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Stephen King

Traduttore: G. Arduino
Collana: Pandora
Anno edizione: 2013
Pagine: 351 p. , Rilegato
  • EAN: 9788820054274

È il 1973, a Heaven's Bay in Nord Carolina l'estate regala giornate assolate. C'è poco da fare a Heaven's Bay, soprattutto se sei uno studente universitario squattrinato e con il cuore spezzato. Non resta che trovarsi un lavoro per racimolare qualche spicciolo e passare il tempo... Quasi per caso Devin trova proprio quello che ogni ventunenne sogna: lavorare in un parco giochi per la stagione estiva. Così, mentre la ragazza di cui è innamorato se ne va a Boston sostenendo che la distanza avrebbe fatto bene alla loro relazione, Devin accetta il lavoro a Joyland.
Joyland è molto diverso da un tradizionale parco divertimenti. Chi l'aveva progettato doveva nutrire una vera e propria ossessione per i cani perché tutto sembra ruotare intorno a questo animale: persino la specialità del carrettino degli hot dog si chiama Cucciolotto Goloso. La concorrenza dei grandi parchi come Disneyland è forte.
Devin sarà uno degli Allegri Aiutanti al servizio dei clienti del parco giochi. I suoi colleghi sono personaggi decisamente strambi, come la veggente Madame Fortuna, una delle prime persone che incontrerà. Devin riuscirà a stringere amicizia con i coetanei Tom ed Erin, e diventeranno presto inseparabili.
Giostre, scivoli acquatici, ruote, tazze rotanti ...e non manca ovviamente il Castello del Brivido. Ma gira voce che all'interno del Castello sia rimasto imprigionato il fantasma di una ragazza uccisa quattro anni prima, Linda Gray. Quelli che lavorano a Joyland giurano di averla vista più volte, vestita come il giorno che fu ritrovata morta.
In breve tempo nuovi particolari si aggiungono a questa vecchia tragica storia. Si scopre che l'omicidio di Linda Gray non sarebbe un caso isolato, ma segue un modello ben preciso. Ma sembra che il Male si sia impadronito del parco e che proprio Devin sia stato scelto per combatterlo. E per salvare un nuovo amore che sta sbocciando...
Che dire? Stephen King muove gli ingranaggi della sua ruota narrativa come un abile giostraio, come sempre. Le sue specialità, si sa, sono ricreare meticolosamente la vita quotidiana e stabilire una magica sintonia con i suoi personaggi; e così ci troviamo immersi nella particolare realtà di Joyland, con i suoi riti, le sue gerarchia, una ricca varietà di personaggi e di linguaggi.
King riesce a divertirci e a farci anche un po' riflettere. Perché sotto la trama avvincente del thriller c'è molto di più: c'è la storia di un giovane nel passaggio all'età adulta che si trova a fare i conti con ciò che conta davvero nella vita. E un senso di inquietudine che serpeggia in tutto il testo.
Una giusta dose di mistero, una scrittura instancabile e un ritmo perfetto: Joyland è la lettura ideale per l'estate, per rinfrescare le torride giornate sotto l'ombrellone.

A cura di Wuz.it

Recensioni dei clienti

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    Trixter

    26/01/2016 10.24.22

    Leggendo Joyland mi è tornato alla mente un breve racconto dal titolo Colorado Kid: anche in quel caso lo stile e lo sviluppo narrativo mi portarono a pensare che, a scrivere il racconto, non fosse in realtà il Re e che l'opera non fosse farina del suo sacco. Le differenze, a cominciare dalla struttura sintattica, con altre famosissime fatiche di King, anche nel caso di Joyland, mi hanno fatto dubitare che ne fosse l'autore materiale. Eppure Joyland è anche molto "Kinghiano", soprattutto in alcune descrizioni e nella caratterizzazione di alcuni personaggi (il bimbo malato su tutti). In fin dei conti, Joyland è un romanzo delicato, silenzioso, armonioso, da leggere immersi nella quiete, nostalgico e malinconicamente profondo. Una bella storia, insomma. Chissà, vedrei bene anche una riduzione cinematografica.

