinata a cambiare il suo destino: l'anziano ed eccentrico Francis Black, nobile decaduto e supremo conoscitore di vini pregiati. Francis introduce Wilberforce alla passione per il Bordeaux e tra i due nasce un'amicizia intensa, speciale, che si rafforza ancora di più quando, grazie a lui, Wilberforce fa la conoscenza dell'affascinante Catherine. Saranno proprio la passione per il vino e l'amicizia con Francis Black a regalare finalmente a Wilberforce il senso del proprio posto nel mondo e a fargli conoscere l'amore, ma saranno anche la causa del suo progressivo sprofondare nella dipendenza alcolica e nell'autodistruzione. Alla morte dell'amico Francis, Wilberforce erediterà la sua leggendaria cantina, e con essa, però, anche i fantasmi che questa nasconde...

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Recensioni dei clienti

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    Raffaello

    28/08/2012 14:33:50

    Mi aspettavo di più da questo romanzo, avendo letto le note di copertina. Il protagonista cade in una spirale autodistruttiva che ha radici lontane e più vicine, ma le motivazioni del suo disagio restano sullo sfondo, ben coperte dalla recente e incontenibile passione per i grandi vini francesi, in particolare il Bordeaux. Suona un po' tutto artificioso in Wilberforce. Una persona anonima, giacché tutti lo chiamano per cognome ed è lui per primo che sceglie di presentarsi così. Un essere schivo fino all'anaffettività, un'infanzia triste con una famiglia assente, che l'autore pare attribuire anche al fatto che è figlio adottivo. Ma W. ha anche tratti brillanti, quasi autistici, compensando questa difficoltà relazionale con doti matematiche superiori che gli permettono di avere successo nell'informatica. Sembra però un personaggio stereotipato, la narrazione appare un po' forzata, costruita, come la passione del protagonista per il vino. Il romanzo ha una struttura cronologica a ritroso e questo non giova al respiro della storia. Man mano che si procede si incontra fatti ed episodi già desunti in precedenza, fino all'ultimo capitolo con una noiosissima è superflua caccia alle beccacce. L'autore inserisce poi incomprensibilmente alcuni elementi narrativi creando un'aspettativa che risulterà vana, come l'incubo alcolico ricorrente di trovarsi in una situazione di pericolo a Bogotà (si scoprirà che il riferimento è dovuto al lavoro di un amico e nulla più) o l'accenno al fatto che il suo mentore, Francis (che scopriamo essere anche il nome di battesimo del protagonista) abbia avuto una relazione giovanile intensa con una cameriera di casa e che rimane incinta, inducendo a pensare che W. possa essere il figlio naturale dell'amico. Ma anche questo elemento narrativo rimane appeso al nulla, come si sorvola sulla rimozione della responsabilità del protagonista nell'incidente mortale della moglie. Parodistica la descrizione della comunità che lo dovrebbe disintossicare.

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    Anna

    21/11/2011 11:49:42

    Uno dei libri più originali e avvincenti della letteratura contemporanea. Estremamente affascinante l'apparato cronologico e oltremodo coinvolgente la descrizione dei vini: appassionata ma mai perniciosa, puntuale senza indugiare in tecnicismi, elegante senza scivolate spocchiose.

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    serenadanesi

    05/01/2011 21:31:33

    Un romanzo molto particolare e molto strano; un protagonista per il quale all'inizio ho provato una profonda antipatia, ma alla fine si è fatto amare. Una storia che rimane impressa nella mente e sembra un ricordo di storia raccontata da amici vicini. Da leggere.

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    Patroclo

    05/10/2009 23:29:05

    un libro straziante, che non parla - almeno credo - di alcolismo, ma piuttosto di solitudine, scelte e libero arbitrio. la costruzione a flash-back spiazza e allo stesso tempo riempie di senso le prime - in un certo senso piú "tradizioneli" - novanta pagine, ambientante nel presente del protagonista. una rivelazione, e un libro che lascia un sapore strano di rimpianto e solitudine

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    Michele

    22/07/2009 23:36:33

    Non capisco l'entusiasmo di chi mi ha preceduto. Questo romanzo è curioso ed insolito, ma niente di più. I personaggi non vengono descritti,ne tantomeno i luoghi e le situazioni. La sequenza di eventi attorno allo stato psicofisico del protagonista è l'unica cosa degna di nota. Manca ancora molto a questo libro per diventare un capolavoro. Secondo me l'autore può esprimere molto, molto di più.

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    Gabriele

    07/07/2009 16:29:04

    Bella scrittura, bella storia, attuale e romantica. Molto interessante la vita del protagonista e un finale che lascia con una domanda: ma Francis, sarà il padre di Wilberforce? Un libro che cosiglio vivamente, soprattutto per evdere dalla routine quotidiana.

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    camilla

    25/06/2009 08:10:43

    Un romanzo davvero bello, da comprendere in molti modi, un personaggio indimenticabile. Una scrittura splendida, che apre a tante possibilità di arricchimento per il lettore. Chi è Francis pe wilberforce? Un corruttore potenziale o una "padre", forse persino biologico, certo il primo affetto vero della vita di wilb. C'era una forma di "destino" per il protagonista? Una vita triste e grigia. O una fine "Oblomoviana"?In qualche modo una vita grandiosa? Un romanzo splendido, un capolavoro.

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    K.

    07/06/2009 15:03:07

    A ritroso nel tempo, si percorre la parabola discendente di Wilberforce, un genio del software che scopre la passione per il Bordeaux che gli sarà fatale. Bello il modo di raccontare la storia partendo in sostanza dalla fine per svelare mano a mano, ripercorrendo il tempo indietro, le cause che hanno provocato gli eventi odierni. Divertente, romantico, amaro e infine malinconico ma anche speranzonso. Una scrittura fresca e scorrevole che merita di essere apprezzata.

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