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Giorgio Bocca

Editore: Feltrinelli
Collana: Serie bianca
Anno edizione: 2005
Pagine: 142 p. , Brossura
  • EAN: 9788807171055

Se si vuole, questo può essere considerato un altro – il più recente – dei libri che Bocca dedica all'analisi amara della crisi italiana. E dunque, l'ulteriore capitolo d'una denuncia che vede in Bocca la voce più aspra, forse, la più determinata, la più coerente, d'una attenzione critica diffusa, rivolta verso la deriva progressiva d'una società che fatica a recuperare elementi credibili d'identità collettiva. E tuttavia, rispetto a questa possibile, e legittima, chiave di lettura, il libro offre anche un'ottica di valutazione più inquietante, che nasce dalla capacità che ha questo volume, di ricollegare i tanti fili dispersi che, nel corso dell'ultimo decennio, andavano denunciando il distacco tra etica e responsabilità, o meglio tra norma e comportamento, tra dovere e mistificazione. Quei fili erano, ciascuno, il prodotto d'una deriva quotidiana, e nella memoria finivano lentamente per disperdersi, svaniva la forza del loro impatto. Ora, Bocca li ricompone all'interno d'un quadro di riferimento che ricupera integra la violenza dirompente che avevano; il panorama angoscioso che ne viene disegnato produce nel lettore un'assunzione obbligata di responsabilità (verrebbe da dire: un disperato risveglio di coscienza) cui nessuno pare potersi sottrarre.

mimmo candito

Diretta, pungente e senza esitazioni: è la voce di denuncia che si alza da quest'ultimo libro di Giorgio Bocca, una riflessione critica sulla società italiana e sul governo in carica. Con stile aspro e appassionato e lo sguardo disincantato dell'esperto cronista, l'autore passa in rassegna gli avvenimenti e i protagonisti che si muovono sulla scena italiana senza risparmiare nulla e nessuno. La sua analisi denuncia innanzitutto il progressivo instaurarsi di un "regime" che ha in Silvio Berlusconi il suo cardine e che è, a suo dire, caratterizzato dall'esercizio del potere arrogante e privo di pudore. Più di ogni altra cosa, però, lo preoccupa l'atteggiamento passivo degli italiani che finisce per avallare tale governo («alla maggioranza delle persone va bene la rinuncia alla libertà pur di non avere grane, di viver tranquilli, pronti a ingoiare tutti i rospi»). «No, peggio di così non poteva andare», afferma Bocca senza esitazioni, definendo in termini perentori la sua posizione: «Ciò che pensa e dice un uomo come Berlusconi, e chi la pensa come lui, è esattamente il contrario di quello che penso io e quelli come me». Date queste premesse, la requisitoria dell'autore si sviluppa con l'impeto e la passione di chi non teme di esprimere a tutti le sue idee e le sue convinzioni. Sotto gli strali pungenti finiscono il capo di governo e i suoi uomini, i ministri e gli alleati politici, i fautori di un'informazione deviata o compiacente. Castelli, Fini, Lunardi, Bossi, Bondi ma anche Pippo Baudo, Paolo Guzzanti, i terzisti e molti altri finiscono tutti in un unico calderone. Non mancano accenti sul ritorno al fascismo («il fascismo che ci portiamo dentro torna a circolare come un odore familiare», sul revisionismo storico («l'antifascismo è morto, la Resistenza archiviata»), sull'attacco alla giustizia, sul silenzio nei confronti della mafia, sul "trasformismo" della democrazia, sulla guerra in Iraq, sullo scempio del territorio, sui mutamenti che avvengono nel sistema televisivo e nell'informazione. Che futuro dunque per quest'Italia che appare sempre più irrimediabilmente "malata"? L'approfondimento di Bocca rappresenta un ritratto tagliente a volte spietato dei mali di cui soffre il nostro Paese in cui non si celano ansie e preoccupazioni per il futuro. è un libro dominato dall'urgenza della denuncia e ricchissimo di spunti di riflessione, destinato a far molto discutere.

