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Joseph Anton - Salman Rushdie - copertina

Joseph Anton

Salman Rushdie

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Traduttore: Lorenzo Flabbi
Editore: Mondadori
Anno edizione: 2014
Formato: Tascabile
In commercio dal: 4 novembre 2014
Pagine: 652 p., Brossura
  • EAN: 9788804631699
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Gaia la libraia

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Il 14 febbraio del 1989 Salman Rushdie riceve la telefonata di una giornalista della BBC che lo informa di essere appena stato "condannato a morte" dall'ayatollah Khomeini. E per la prima volta sente pronunciare la parola "fatwa". La sua colpa? Aver scritto un romanzo intitolato "I versi satanici", un libro accusato di blasfemia, una bestemmia "contro l'islam, il Profeta e il Corano". Comincia così una vicenda dolorosa e fuori dall'ordinario, in cui uno scrittore è costretto a vivere in clandestinità, cambiando continuamente domicilio e sotto il costante controllo di una scorta armata. A Rushdie viene anche chiesto di scegliersi uno pseudonimo, che la polizia possa usare per riferirsi a lui. Dopo aver pensato agli scrittori più amati, sceglie i nomi di Conrad e Cechov: Joseph e Anton. E da quel momento, Salman Rushdie diventa il signor Joseph Anton. Ma come può vivere uno scrittore sotto la minaccia di essere ucciso? Che ne è della sua creatività? E dei suoi sentimenti? In che modo la disperazione ridà forma ai suoi pensieri e alle sue azioni? In questo memoir, Rushdie racconta la sua storia, che è poi la storia di una battaglia cruciale ai nostri giorni: quella per la libertà di espressione. Ma ce ne racconta anche gli aspetti più personali, e sono aneddoti a volte di grande tristezza, a volte straordinariamente divertenti. E riflette su come editori, giornalisti, scrittori, intellettuali, uomini politici hanno reagito a questa vicenda, non sempre con spirito di solidarietà.
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    Annalisa

    19/09/2019 20:17:50

    Rushdie mette in opera un efficace escamotage per narrare gli anni bui della fatwa: raccontare in terza persona l'odissea del suo sfocato doppelgänger, tal Joseph Anton, - nome di copertura scelto dallo scrittore durante gli anni sotto protezione - uomo libero e laico alle prese, suo malgrado, con l'incomprensibile e bizzarro mondo del fanatismo religioso. Quel che ne esce è una biografia imperfetta, torrenziale, ambigua, cattiva, ripetitiva, ossessiva. Nel calderone finisce di tutto: i problemi quotidiani e incomprensibili del vivere sotto copertura, il bel mondo letterario, culturale e politico inglese tagliato con l'accetta dei buoni e dei cattivi: da una parte i suoi amici fedeli, dall'altro i megafoni del partito laburista terrorizzato di perdere i voti del suo elettorato mussulmano; le lettere mai inviate che come un novello Herzog il misero Anton indirizza mentalmente a chiunque: amanti, giornali, politici, perfino a Dio. Il miglior Rushdie da molti anni a questa parte, finalmente ripulito dalle scorie amare della sua vita, è tornato a fare grande letteratura, anche se travestita da memoir.

  • Salman Rushdie Cover

    Salman Rushdie è uno scrittore indiano naturalizzato britannico. Nato a Bombay, si trasferisce a Londra all'età di 14 anni e studia al King's College di Cambridge. Il suo stile narrativo, che amalgama narrazione realistica e invenzione mitica, è stato descritto come collegato al realismo magico.Tra le sue prime pubblicazioni: le novelle Grimus (1974), I figli della mezzanotte (1981) e Vergogna (1983). Con I figli della mezzanotte vince il Booker Prize nel 1981 e ottiene un inaspettato successo popolare e critico.Dal 1989 vive in clandestinità, dopo la condanna a morte decretata da Khomeini e dal regime degli ayatollah seguita alla pubblicazione del libro Versetti satanici, ritenuto blasfemo verso la religione del Corano. In seguito pubblica una relazione... Approfondisci
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