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Daniele Marchesini

Editore: Il Mulino
Anno edizione: 2012
Pagine: 265 p. , ill. , Rilegato
  • EAN: 9788815238436
C'era proprio bisogno di un libro come questo. Sulle orme dei notevoli lavori di Federico Paolini e Massimo Moraglio, l'autore ci fornisce una brillante e solida ricostruzione di come un paese a lungo prevalentemente rurale e legato alle due ruote della bicicletta si sia trasformato in una nazione a quattro ruote. Lo fa intrecciando abilmente storia economica e d'impresa, storia sociale e culturale, sulla base di una ricca documentazione di fonti primarie che spazia dall'Archivio centrale dello stato all'Archivio storico Fiat. Strutturato in nove, e serrati, capitoli, il libro parte dalle prime ipotesi di auto di massa dell'Italia fascista e, passando attraverso "il sogno dell'auto" della prima metà degli anni cinquanta, approda all'"età dell'abbondanza" della 600 e della 500, per fermare la propria parabola al lancio della 850 che "mantiene sostanzialmente invariata l'architettura della 600 (così come la 126 quella della 500), risultando però, alla fine, auto diversa. Non più utilitaria". Fra l'articolo della rivista aziendale Fiat che nel 1926 "azzarda che l'auto non è più un lusso" e l'approdo alla 850 nel 1964, Marchesini ci guida con mano ferma in una marea di indagini di mercato aziendali, trasformazioni politiche ed economiche nazionali e internazionali, scorci letterari e musicali sull'auto (Italo Calvino, Paolo Conte). Forse una migliore contestualizzazione delle attività pubblicitarie Fiat avrebbe giovato. Ma il libro testimonia della piena maturità raggiunta dagli studi italiani sulla "automobilizzazione". Ferdinando Fasce