Recensioni dei clienti

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    Massimo

    05/12/2005 12.10.14

    Troppo di parte. L'analisi è corretta su certi argomenti, su certi altri un po' meno e lascia al lettore il dubbio che quanto letto sia troppo distorto da una visione personale. Tengo a precisare che non sono ne per il polo ne che l'unione, ma sinceramente ritengo sia troppo parziale come valutazione.

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    Roberto

    09/06/2005 17.13.45

    bocca ricalca un profilo perfetto dell'Italia affarista ed imbrogliona, falsamente bonaria e dissoluta. Bocca dimostra il suo carattere austero e incline al rispetto per le leggi scritte e, vieppiù, morali.Una lucida analisi di un Paese governato da dei piccoli uomini, figli di una piccola classe dirigente, non all'altezza del compito che le spetta; essa governa, disprezzandolo, lo Stato.

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    lorenzo da padova

    22/05/2005 10.41.54

    Sono perfettamente d'accordo con il dottor Bocca... purtroppo! Vorrei tanto che avesse torto.

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    Ruggero d'A.

    18/05/2005 11.47.54

    Si potrebbe dire "Bocca della verità", e gli oppositori sono evidentemente su posizioni di principio e si rifiutano di vedere ciò che sta accadendo nel nostro paese. Ma letture come queste sono importanti per aprire le menti, e chi volesse leggere la situazione in chiave di romanzo può cercare lo splendido "Un cielo così sporco", di Franco Mimmi.

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    giancarlo

    11/05/2005 12.16.02

    vivo da tempo un senso di disagio profondo per come sta messo il nostro Paese, preda di berlusconi e dei suoi servi. Analisi spietata, reale, appassionta quella che emerge dalla penna e dal cuore di chi, nel buio di questa situazione, ha ancora il coraggio di scrivere la sua opinione. Senza paura, senza servilismo. Questo è il vero giornalismo. Grazie, dott. Bocca.

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    carlo zampetti

    16/04/2005 20.15.56

    Complimenti Mister Giorgio! Come Cingachgook, l'ultimo dei Mohicani, resiste al dilagare del berlusconismo ricordando, lui che comunista non lo è mai stato, il ruolo determinante che il P.C.I. ha rivestito nel paese, nonostante lo stalinismo e l'ondata di revisionismo che, ahinoi, sta dilagando anche a sinistra. Carlo Zampetti by Serra San Quirico casadelcapitano@everyday.com

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    Mariateresa

    30/03/2005 21.19.43

    Non c'è una riga, anzi non una parola, di questo libro che io non abbia sentita mia. Vorrei tanto che prima delle elezioni un gran numero di indecisi o di disinformati abbia la possibilità di leggere quanto così chiaramente, lucidamente, dolorosamente il grande Bocca ha scritto. Purtroppo non mi sembra si sia investito molto nel promuovere quest'opera. chissà perchè...

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    Bruno

    10/03/2005 20.34.27

    Uno degli ultimi libri liberi prima della morte della democrazia

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    Alex

    03/03/2005 12.57.19

    Un libro molto bello, che descrive con cura la situazione politica e sociale che stiamo vivendo in questo nuovo regime. Complimenti Signor Bocca, ha la capacità di raccontare e raccontarci, e infine di lasciarci con l'amaro in bocca. Anche se quest'ultima cosa non è colpa sua...

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    piero garuti

    26/02/2005 12.00.41

    Il solito Bocca con le solite trite e ritrite critiche. Tecnicamente un libro inutile del quale non se ne sentiva la mancanza. Giornalisticamente un mosaico di cose gia dette. Politicamente il manifesto dell'incapacità di parte del centro sinistra di avere un progetto alternativo credibile e serio.

