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Marcello Carmignani

Editore: UTET
Collana: La storia
Anno edizione: 2010
Pagine: XIII-284 p. , Rilegato
  • EAN: 9788802080369

Il libro di Carmagnani analizza il ruolo giocato dai beni extraeuropei – cotoni indiani, tabacco, zucchero, tè e caffè – nel determinare la rivoluzione del consumo moderno. La rapidità con cui la società europea accettò i nuovi consumi permise il superamento dei criteri morali e politici che sino a quel momento avevano regolato la vita economica della società di ancien régime. Il libro è diviso in sette capitoli. Nei primi tre, l'autore analizza il dibattito teorico che, a partire dalla polemica sul lusso, arriva a legittimare la libertà di commercio e quella di consumo. Il primo passo è il superamento, grazie ai contributi dei pensatori economici inglesi della fine del Seicento e soprattutto all'opera di Bernard de Mandeville, dei criteri morali e mercantilisti che condannavano i consumi superflui e i beni provenienti dall'estero: i consumi, tanto quelli di prima necessità, quanto quelli intermedi o di lusso, diventano un fattore dinamico della crescita economica, della ricchezza e della potenza delle nazioni. Il lusso quindi, grazie alla scuola commerciale francese, si converte nella categoria più generale di consumo: l'egoismo soggettivo di Mandeville si trasforma nel bisogno materiale e collettivo di scambiare le produzioni eccedenti con beni non immediatamente disponibili. Il consumo diventa parte integrante della ricchezza di una nazione e quindi deve essere tenuto in massima considerazione in ogni riflessione sui risultati della produzione e sulla riproduzione del processo economico. I successivi tre capitoli affrontano in modo più diretto il tema dei prodotti asiatici e americani. La rapida espansione del consumo del tè, caffè e cacao, che si aggiunsero allo zucchero e al tabacco, contribuì ampiamente alla trasformazione del concetto di lusso. Non solo, ma la circolazione dei nuovi beni ebbe implicazioni importanti sullo sviluppo della società commerciale: come afferma Adam Smith, il consumo di beni americani e asiatici costituisce un elemento significativo nella dinamica interattiva tra produzione e consumo, poiché rafforza la divisione del lavoro, espande il mercato, accentua l'economia monetaria e incrementa il reddito, rendendo dunque possibile la prosperità economica. In seguito, l'autore si occupa dei cotoni indiani e dei tabacchi americani, la cui diffusione favorì uno sviluppo delle innovazioni tecnologiche e delle finanze statali, per focalizzarsi poi sullo zucchero, sul tè e sul caffè, prodotti che, insieme al tabacco, hanno inaugurato una nuova stagione del consumo europeo: quella del consumo sociale che, rafforzando la convivialità familiare e urbana, contribuisce alla formazione della sfera pubblica. Nel capitolo finale si chiarisce il complesso passaggio dal consumo d'ancien régime al consumo moderno. Tale passaggio, ci spiega l'autore, è il risultato delle possibili interdipendenze tra la dimensione materiale (i nuovi prodotti, le trasformazioni agricole, le innovazioni tecnologiche, il reddito e la trasformazione demografica) e la dimensione immateriale, che si manifesta nella riformulazione delle decisioni individuali in sede collettiva e nella nascita di nuove forme organizzative e di mobilità sociale. In sintesi, il nuovo consumatore è chiamato a stabilire il rapporto che deve intercorrere tra l'utilizzo del proprio reddito e le sue preferenze di natura sociale e culturale. Questo libro offre un interessante contributo di riflessione su uno dei temi più alla moda tra gli storici economici dell'età moderna, che tuttavia nel panorama italiano stenta ad affermarsi. L'obiettivo di Carmagnani è ambizioso: articolare il dibattito teorico settecentesco sul consumo a dati economici e sociali che illustrano le trasformazioni nelle scelte e nelle abitudini di individui e famiglie. Il risultato è che non sempre la trattazione risulta chiara e a volte il lettore fatica a seguire le argomentazioni dell'autore. In ogni modo, il principale merito del libro è di aver dimostrato che il consumo moderno cresce e si consolida grazie all'interazione dell'Europa con le altri parti del mondo. Senza i prodotti asiatici e americani, la libertà di consumo non avrebbe potuto compiere quel salto di qualità che invece fece grazie al concorso di quest'ultimi. Il ruolo dei territori extraeuropei è quindi fondamentale per spiegare la nascita del mondo moderno e le trasformazioni in atto durante l'epoca rivoluzionaria. Tuttavia, l'analisi del cambiamento resta limitata all'Europa: i territori extra-europei sembrano non partecipare a tali mutamenti se non come meri produttori di beni "esotici". In realtà, alcune aree – come quelle americane – parteciparono attivamente a tali processi contribuendo a quella rivoluzione dei consumi che portò a mutamenti economici e politici di grande portata tra Sette e Ottocento, non solo in Europa ma in tutto il mondo atlantico. Infine, anche se nelle intenzioni dell'autore, vi è il tentativo di articolare le dimensioni materiali e immateriali del consumo, spesso quest'ultime restano scarsamente analizzate, o quantomeno in misura minore rispetto a quelle materiali. Insistere maggiormente sugli aspetti immateriali avrebbe forse evidenziato con più forza l'eterogeneità della situazione europea, caratterizzata da realtà frammentate e spesso in competizione tra di loro. Federica Morelli