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Magdi C. Allam

Editore: Mondadori
Collana: Frecce
Anno edizione: 2004
Pagine: 86 p. , Rilegato
  • EAN: 9788804534266

A metà strada fra il pamphlet e l'instant book, questo lavoro di Magdi Allam si pone come un'analisi appassionata degli attuali rapporti di forza tra gli europei e il terrorismo islamico. Secondo il giornalista egiziano del "Corriere", molti arabi, approfittando delle libertà democratiche, hanno infine tradotto in impulso di distruzione la crisi d'identità che li attanagliava in Europa, trasformando il Vecchio continente in una "fabbrica di aspiranti shahid", ossia di volonterosi martiri, che si rivelano essere, sempre più frequentemente, perfino occidentali convertiti. Allam attacca in particolare i critici di Stati Uniti e Israele, che, con il loro atteggiamento, offrirebbero una pericolosa solidarietà oggettiva ai terroristi. Non è anche per questo che l'Occidente, dove si conosce poco e male la cultura araba (ruolo delle moschee, del clero, della comunità...), "ha finito per creare il Nemico"? Resta da definire con maggior precisione questo Nemico. Cosa cui Allam dedica gran parte del volume. Citando documenti anche di grande rilevanza, egli non manca ad esempio di ricordare come si stia assistendo a una "privatizzazione" del terrorismo. Ora, questo sembra mettere in crisi la legittimità della recente politica estera americana. Allam la difende però senza esitazioni, preferendo puntare il dito contro l'"irresponsabile" politica seguita dai massmedia in un po' tutto il mondo occidentale e contro quella che definisce l'"irrazionale mitizzazione delle Nazioni Unite" (l'Onu è un organismo "corrotto e inefficiente"). Fino all'aut-aut finale: "la riscossa o il suicidio".

Daniele Rocca

Prima dell'attaco alle Twin Towers, l'11 settembre 2001, noi tutti ci raffiguravamo l'Occidente come una fortezza che i terroristi provenienti dai paesi musulmani assalivano dall'esterno. Oggi, dopo quell'evento traumatico, sappiamo che la realtà è ben diversa: la rete del terrorismo è ormai globalizzata e, anzi, l'Occidente ha di fatto accolto e "promosso" l'estremismo islamico. Gli integralisti in fuga dai loro paesi sono stati accolti da noi come perseguitati politici e l'Occidente paga anche gli errori fatti negli anni Ottanta in Afghanistan e nei Balcani, dove più di una volta si favorirono i combattenti islamici.
Con la strage di Madrid, l'11 marzo 2004, è emersa una realtà ancora più pericolosa: alla rete del terrorismo fanno ora capo anche gruppi estremistici uniti da una comune ideologia antiamericana e antiebraica. Come un cavallo di Troia, il terrorismo è ormai penetrato nella fortezza occidentale e ne sfrutta la tutela giuridica.
Magdi Allam lancia un grido di allarme su questo nuovo pericolo incombente e stranamente sottovalutato.

Recensioni dei clienti

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    ALESSANDRO

    22/07/2005 02.19.34

    Per certi versi ricorda i primi pamphlet "fallaciani", depotenziati nell'abiura dell'islamismo tout court se solo si eccettuano le frange più estreme ed oltranziste contro cui anche il laico egiziano si scaglia, non prima di aver ricordato però su come si possa e si debba necessariamente contare in un coinvolgimento più pressante e massiccio del fronte moderato nella lotta al terrorismo globale. Capillare nelle ricostruzioni storiche e nell'individuazione delle falle dell'ordinamento giudiziario italiano che ben si confanno alla strategia del terrore. Benevolo nell'assolvimento della politica dell'amministrazione Usa(non decisiva perché a suo dire il terrorismo è di matrice offensiva e non reattiva), non ritenuta decisiva alla stregua del nichilismo dei governanti europei e dell'attivismo delle associazioni di estrazione eterogenea(laici e musulmani-fascisti e comunisti-antisemiti e antisionisti) che ben si sono saldate fra loro nella lotta all' Occidente e al sistema di valori che esso propugna. Non dimentica l'antiamericanismo manifesto(ravvisato nella parzialità e nelle strumentalizzazioni dei movimenti pacifisti), la sete di potere di Bin Laden e della sua organizzazione che mira a proporsi come fine ultimativo la conquista dell'Arabia, in qualità di più sacra fra le terre dell'islam, e delle sue maggiori riserve petrolifere. Il grido finale è pressoché scontato, o meglio, è una riedizione stantia di quanto sentito e scritto negli ultimi 4 anni da molti autori coevi allo stesso scrittore arabo. Nella sua globalità comunque interessante, poiché riesce a spiegare, riproponendo argomentazioni e testimonianze probanti, le modalità con cui la rete dei kamikaze è riuscita a fare breccia nella fortezza europea addestrando delle vere e proprie "sacche del terrore" nei campi e nelle moschee, veri luoghi di istigazione ad una jihad perenne, dove gli iman la fanno da padrone. Promosso.

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    Christian

    26/01/2005 23.44.38

    E' un libro che riesce a dipanare tanti luoghi comuni sull'Islam ma allo stesso tempo rivela la pericolosità del terrorismo islamico per le democrazie occidentali.