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    daniele

    22/02/2005 22.59.30

    Ottimo saggio che spazia dall'Italia malada di Berlusconi, al male del capitalismo e alle insensatezze di una guerra come quella irachena che, secondo Bocca, porterà all'autodistruzione dell'umanità

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    MAX67

    21/02/2005 14.27.57

    BELLISSIMO LIBRO CONSIGLIO LA LETTURA SOPRATTUTTO A CHI RIESCE A ESERE LIBERO DA IDEOLOGIE TIPO DESTRA E SINISTRA,PER CAPIRE CHE LA STORIA RITORNA SEMPRE CHE MUSSOLINI NON E' PIOVUTO DAL CIELO MA ERA UNO SPECCHIO DEGLI ITALIANI NON SOLO DI ALLORA MA ANCHE DI ADESSO E BERLUSCONI NON E' NIENT'ALTRO CHE UN MUSSOLINI MODERNO NON IN SENSO DISPREGGIATIVO DEL TERMINE MA PER LO STESSO MODO DI FARE POLITICA CIOE' NON FACENDOLA MA ODIANDOLA UN CONSIGLIO NON SCHIERATEVI SEMPRE MA LEGGETE E RIFLETTETE LA RAGIONE COME IL TORTO NON STA' MAI SOLO DA UNA PARTE.

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    daniele

    12/02/2005 14.21.14

    Libro lucido ed efficace che analizza perfettamente l'anomalia Berlusconi. E dipinge l'Italia senza spina dorsale, senza la capacità di sorreggere i valori democratici

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    stefano

    10/02/2005 17.58.07

    grandissimolibro, requisitoria serrata e impeccabile anche letterariamente ma è lecito chiedersi se questa Italia merita una disamina,sia pure feroce,ma di così alto profilo.Forse sarebbe meglio tacere o scappare, perchè in una cosa caro signor Bocca lei sbaglia:questa Italia non è malada, sta molto peggio. Carissimi saluti

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    petrus

    04/02/2005 09.22.34

    Bocca è un grandissimo giornalista. Ma soprattutto è un uomo coraggioso, cosa che di questi tempi risulta esser scambiata per faciloneria se non addirittura per istigazione alla "demonizzazione": categorie della "prassi" più vicine all'isteria che alla serietà. Bocca pero' non si limita alla ricostruzione "storica" del fatto (e dell'antefatto), nè potrebbe esimersi dal giudizio, visto che lui come molti Italiani sono stati testimoni del secolo della "follia". I "fantasmi" che Bocca distingue con chiarezza hanno sempre lo stesso nome: sono "efficienti" come lo fu l'urlo romuleo, come lo furono le folle sotto palazzo Venezia, come lo furono certe parole appena accennate, appena dette. Meditino i più giovani, coloro che non hanno visto, e stiano in guardia: al fascino allucinatorio di certi richiami l'uomo puo' opporre un canto uguale e contrario.

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    Giancarlo

    03/02/2005 22.06.51

    Un libro semplicemente abominevole, che può servire solo a capire perché Berlusconi vincerà di nuovo le elezioni, con una maggioranza ancora più schiacciante di adesso: semplicemente perché le alternative sono perfino peggio di lui

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    roberto

    02/02/2005 13.49.57

    Non posso che consigliarne la lettura; ne traspare una visione chiara limpida dei problemi che affliggono l'italia del nostro tempo. Lo scritto e' ancor piu' autorevole se si considera che l'autore si e' sempre considerato un borghese.

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    magellano83

    01/02/2005 22.15.05

    Ognuno è libero di manifestare le proprie idee: nel caso di Bocca, tutto è commentato in maniera troppo faziosa. Tanto da essere illeggibile! Peccato!

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    Paolo

    31/01/2005 22.20.45

    Metti un giornalista famoso che parla male di Berlusconi e il gioco è fatto. La calunnia un tempo era un arte, con Berlusconi il più banale vizio degli invidiosi e degli inconcludenti. Scrivere libri così ci sarebbe riuscita anche mia nonna, che aveva la seconda.

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    chaperon

    31/01/2005 15.33.31

    Pessimo, il regime vero è quello della partitocrazia e sindacatocrazia che ha rubato per cinquant'anni; d'altronde per chi ha sguazzato in quel mondo è difficile accettare che qualcuno voglia cambiare in meglio e secondo le regole della democrazia il nostro Paese.

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