Collana: Formelunghe
Anno edizione: 2016
In commercio dal: 26 maggio 2016
Pagine: 269 p., Brossura
  • EAN: 9788861101630
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Descrizione

Finalista al Premio Opera Prima 2016.

Un apologo surreale e pulp sull’Italia,
 un Paese incapace di guarire da se stesso che si avvia danzando verso la propria rovina. Finalista alla XXVIII edizione del Premio Calvino 2015.

«Una prosa e un racconto di classe.»
«Una lingua espressiva e brillante, che lascia il lettore senza fiato.»
- giuria del Premio Calvino

Italia. Giorni nostri. Mentre la crisi morde con ferocia e nessuno è più sicuro del proprio posto di lavoro, diciassette lettere di cassa integrazione, più una – giustificatissima – di licenziamento, devono essere recapitate ai rispettivi destinatari. La consegna di
tali missive scatena una girandola di avvenimenti, intrecciandosi alle minute vicende di un grande centro commerciale alla periferia di una città del Sud, accanto al mare. Qui, ne “La Cattedrale”, i destini dei personaggi troveranno compimento: un direttore connivente e succube dei poteri mafiosi, alcuni manager freddi e insensibili alla sofferenza
dei lavoratori (ma anche ingenui e sprovveduti), un anziano dongiovanni ossessionato dal sesso, una giovane donna frustrata da un lavoro indegno, un sindacalista travolto dagli eventi, una guardia giurata perseguitata da migliaia di gabbiani, un dinamitardo ossessionato dall’11 settembre, e infine Italia, adorabile vecchina affondata nel proprio oscuro dialetto, che, apparentemente ai margini della modernità, sarà tra i pochi a salvarsi dalla inevitabile catastrofe finale. Un romanzo che mescola con maestria tutti i generi, dall’horror alla commedia, fino alle suggestioni del cinema americano e d’autore.

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Fabio Franceschelli nel suo Italia, finalista al Premio Calvino 2015, parte dalle periferie urbane di una grande città, del sud Italia rappresentando la decadenza del nostro paese attraverso la narrazione di vicende, solo all’apparenza scollegate tra loro, che avvengono un pomeriggio qualunque all’interno di un centro commerciale dal nome evocativo di La Cattedrale. L’avvenimento che mette in moto la vicenda sono diciassette lettere di cassa integrazione e una di licenziamento che devono essere consegnate ad altrettanti lavoratori del centro commerciale. I protagonisti del romanzo sono tutti immersi e pervasi da un diffuso senso di abbandono. Italia narra ad esempio, le vicende di una giovane laureata, costretta a lavori sottoqualificati e sottopagati, del sindacalista dell’ipermercato ormai svuotato di ogni sua funzione, e della ragazza madre senza speranze né illusioni per il futuro. La Cattedrale diviene così il centro di un microcosmo, fulcro di scontri generazionali e sbiadite lotte sindacali. La coscienza di classe ha lasciato il posto allo smarrimento causato dalla perdita degli storici punti di riferimento e alla rabbia per l’improvvisa perdita di quel lavoro al supermercato percepito come l’ultima spiaggia, unica illusoria fonte di sicurezza. Tutti i personaggi sono accumunati dalla paura del futuro prossimo che porta alla miope logica individuale del “si salvi chi può”, una paura che sfocerà ben presto in violenza. Italia narra la quotidianità di un paese ormai senza fabbriche, dove il cittadino è relegato al misero ruolo di consumatore, e dove il lavoratore è diventato merce interscambiabile e indistinta, in tutto e per tutto uguale a quella che ogni mattina posiziona con cura sugli scaffali. Anche il padrone, l’oppressore non esiste più, è vittima e carnefice di un sistema all’interno del quale è un ingranaggio dei tanti, poco più grande di quelli che da lui prendono ordini, ma molto più piccolo di coloro che prendono le vere decisioni. La Cattedrale, il centro commerciale, diviene un luogo che arriva ad assumere così caratteristiche universali e comuni a tutto il resto del paese. Italia racconta allo stesso tempo lo sconcerto della giovane generazione ormai senza illusioni, incapace di immaginarsi un futuro, e lo smarrimento di quella vecchia, sbigottita di fronte al presente.

Recensione di Marco Magini.