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Beppe Severgnini

Collana: Supersaggi
Anno edizione: 2001
Formato: Tascabile
Pagine: 404 p.
  • EAN: 9788817126083
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Recensioni dei clienti

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    zombie49

    22/06/2017 06.58.37

    In questo libro Beppe Severgnini, inviato speciale de “Il Giornale” e viaggiatore per professione, descrive con irritante e sarcastico tono di superiorità vizi e manie degli italiani in vacanza. Qualcosa di vero c’è: spesso gli italiani sono approssimativi e chiassosi, adorano contrattare con i venditori ambulanti arabi e africani, a Istanbul o a Nairobi cercano un ristorante che faccia spaghetti e tortellini ma proprio come a casa loro, confrontano tutto con l’Italia. Detesto, però, le generalizzazioni e questo libro è un’apoteosi di luoghi comuni e banalità: anche gli stranieri fanno cose simili, e non tutti gli italiani si comportano nello stesso modo. Più interessante la parte in cui Severgnini racconta le proprie esperienze di masochistici viaggi in treno nei paesi ex comunisti, ma è terribilmente noiosa la dettagliata descrizione della burocrazia statale a Praga e Varsavia: non penso fosse necessario verificarlo. Inutile la parte finale: x sapere che d’estate sulle coste nostrane ci sono ingorghi stradali e che gli italiani sono indisciplinati, non occorre un’inchiesta di Severgnini. Colpisce come gli appunti di viaggio diventino rapidamente datati: la storia, la società e la tecnologia sono in continua evoluzione. Internet, GPS, telefoni cellulari hanno cambiato il modo di spostarsi: essere raggiungibili in qualsiasi angolo del pianeta è forse più rassicurante, ma meno gratificante. Ho comprato questo libro in un periodo in cui viaggiavo molto all’estero, prima con escursioni organizzate in paesi remoti e con governi instabili, in cui era impossibile muoversi diversamente, poi, non sopportando i gruppi, in solitudine in luoghi dalla natura selvaggia ma forniti dei servizi occidentali. Non riesco a capire come potesse piacermi Severgnini, che oggi trovo presuntuoso e spocchioso.

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    Gianmarco

    10/01/2004 06.57.08

    L'inizio e' davvero carino e brillante...degno dell'autore.Dopo un po' comincia a perdersi in troppe descrizioni.Seppur brevi e sempre di posti diversi...italiani e non.

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