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    marta78

    10/04/2015 12.16.46

    Avevo preso una pausa di lettura da King...il suo ultimo libro letto ,e' stato "the dome".Leggere questo libro e' stato come rievocare ricordi profumi mai sopiti ,con le letture di "stagioni diverse"e "It".Ritorna in questo romanzo il "RE" e il "suo" da me sempre immaginato Maine,rieccheggia tra le pagine di questo libro anche una colonna sonora :"American Graffiti".Bello e malinconico,e' stato un piacevole ritorno ad un "king" di vent'anni fa.

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    cristina

    21/03/2015 16.09.57

    Anche a me ha dato l'impressione che fosse un progetto letterario vecchio di qualche anno. Avrebbe meritato una stesura più lunga e articolata, caratterizzando maggiormente i personaggi e sviluppando meglio il finale che pare frettoloso e poco "stupefacente" come l'autore ci ha abituato. Mi è sembrata una storia persino troppo buonista e politicamente corretta. Eppure il Re è il Re, riesce sempre e comunque a portarti via. Chi, dopo aver terminato questo romanzo, non vorrebbe subito addentrarsi in un parco giochi o addirittura lavorarci per qualche mese estivo?

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    Maurizio Ciarlatani

    13/02/2015 18.36.46

    Carente nella parte "suspens", molto ricco nell'esaltazione dell'amicizia, uno dei punti cardine delle opere di King. Un po' scontato, ma gradevole il giro fra le giostre con Mike. Pura poesia l'aquilone con i suoi voli.

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    falsodrago

    03/01/2015 11.04.26

    Mi dispiace bocciare in questo modo un romanzo di King, ma non posso fare altrimenti. Proseguendo nella lettura non si abbandona mai la sensazione che "Joyland" sia un romanzo secondario, un progetto probabilmente vecchio di anni fa e ritirato fuori per onorare il contratto con la casa editrice. In questo romanzo breve non ho visto il solito approfondimento psicologico che ha contraddistinto tutti i lavori di KIng : Devin Jones e Mike Ross discreti , ma poi tutti gli altri intorno sono assolutamente trascurabili, direi quasi delle macchiette. La storia per quasi 200 pagine non ingrana, praticamente succede poco o nulla fino all'apparizione della madre e del figlio. Lo spettro di cui si fa forte il romanzo non è così influente come si potrebbe credere, e neanche la parte da "giallo" risulta interessante e la soluzione finale risulta molto banalotta. inoltre moltissime pagine sono dedicate allo slang riguardante il mondo del luna park, spezzettando in questo modo il ritmo di un libro che già di per sè non esplode. Purtroppo King ha abituato i suoi lettori a vette notevolmente più alte e non c'è bisogno che ne elenchi i titoli. In verità esistono opere di King minori molto interessanti (la lunga marcia, ad esempio), ma questo "Joyland" è uno dei lavori meno kinghiani e meno convincenti che io abbia mai letto. Nessuno dei personaggi è indimenticabile, eccetto forse Mike Ross. Ma un King non ha bisogno di un personaggio del genere per fare commuovere ed è questo che mi ha dato l'impressione che dietro a tale romanzo ci fossero poche idee. Scorrevole e di facile lettura sicuramente si, ma probabilmente non lo rileggerei.

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    diego

    19/11/2014 14.47.36

    Io questo libro lo trovo fantastico,tanti criticano lo scrittore o addirittura lo paragonano a stine andiamo joyland è un capolavoro che leggi,leggi e leggi ancora,è uno di quei libri che non riesci a togliere gli occhi di dosso.Io lo sto leggendo proprio ora per la seconda volta e non mi stupisco se arrivo a leggerlo altre 100 volte adoro stephen king sia quando scrive romanzi horror che romanzi thriller.

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    maxpiro1980

    18/11/2014 13.05.33

    bellissimo e struggente è vero la storia non sarà innovativa ma i sentimenti che si provano leggendolo lo fanno per me diventare un piccolo gioiello

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    JushinThunderLiger

    16/11/2014 19.59.23

    Un libro bello ma non eccezionale. L'ambientazione e i personaggi di Joyland sono molto carini tuttavia l'unico difetto del libro è che la storia si sviluppa troppo velocemente. La trama doveva essere più approfondita soprattutto nel rapporto tra Devin (il protagonista) e Mike ed Annie Ross.

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    nanni

    01/10/2014 19.46.38

    Il libro non mi è parso niente di particolare, anche quel tocco di magia e di fantasia che spesso caratterizzano piacevolmente i libri di Stephen King, in questa occasione non sono sufficienti a risollevare la storia. Certamente indovinata la figura del bimbo malato, ma è una delle poche note positive del libro. Il protagonista non riesce ad essere coinvolgente, l'ambiente del luna park è inutilmente descritto a fondo con i vari nomignoli utilizzati. Insomma King ha fatto molto di meglio.

