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Jack

A. M. Homes

Traduttore: A. Cioni
Editore: Feltrinelli
Anno edizione: 2010
Formato: Tascabile
Pagine: 231 p., Brossura
  • EAN: 9788807722066
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Recensioni dei clienti

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  • User Icon

    vic

    31/01/2014 17.08.22

    forse nn era il periodo giusto x leggere questa storia,ha destato in me un interesse relativo...cmq ben scritta,scorrevole,ben "disegnato" il profilo di jack.mi ha lasciato un po' di dolce e delicata tristezza e un pensiero nn troppo originale "l'avventura difficile è vivere".consigliato e voto tutto sommato alto...

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    alex

    31/10/2012 12.08.44

    Queste storie di adolescenti, con conseguenti travagli interiori e tragicomiche disavventure familiari e scolastiche, stanno diventando le mie letture preferite. Innanzitutto ammiro tantissimo la capacità di scrittori adulti di calarsi nei panni della persona che non sono più, spesso da un pezzo, e poi la naturalezza del punto di vista disincantato degli adolescenti ha su di me sempre un grande fascino nostalgico.

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    Henry

    17/04/2011 20.44.53

    "Amo gli adolescenti... perchè tutto quello che fanno lo fanno per la prima volta" (Jim Morrison) ‎...impossibile non innamorarsi dei personaggi del romanzo... impossibile non farsi travolgere dall'ironia caustica, intelligente e lucida del giovane protagonista che nulla e nessuno risparmia... impossibile non trovare in queste pagine pezzi della propria (passata?) adolescenza... (quasi) impossibile credere che l'autrice l'abbia scritto a soli diciannove anni... Ho amato questo libro... perchè in un certo senso sono io... o almeno avrei voluto esserlo! "Quello che sto cercando di dire è che il mio concetto di divertimento è uguale identico a quello che avevo da bambino, solo che sta diventando più difficile riuscire a metterlo in pratica" (Jack)

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    gianni

    28/02/2010 18.45.58

    Libro di esordio della Homes, scritto all’età di soli 19 anni, e si vede. Libro quindi molto fresco, scritto in prima persona dal protagonista che è un adolescente, il Jack del titolo. Durante una gita in barca con suo padre, ormai separato da sua madre, Jack apprende che suo padre è un omosessuale. Questa rivelazione non viene presa assolutamente bene dal ragazzo, che, passando inizialmente da una fase di rifiuto, riesce pian piano ad accettare la “diversità” del padre. La problematica affrontata è quindi sicuramente interessante e direi anche molto attuale. Pur se scritto dalla Homes direi però che forse per essere completamente efficace la storia l’avrebbe dovuta scrivere una persona un mpo’ più matura di una diciannovenne. Libro comunque bello.

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    rmatteuc

    10/05/2007 11.18.46

    … sembravano fornire la prova inconfutabile che l’era della famiglia come istituzione aveva raggiunto il suo apice e al momento era in fase calante. Non sto cercando di dire che le famiglie non valgono un cavolo o che so io, ma le cose stavano cambiando e io ne ero consapevole, e questo mi faceva stare bene perché mi dava l’impressione che la consapevolezza mi avrebbe permesso di fare scelte diverse invece di ripetere tutto quel macello. (Pag. 227) E’ proprio della famiglia che viene celebrato il funerale. E’ una famiglia top limit quella di Jack. Non una ‘’normale’’ famiglia di separati o divorziati, ma una famiglia separata perché il padre è gay. Jack è uno studente giovane, gli piace giocare a basket, è sempre alla ricerca di ragazze, non è sicuramente un ragazzo politicamente corretto, non gli piacciono i gay, non è un liberal con idee politiche. E’ un ragazzo che si trova con dei genitori separati, con le idee confuse, incerto come può essere un adolescente. Ma questo non basta, arriva il giorno che il padre gli spiega il motivo della sua separazione con la madre: è gay e vive con un altro uomo. Da qui in poi l’eroe Jack inizia la sua formazione cercando di capire, con molta fatica, attento a non farlo sapere, hai rapporti con gli amici, la madre ed il padre. Si un bel casino. Certo che il vuoto che ha Jack non dipende solo dal suo essere giovane. C’è un vuoto anche nei genitori. Incerti fra un affetto che li aveva accomunati ad una confusione nei ruoli e nell’affetto con Jack. Anche l’amico “fraterno” Max è una specie di uomo delle caverne che si trova anche lui ad avere un dramma familiare con il padre che picchia la madre. Una frattura ancora più grave di quella di Jack, ma si può fare una classifica delle sventure familiari? Soprattutto si può farlo per un adolescente che deve crescere? Michael è il nuovo compagno della madre che vive a casa loro. E’ un personaggio, forse ex hippy, che con i suoi frammenti di filosofia orientale cerca di mantenere una calma e tutto sommato una sua dimensione. Lu

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    sbillo80

    06/12/2005 18.48.27

    Romanzo a tematica gay che descrive come un figlio sia in grado di accettare l'omosessualità del proprio padre.

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    Federica

    05/08/2005 16.47.21

    tipico esempio di visione derivativa di qualcuno che ha guardato troppi film e telefilm. Che differenza c'è tra questo libro e un qualunque telefilm americano? Nelle azioni, nei dialoghi, nei dettagli, nella caratterizzazione dei personaggi. Il voto comunque risente anche del fatto che è scritto bene e scivola via, però penso che debba ancora esistere una differenza tra letteratura e cinema (o peggio, televisione).

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    odd

    27/06/2005 18.13.16

    a jack gli si vuole bene per tutto il libro... e si spera che tutto gli vada per il meglio, a luui al padre e a tutti i suoi amici. il libro è veramente bello, finchè lo leggi sei anche tu con jack.

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    alice

    19/06/2005 18.55.43

    Io lo capisco, Jack, il protagonista del libro, giovane alle prese con la scoperta che suo padre ha abbandonato sua madre per andare a vivere con un altro uomo. Io so cosa si prova ad essere dis/ambientati, a ritrovarsi in un contesto di cui non si riesce a comprendere la logica, dove nonostante tutto tutti sembrano continuare una vita di sciocca routine e di vuoti sorrisi. Il giovane Jack non capisce, soprattutto quando qualcuno gli scrive finocchio sull’armadietto a scuola. Reagisce, il giovane Jack, ci prova a difendersi, commette errori, si dibatte, si aggrappa al fedele pallone da basket e lo sbatte rabbiosamente a terra, da dove altrettanto furiosamente ritorna. L’unica è tentare di metterlo nel canestro, magari da metà campo, e sentire il dolce fruscio della retina, come una carezza sensuale. Io lo so cosa prova Jack quando qualcuno gli organizza un compleanno in cui si sente solo strano, e vorrebbe essere da un’altra parte, ma non sa da quale. Un po’ come essere a una festa e poi rendersi conto di aver sbagliato posto. Io lo capisco Jack e con lui mi sento proprio nel mio ambiente.

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