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Armando Massarenti

Editore: Guanda
Anno edizione: 2014
Pagine: 165 p. , Brossura
  • EAN: 9788823504790

Cos’hanno in comune Keith Richards e Socrate? Beh, entrambi conoscono molto bene il ritornello di una canzone che i latini avrebbero ribattezzato “Nosce te ipsum”, e che i greci avevano ascoltato per la prima volta dall’oracolo di Delfi. Il chitarrista dei Rolling Stones, infatti, ha sostenuto più volte di vivere nell’osservanza di una sola regola, un motto che arriva direttamente dall’antichità e che suona più o meno così: conosci te stesso.
Per chi viva da cinquant’anni sulla breccia è un viatico niente male per non perdere la testa, non c’è dubbio: ma tuffandoci nel vasto mare del pensiero antico anche noi comuni mortali, noi che non suoniamo ogni sera “Jumpin’ Jack Flash” davanti a ottantamila persone, possiamo tornare in superficie arricchiti da una pesca miracolosa.
Già. Cosa sia davvero la felicità non c’è nessuno che possa dircelo, ma leggere le risposte che tante menti eccelse hanno saputo dare a una domanda così insidiosa è un esercizio utile e bello. “Come il pensiero antico salverà gli spiriti moderni”, promette di svelare il libro di Armando Massarenti, e non è una promessa da marinaio. La panoramica che il bravo filosofo e divulgatore compie nel corso del suo ultimo libro è eterogenea e pop quanto basta per rendere appetibile la lettura anche al più incallito modernista, ed è bello pensare a “Istruzioni per rendersi felici” come al bugiardino di un farmaco senza data di scadenza, da assumere a dosi omeopatiche o smodatamente, per riavvicinarsi un poco a sé stessi e rimettersi in asse nel proprio rapporto con la vita che si conduce.
Amicizia, amori e passioni, conoscenza e cambiamento, politica e giustizia, felicità e piacere: i temi della vita degli uomini del ventunesimo secolo, non sono poi in fondo molto diversi da quelli con cui dovevano confrontarsi i greci dell’Atene di Pericle. Ma il contesto è cambiato un bel po’, non c’è dubbio, e se la modernità è arrivata con scaldabagni e antibiotici, ha portato in dote anche un bel corredo di depistaggi e distrazioni da noi stessi.
Plotino, filosofo egiziano la cui vita è avvolta nel mistero più fitto, ha lasciato nelle sue Enneadi un invito perentorio: “Sfronda ed esamina te stesso. Togli ciò che è superfluo. Non smettere di scolpire la tua propria statua”. E oggi? Quale volontà di ferro occorrerebbe, per farsi sordo al rumore incessante nel quale viviamo immersi? Nel percorso di stoici, epicurei, presocratici, neoplatonici e di quanti abbiano cercato nell’antichità un modo per avvicinarsi il più possibile alla felicità, sembra insomma di poter individuare una direzione comune. Ed è forse nell’equivoco di una semplice preposizione che si rende più chiaro quanto ci siamo allontanati dalla strada maestra che per noi avevano individuato Socrate, Platone, Lucrezio: ci siamo presi troppe “libertà di” in luogo della “libertà da”, sola vera libertà e via alla felicità secondo gli antichi.
Ci congediamo da questo intelligente libello, semplice nella forma ma denso di contenuti, prendendo a prestito un’immagine regalataci dai Monty Python nel loro formidabile “Live at the Hollywood Bowl”. Chi ricorda lo sketch nel quale i pensatori antichi fronteggiavano la scuola tedesca dei moderni in un incontro di football filosofico all’ultimo sangue? Dopo un avvio stentato e un primo tempo nel quale – a dire dello speaker - “non succede niente”, mentre Hegel, Kant e Schopenhauer (assieme a Beckenbauer, vera sorpresa del torneo) si affannano a cercare l’imperativo categorico a centrocampo, e dopo che Nietzsche si è fatto espellere dall’arbitro Confucio per averlo accusato di non avere una libera volontà, è Socrate a risolvere il match con un colpo di testa su suggerimento in velocità di Eraclito.
Forse “il più sapiente degli uomini”, colui che sa di non sapere, non sapeva di non saper giocare a calcio, e così ha trovato la chiave. Capito l’antifona? Panta rei: tutto scorre, un gioioso colpo di testa, e il gioco è fatto. Felicemente.

A cura di Wuz.it

Recensioni dei clienti

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    Daniela

    17/08/2016 08.42.59

    Me l'ha regalato mio marito. Che delusione. Un'accozzaglia di superficialità e banalità, presumibilmente riciclate da articoli di giornale.

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    Fabio

    17/03/2015 02.06.50

    Libro superficiale, trascurabile, appartenente alla divulgazione di scarso profilo. Un'offesa alla filosofia e all'arte di vivere, che presume di sciorinare in pochi raffazzonati, confusi, inconsistenti capitoli.

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    luciano

    13/10/2014 21.01.40

    Lo dice Pierre Hadot, lo dice anche Armando Massarenti: la filosofia che fa bene all'uomo è la filosofia antica e precisamente quella degli stoici Epitteo, Seneca e Marco Aurelio. Il libro è ricco di citazioni che spingono a riflettere su noi stessi e sui nostri comportamenti. Molto meno interessanti sono quelle parti del libro che riguardano le neuroscienze: l'anima è molto di più del cervello. Il libro è troppo scarno, non mi piace come scrive Massarenti e se bastassero 156 pagine per renderci felici avremmo risolto tutti i nostri problemi.

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