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    Antonio

    25/09/2014 08.13.15

    Una storia molto bella e coinvolgente, oltre che nostalgica. Il revival di un'epoca d'oro dipinto con mani sapienti attraverso la storia di un ragazzo che cerca di diventare adulto. Ma allora perché il voto basso? Perché questo non è King. La storia non fa paura nemmeno un po'. Il delitto c'è ma appre in sottofondo quasi senza disturbare. C'è un fantasma che non si vede mai, l'unica cosa che prorompe sono le emozioni del protagonista, trascritte egregiamente da un vero professionista. Il retrocopertina prometteva un luna park della paura. Ma penso che nemmeno un bambino tremerebbe leggendo le pagine del libro. Se fosse stato un qualunque altro autore avrei dato voto pieno. Questo però è King, il maestro del terrore. Gli do il merito di averci riportato ad un periodo fatto di maggiore semplicità e di avercelo fatto vivere come se fossimo lì, ma d'altronde l'esperienza fa la sua parte e si sente. Se non pretendete di palpitare di paura ad ogni pgina, vi godrete tutto sommato un buon romanzo, garbato e fatto di buoni sentimenti.

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    Davide

    08/06/2014 12.27.01

    Un romanzo sì nostalgico ed intimista, ma che dire..... a me è piaciuto!King riscopre lati già affrontati in altri romanzi (Mucchio d'ossa, Il Miglio verde, Le ali della libertà, Stand by me).. questo gli vale secondo me l'onore di essere un vero e proprio scrittore...la lettura all'inizio stenta..poco pathos tanta descrizione sui personaggi..sulle situazioni..però poi prende quelal verve utile a completare la lettura.

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    Vale

    06/06/2014 13.56.15

    Mi piaciuto molto. Credo che la maggior parte delle recensioni negative siano dovute alla trama di Joyland che è fuorviante rispetto alla storia, con conseguente delusione delle aspettative del lettore. Dalla trama sembra un romanzo in cui i brividi e il soprannaturale sono il piatto forte del libro. Invece, secondo me, innanzitutto Joyland assomiglia di più ad un racconto dello zio Steve piuttosto che ad un suo romanzo : la scrittura è veloce e leggera pur rimanendo viva, come nei suoi racconti, piuttosto che particolareggiata come succede per i suoi romanzi che infatti hanno in media 700-800 pagine. Inoltre Joyland mi ha fatto ripensare a "Stand by me" e a "Cuori in Atlantide", dove il macabro e il soprannaturale sono solo un contorno, un pretesto per incominciare una storia in cui in realtà il soggetto è un altro argomento. E infatti il vero protagonista di Joyland è il mondo magico del luna-park e il fantasma e il suo assassino sono solo un di più che si rivela (secondo me anche abbastanza alla buona ed è per questo che voto 4 e non 5) solo verso la fine. Tuttavia, anche se mi aspettavo un horror , questo libro mi ha appassionato perchè mi è sembrato di essere davvero a Joyland in piena estate, tra tutte quelle attrazioni in festa e mi è venuta una gran voglia di ritornare, complice l'estate che si sta avvicinando, ad un famoso luna-park nazionale di cui non dico il nome perché forse non si può farne pubblicità in questa sede! E se sarò, a detta dello zio Steve, una bifolca, una frolloccona o un bignè non importa! Penserò a Joyland mentre mi starò divertendo e magari da dietro una giostra chissà?vedrò spuntare il Simpatico Howie!