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    Daniele Cono D'Elia

    07/01/2005 17.47.59

    Il libro tratta temi di attualità estrema ed il pensiero dell'autore rispecchia quello della maggior parte dei moderati dell'Islam. Esso costituisce una lucidissima ed esaustiva analisi delle radici e del modo di operare del terrorismo in Europa. Consiglio vivamente a tutti di acquistarlo.

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    Stefano

    08/12/2004 12.40.17

    Il libro è molto interessante e ve lo consiglio vivamente. Magdi Allam ci ricorda il concetto di "identità" senza il quale non è possibile alcun rapporto con altre culture (e se un intellettuale musulmano si è preso la briga di rammentarcelo vuol proprio dire che l'arroganza, la superficialità o più probabilmente la vigliaccheria culturale di noi europei ha davvero raggiunto il limite estremo). Non portate il vostro cervello all'ammasso riempendolo della spazzatura intellettuale del relativismo culturale: tutte le civiltà con i loro valori - o disvalori - sono uguali, nessuno può giudicare nessuno, il bene e il male sono concetti relativi e se la mia cultura, ad es., autorizza la segregazione o la schiavitù siccome ho alle spalle un millennio di storia nessuno ha il diritto di dire niente, etc. Fate un favore a voi stessi e leggete (anche) questo libro.

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    Tommaso

    02/12/2004 17.04.34

    Un libro di cui apprezzo il livello di informazione dell'autore ma non condivido assolutamente le idee che vengono proposte. Alcuni argomenti vengono affrontati in maniera superficiale e schematizzata, si tende a svalutare tematiche scottanti. In una sola frase: non date adito alle sue tesi! (Ma soprattutto evitate di comprare il libro).

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    christine

    16/06/2004 17.05.23

    Il messaggio di Magdi Allam è chiaro: svegliati Europa! Spero venda molto, per il bene del mondo intero. da leggere

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    Chiara Baldissera

    11/06/2004 10.56.26

    Un ottimo saggio, molto scomodo per tanta parte della sinistra che certe verità preferisce non saperle o far finta di non saperle.

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    Michele Bondesan

    07/06/2004 14.13.57

    Questo libro ricorda i grandi "La rabbia e l'orgoglio" e "La forza della ragione" di Oriana Fallaci, con alcune differenze. E' scritto da un musulmano moderato che mostra come non tutti i musulmani siano dei terroristi ma, d'altra parte, condanna gli estremisti e coloro che, in occidente, sostengono questi "esseri". La teoria di fondo è di una verità così limpida che solo chi sta con i terroristi può rinnegarla: a furia di accogliere a braccia aperte e indiscriminatamente musulmani inneggianti al martirio e alla distruzione dell'Occidente, la culturalmente e storicamente cristiana Europa si sta suicidando, sta sfornando forse più kamikaze dei Paesi arabi. E costoro hanno sempre, immancabilmente ragione, finché non si fanno esplodere uccidendo dieci, cento, mille persone. Solo allora i ciechi europei si mettono a piangere e a dire "ma erano dei terroristi!". E' probabilmente vero che la stragrande maggioranza dei musulmani condanna questi irriducibili, ma purtroppo di loro non si parla mai. La caratteristica un po' negativa di questo libro è lo stile, troppo insipido, piatto, di fronte a temi scottanti come il suicidio dell'Europa.

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    Giuseppe Roberto Mignosi

    05/06/2004 12.19.45

    Magdi Allam è un islamista molto noto ai lettori del "Corriere della Sera". Per anni ha collaborato a "La Repubblica" e, ancor prima, al "Manifesto". Non si può certamente dire che si occupi di questi argomenti da poco tempo e, essendo egiziano di nascita e parlando perfettamente l'arabo, lo fa con una competenza che è ignota alla grande maggioranza dei commentatori italiani. Naturalmente non è detto che sia necessario essere d'accordo con quanto scrive ma va sempre letto con attenzione ed interesse. Cosa dice, in buona sostanza, Magdi Allam in questo breve saggio? Che il terrorismo islamico - combattuto con una certa efficacia nei paesi arabi moderati - ha trovato in occidente il suo terreno più fertile. E' in Europa che i terroristi islamici vengono reclutati ed è in Europa che il radicalismo religioso trova complicità e simpatie a volte maggiori di quelle ottenute nei cosiddetti paesi canaglia. La colpa è quindi - verrebbe da dire: ancora una volta - solo nostra: del nostro agnosticismo, della nostra civile indifferenza, del nostro complice antiamericanismo e inconscio antisemitismo, del nostro ottuso semplicismo che rifiuta di comprendere la complessità islamica. La grande maggioranza degli immigrati musulmani è ovviamente composta da bravissime persone, sembra dirci Magmi Allam, sta a noi distinguere. Già, sembra facile. Buon libro, compratelo e leggetelo senza dimenticare gli occhiali e il senso critico.

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    franz2004

    29/05/2004 17.17.04

    non ho mai letto nulla di più falso, pregiudizievole e pericoloso. spero non venda molto per il bene del mondo intero

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