L' isola di terracotta

Domenico Notari

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Editore: Avagliano
Collana: I corimbi
Anno edizione: 1999
In commercio dal: 1 maggio 1999
Pagine: 208 p.
  • EAN: 9788883090004
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scheda di Cilento, A. L'Indice del 2000, n. 03

L'isola di terracotta, libro d'esordio del salernitano Domenico Notari, è un particolarissimo e riuscito ibrido di romanzo e saggio, ispirato alla lavorazione della ceramica a Vietri sul Mare ai primi del Novecento, che ha il dono, raro, dell'affabulazione senza pretese, della ricchezza senza sfarzi e dell'emozione diretta. Protagonista delle pagine di Notari è Michele Procida, innovatore e testimone delle scuole di ceramica, tedesche e poi italiane, succedutesi a Vietri, che evoca, da affascinante narratore, storie e luoghi della costiera amalfitana. Il libro di Notari è fatto di luci sfavillanti, come i colori della ceramica vietrese, che avvolgono personaggi reali e fittizi: le donne amate da Michele Procida, la tedesca Gertrud, rossa di capelli e che tinge batik di cui vestirsi decorati con leoni e belve feroci, la compagna di scuola che viene a dargli ripetizioni come una sadica maestrina, ma della quale sia Michele sia il suo migliore amico sono innamorati. I personaggi di L'isola di terracotta sono destinati sempre a partire: Gertrud e i suoi amici deportati perché di religione ebrea; la piccola innamorata di Michele emigrata in America e mai più rivista. A salvarsi è solo la ceramica: Notari sembra voler dire che solo l'immaginazione e i suoi prodotti sono destinati a sopravvivere. Forse anche per questo gli episodi del libro che più colpiscono sono le interminabili e comiche letture salgariane di Michele, in compagnia della sua piccola innamorata e del suo amico, dove Mompracem si confonde con Li Galli; o la visita a Li Galli, nella casa del celebre Massine, per gettare un nuovo pavimento intitolato "fascio di rose gettato in terra" disegnato dal pittore Palizzi. Una necessità ineludibile di raccontare storie e persone attraversa queste pagine: la faenzera di Vietri, la fabbrica delle ceramiche, il suo capobanchetto, i suoi maestri, i suoi lavoranti e operai, il Muto e i tanti piccoli e grandi personaggi creati e ricreati da Domenico Notari ci accompagneranno a lungo, perché vivi della vita dei protagonisti delle fiabe italiane più antiche e belle.

Antonella Cilento

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