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Oliviero Beha

Editore: Chiarelettere
Collana: Reverse
Edizione: 6
Anno edizione: 2007
Pagine: 250 p. , Brossura
  • EAN: 9788861900004
Disponibile anche in altri formati oppure usato:

Oliviero Beha, giornalista noto per le sue trasmissioni dalla parte del cittadino e da sempre inviso al potere per le sue inchieste scomode, propone un pamphlet accattivante, di denuncia dei mali atavici della società italiana degli ultimi cinquant'anni. Il libro, dal titolo eloquente Italiopoli che riprende i vari scandali politico-finanziari-mediatici degli ultimi decenni, da Tangentopoli a Calciopoli a Vallettopoli, esce in prima edizione nella nuova collana Reverse della neonata casa editrice Chiarelettere. La prefazione di Beppe Grillo fa subito presagire cosa stiamo leggendo: pagine che parlano di un'Italia sfiancata dai furbi della finanza, truffata nei propri risparmi dai "tango bond", dai Parmalat bond, rappresentata da un Parlamento zeppo di pregiudicati e dominata dalle mafie in varie regioni.
Beha descrive una palude di malaffare e di cattivi esempi che ci vengono dal potere politico: conflitti di interessi mai risolti, una legge sull'indulto mal digerita che ha portato l'anno scorso alla scarcerazione di migliaia di detenuti, una classe politica che da destra a sinistra ripropone sempre gli stessi vecchi volti dei primi anni '90, incapace di rigenerarsi. Beha si domanda, come Lenin nel suo famoso libro, "Che fare?", ma non trova risposte facili. La sua denuncia, vibrante e indignata, vuol proprio colpire quello che ormai in Italia è il "Residence del potere", non più i Palazzi metaforici descritti da Pasolini, ma una sorta di teatrino della politica e della tv, stile Bagaglino, nel quale si muovono a loro agio i nuovi cortigiani, gli "uomini di" questo o quel politico che occupano tutto: aziende pubbliche, televisioni, vertici delle grandi holding private. Cronache dal basso impero, da un'Italia in preda alle mafie criminali e alle clientele dei politici locali, dove nel Residence del potere ora spopolano, in barba a ogni minima selezione meritocratica i "figli di" politici, imprenditori, vip dello spettacolo. E' proprio il mondo degenerato della televisione e dello spettacolo l'oggetto delle critiche più feroci di Beha. La TV come specchio drammatico di Italiopoli: l'odore emanato dai talk show è simile, le notizie sono infrequenti, il sentore di recita gattopardesco pervade i salotti TV, i conduttori e i loro garanti manager-editoriali nominati dai partiti che fanno ciò che loro chiedono i padrini del momento. La TV è l'avvilente immagine di quel Residence, del potere italiano che difende se stesso, scrive Beha. Mentre fuori, l'Italia sprofonda.
Ma come resistere nella palude di Italiopoli? Beha lo spiega nei due capitoli conclusivi: bisogna ripartire dalle associazioni e dai comitati della società civile, che rappresentano sul territorio un'altra Italia, onesta e attiva. E bisogna tagliare i costi e i finanziamenti dei partiti, riducendo il numero delle circa seicentomila persone che vivono di politica, riformandola alle radici come auspicato anche dal presidente Giorgio Napolitano.

Ascolta l'intervista a Oliviero Beha su RadioAlt.

Recensioni dei clienti

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    Piero

    11/12/2008 16.59.44

    Purtroppo il dato di fatto è solo uno: Beha non sa assolutamente scrivere e fare libri non fa per lui. Per quanto possano essere condivisibili le sue opinioni e per quanto possa avere ragione al 100% su quello che scrive, per me non basta. Un libro scritto male è un libro scritto male comunque perchè per me non conta solo il contenuto. Leggere un libro deve essere un piacere e non diventare una fatica. Purtroppo è così anche per "Indagine sul calcio" e "Crescete e prostituitevi" (libri di Beha che ho letto). Ottimi spunti, pessima sintassi. Beha è un po il rovescio della medaglia dell'Italia che lui critica. Riesce a pubblicare proprio perchè l'Italia è ormai il paese dell'improvvisazione. Diciamoci la verità.... Lui è solo un pensatore (o tuttologo come si definiscono adesso certi personaggi) che non sa assolutamente fare lo scrittore. E il fatto di essere controcorrente non può e non deve essere l'unico motivo per cui si da la possibilità ad uno come lui di stampare libri. Ci vuole merito anche in questo. Onestamente, vendere un prodotto confezionato a questo modo, non è la cosa migliore da fare nei confronti di chi lo compra

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    generazzionev.blogspot.com

    02/01/2008 22.30.20

    I contenuti e le conoscenze dell'autore sono veramente d'apprezzare. Lascia invece un pò a desiderare il modo di scrivere macchinoso con troppe parentesi...un libro che tratta certi temi dovrebbe essere di facile lettura per tutti. Comunque vale assolutamente la pena di leggerlo viste anche le interessanti appendici alla fine del libro

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    Davide D.

    18/07/2007 21.58.24

    Libro assolutamente poco chiaro e poco analitico. Beha scrive così come si parla chiaccherando al bar, saltando in qua e il là, dando per scontato che ci si ricordi nei particolari di ogni argomento trattato, e non è ovviamente così, percui molto spesso i suoi riferimenti cadono nel vuoto e letteralmente non si capisce di cosa stia parlando o a chi si stia riferendo. Un libro che invece di far aprire gli occhi e di indignare, semplicemente annoia.

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    Tony

    13/07/2007 13.50.12

    Sono d'accordo con philo. I contenuti sono ottimi la la forza lascia un po a desiderare. In alcuni tratti sono dovuto tornare indietro a rileggere in quanto mi era perso. cmq ottimo libro!!!

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    philo

    16/06/2007 11.50.38

    Un fiume in piena a cui è difficile stare dietro. Il libro seppur piacevole è un continuo saltare da un argomento all'altro e francamente a volte mi sono perso. Sembra scritto di getto e non riletto. E' il primo libro che leggo di Beha e non ne conoscevo lo stile. Comunque i contenuti sono assolutamente leggibili, come detto ho avuto solo problemi nella forma.

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    giovanni

    10/06/2007 21.29.57

    consiglio a tutti di leggerlo,beha e uno dei migliori giornalisti scrittori, che abbiamo in italia

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