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Artisti: Jarvis Cocker
Supporto: CD Audio
Numero dischi: 1
Etichetta: Rough Trade
Data di pubblicazione: 15 novembre 2006
  • EAN: 5050159834020

€ 18,90

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Disco 1
  • 1 The Loss Adjuster (Excerpt 1)
  • 2 Don'T Let Him Waste Your Time
  • 3 Black Magic
  • 4 Heavy Weather
  • 5 I Will Kill Again
  • 6 Baby'S Coming Back To Me
  • 7 Fat Children
  • 8 From Auschwitz To Ipswich
  • 9 Disney Time
  • 10 Tonite
  • 11 Big Julie
  • 12 The Loss Adjuster (Excerpt 2)
  • 13 Quantum Theory

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    maria francesca

    17/03/2007 16.06.15

    Sono passati quasi ventiquattro anni dal primo album dei PULP, uscito nell’Aprile del 1983, e sei dall’ultimo. Apparente stand-by dal 2001 in poi. Intanto tante osannate band si sono accompagnate e strascicate ai PULP ma da quel groviglio davvero pochi superstiti sono perdurati onestamente alla fame brit-bulimica anni novanta. Jarvis Cocker è tra i superstiti, no di fortuna, come alcuni, ma tra quelli meritevoli che la zattera l’hanno condotta e liberata. Che Jarvis avesse da sempre strizzato l’occhio ad alcune autorità morali come Paul Weller, Leonard Cohen, o l’amato Scott Walker o, uno su tutti, l’indimenticabile Serge Gainsbourg era roba nota. E lo è ancore di più ora, nel suo imminente compassato esordio. Mellotron, pianoforte, vibrafono e archi si elevano con ironia e pungente sarcasmo in brani che si mescolano al pianto e al riso, all’amore e alla perdita (roba che sanno fare in pochi). Ancora una volta l’uso orchestrale sposa perfettamente la ritmica e l’accattivante dinamica melodica che caratterizza la scrittura di Jarvis Cocker. Il tono dell’album è tipicamente confidenziale, gentile, ma graffia strutturandosi in una denuncia sociale piuttosto che aprendosi in un richiamo sessualizzato individuale come ci abituò, illo tempore, Mr. Cocker. Dominano le ballate lievi e speranzose come “Baby’s coming back to me” o “I will kill again”, tra gli echi da primo materiale Pulp di “Tonite” o “Big Julie”, deliziose. Riecheggiano gli anni d’oro in “Don’t let him waste your time” (non a caso primo singolo estrapolato dall’album), “Black Magic” e “Fat Children” grido indie-wave scagliato contro i soprusi di inquieti bimbi grassottelli che ci dice Jarvis “wanted my brand-new phone with all the pictures of the kids and the wife”. La conclusione è affidata alla chitarra acustica e ai violini di “Quantum Theory”. Please to meet you, Jarvis! E francamente dopo questo album viene ancor più voglia di cantare “Love is Blind” o “Mis Shapes”.Sarà normale! Ergo: la tua è ancora una different clas

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