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    Alessandro

    06/03/2014 18.43.56

    Devin, giovane universitario squattrinato e col cuore spezzato da una fidanzata str**za, sospende gli studi per andare a guadagnarsi qualche spicciolo come tuttofare in un importante parco divertimenti, la 'Joyland' del titolo. Nuovi amici, momenti belli e altri imbarazzanti, tante belle cose da imparare. E soprattutto un mistero inquietante che incombe dietro giostre e sorrisi... 'Joyland' è la dimostrazione pratica di una regola antipatica ma ferrea in letteratura: per partorire un buon libro non basta avere una buona idea di base, se non si ha la capacità o - più probabile in questo caso - la voglia di svilupparla come si deve; a meno che tu non chiami Stephen King, perché in questo caso potresti permetterti di fare qualsiasi cosa ed essere lo stesso osannato da un vasto pubblico. Questo libro, per piattezza stilistica e banalità di personaggi e trama, mi ha ricordato uno di quei libriccini horror per ragazzi che leggevo anni e anni fa: i 'Piccoli brividi'. I 'favolosi' (e giù le risate) romanzetti di Stine almeno avevano il dono di essere brevi e ben congegnati (per essere dei prodotti per un pubblico infantile). Questo 'Joyland', invece, è un romanzo di 300 pagine in cui non succede assolutamente nulla fino a pagina 180, pieno di elementi del tutto inutili che dànno la sensazione del riempitivo. Inoltre... mi viene da ridere.. sono pressoché certo che King, arrivato a pagina 250 e resosi conto di non aver scritto nulla, abbia fatto di tutto per chiudere il prima possibile per dare il manoscritto alle stampe. La conclusione del libro è farsesca.

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    Simone

    10/02/2014 08.51.12

    Cinque stelle, non scrivo altro per l'ennesimo (anche se "piccolo") capolavoro di King. A chi pensa che King sia soltanto uno scrittore di romanzi dell'orrore o splatter do un consiglio: se vi piace King (io lo leggo da trent'anni, leggendo praticamente i libri man mano che venivano pubblicati) mettetevi seduti, ricominciate dal primo, fermatevi a "Cuori in Atlantide", leggete la saga de "La Torre Nera", ricominciate da dove vi eravate fermate e troverete in King il più straordinario scrittore di storie di introspezione psicologica. Altrimenti aspettate l'eventuale nuovo libro della Meyer o della Kinsella per sfogarvi a suon di pareri positivi, dato che oggi siete stimolati solo da queste categorie. Lasciate in pace un maestro della letteratura.

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    Silvia

    08/02/2014 12.25.08

    non male come libro...il voto discreto è dovuto al fatto che secondo me la storia stenta un pò a decollare e quando lo fa ormai è quasi finita...ed è un peccato perchè da metà libro in poi la trama diventa davvero molto molto bella!!!

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    henry il grigio

    07/02/2014 23.21.12

    Una storia d'amore, di amicizia. Etichettare King come uno scrittore do horror è troppo riduttivo e sbagliato. Lui è " lo scrittore ". Lunga vita al Re !

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    StefanoT79

    06/02/2014 20.00.48

    Concordo coi pareri positivi di qui sotto. Secondo me, semplicemente uno dei libri più belli e commoventi di King, pazzesco vedere veto così bassi.

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    Orax

    05/02/2014 14.54.24

    In realtà non ho molto da dire su questo romanzo di King che si potrebbe annoverare tra i "minori"... Ma minore rispetto a cosa? "Formazione" credo sia il termine adatto per riferirvisi compiutamente, un romanzo di formazione di alto profilo, da non sottostimare. Mi ha incredibilmente conquistato all'istante, personaggi stupendi, un percorso emotivo intenso e completo. Da leggere.

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    TommyTheKid

    03/02/2014 00.30.01

    Ed è così, che in una pubblicazione "minore", per la serie hard case crime, come un lampo in un cielo d'agosto, King se ne viene fuori con questo breve ma splendido libro. L'atmosfera è quella di Stand By Me e Il Miglio Verde. Si spera che Frank Daranbot sia pronto a farne un remake cimenatografico, in modo che anche gli scettici che qui sotto hanno assegnato voti bassi a questo libro, possano capire quanto si sbagliano... voto: 8 (ma do 5 stelle per alzare la media, che mi sambra assurdamente bassa).

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    Salvatore

    25/01/2014 11.17.59

    Abbastanza deluso da quest'ultimo racconto di S. King, perché di romanzo non possiamo parlare. Per chi ha letto tutte le opere del Re, è chiaro che in questo libro c'è qualcosa che non va: la trama in sè non è articolata, la fluidità perde ritmo con l' inutile introspezione dei personaggi, l'omicidio e l'assassino sembrano piazzati lì tanto per, tutto fuoco e niente arrosto insomma. Non mi piace fare paragoni con altri libri dello stesso autore, ma qui viene spontaneo: quale romanzo si avvicina di più a Joyland? Bho! A voi la scelta di leggerlo. Voto: 2,5/5

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