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Aldo Cazzullo

Editore: Mondadori
Anno edizione: 2011
Formato: Tascabile
Pagine: 174 p. , Brossura
  • EAN: 9788804605058
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Recensioni dei clienti

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    Marco M

    24/07/2011 10.03.48

    Questo è un libro povero di concetti e di riflessioni, dove tutto quello che è scritto va preso per quello che è. è un libro da sempliciotti, ovvero persone che prendono tutto quello che gli viene detto per vero e non riflettono mai, si basa su luoghi comuni, ormai sfatati da molti intellettuali e giornalisti liberi, e non manca un attacco a Marco Travaglio nelle pagine finali del libro, che è noto per essere uno scrittore libero, ed autore di validissimi libri. Per iniziare bisogna dire che il titolo del libro e l'introduzione sono ingannevoli per ciò che riuarda il suo contenuto, nelle pagine iniziali il libro è attinente all'introduzione, in quanto si parla della meridionalizzazione del Piemonte, di come sia cambiata la nostra società con l'emigrazione italiana, e di come molti Piemontesi si siano italianizzati, ma queste sono solo poche pagine, mentre doveva essere l'argomento di tutto il libro. L'autore però non scrive per una sua non conoscenza o volontà, che in Piemonte esistono anche delle persone chiamate "Baròt" o "Bareut", che nel tempo non hanno avuto la voglia di italianizzarsi in quanto non ne sentivano la necessità o non stimavano quel modello, e sono rimasti Piemontesi, queste persone non sono assolutamente poche. La seconda parte è spesso comica, si afferma la meraviglia della società dei noantri, e molti dei loro difetti, che hanno contribuito al degrado dello stato italiano, vengono fatti passare come qualcosa di fantastico e mitico, che contraddistinguono una società migliore, ad esempio la mancanza di un ascensore sociale che permetta alle persone di salire e scendere nella scala sociale. Il libro è ricchissimo di attacchi non provati a politici e persone vicine all'area di quello che si fa chiamare centro-sinistra, in particolare a Di Pietro e De Magistris, e lodi a persone discutibili, che hanno avuto nel passato molti problemi con la giustizia. La conclusione sembra sia stata scritta da una persona, che non ha letto il libro.

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    Patrizia

    02/07/2010 11.53.36

    Teoria interessante e ben esposta, almeno nei primi capitoli. Poi il libro diventa una rimasticatura di temi - forse di scritti precedenti - che poco hanno a che vedere con il titolo iniziale. Per non dire del "pistolotto" finale con tocco di buonismo da lacrimuccia! L'autore fa notare che solo 4 milioni di italiani leggono regolarmente libri ma se questa è la qualità di ciò che si propina loro non c'è davvero da stupirsi. Un'altra occasione perduta....

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    claudio

    24/11/2009 16.09.30

    Altro buon libro di Cazzullo dopo Outlet Italia. Conferma della bontà del giornalista, inviato di punta del Corriere. Ottima, secondo me, la visione dell'Italia di oggi, molto meridionalizzata, anche se da noi al nord le cose non vanno poi così tanto bene: suv, cafonaggine, menefreghismo e quant'altro ci sono anche da noi, anche forse in misura maggiore. Resta l'ultima pagina di speranza in un futuro migliore, anche perchè andando ogni tanto all'estero (in Occidente) l'erba non è più verde della nostra.

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