Categorie
Curatore: F. Sessi
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2007
Formato: Tascabile
Pagine: XX-156 p., Brossura
  • EAN: 9788806186333

€ 8,50

€ 10,00

Risparmi € 1,50 (15%)

Venduto e spedito da IBS

9 punti Premium

Disponibilità immediata

Quantità:
Aggiungi al carrello


Il problema, quando si tratta del "pianeta Auschwitz", è che i territori che lo costituivano, abitati da individui, ma costruiti anche e soprattutto da ruoli e funzioni, lungi dall'essere delimitabili, come suppone il pensiero ingenuo, andavano intersecandosi continuamente. È questo il significato della formula conosciuta come "zona grigia", punto di collisione e di collusione tra vittime e carnefici, tra sommersi e salvabili, tra subalterni e superiori. Auschwitz non era luogo di anomia, ma, piuttosto, territorio di una legge hobbesiana, dove il debole era invariabilmente destinato a essere divorato dal forte. Da questo punto di vista il lager enfatizzava anche aspetti già presenti, sia pure in fieri, nella vita quotidiana degli esseri liberi: avidità, calcolo d'interesse, omertà, ferocia e così via Elemento di raccordo tra l'amministrazione del campo e i prigionieri erano coloro che tra questi ultimi venivano scelti per esercitare la mansione di Kapo, ovvero di detenuti-funzionari, addetti alla verifica, per conto dei nazisti, del "buon" funzionamento dell'insieme delle attività nelle quali si articolava la vita (e la morte) nel lager. Charles Liblau, militante comunista polacco, combattente nella guerra di Spagna, deportato politico ad Auschwitz, ricostruisce con stile secco e sobrio, senza concessione alcuna alla retorica di maniera, il funzionamento dell'universo concentrazionario attraverso l'indagine sul ruolo svolto da sei Kapo. Più che l'aspetto della loro disumanità, quel che all'autore interessa è mettere a fuoco i meccanismi attraverso i quali i campi di concentramento poterono funzionare. Lo fa con la perizia che fu propria di parte dei deportati politici, coscienza storica di una tragedia collettiva.
  Claudio Vercelli

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    monica

    11/01/2012 16.15.09

    Auschwitz non risparmia nessuno nemmeno i Kapo, uomini cinici e brutali trasformati in assassini dai loro stessi carcerieri. I Kapo avevano l'enorme potere decisionale di vita o morte sui loro sottoposti, prigionieri come loro ma di rango inferiore, i Kapo raccoglievano in se tutta l'assurdita' di Auschwitz. Brandendo bastoni terrorizzavano, punivano massacravano i loro stessi compagni di prigionia, compagni gia' spersonalizzati e ridotti al rango inferiore a quello delle bestie dai nazisti, compagni affamati, malati, scheletri ciondolanti privati anche dell'anima. I Kapo seviziavano e derubavano il deportato, uccidevano perche' la morte ad Auschwitz era una questione di ordine mondiale dettata dai loro padroni nazisti. Ma erano anch'essi prigionieri in Auschwitz, morirono per odebolezza o per vendetta, oppure vissero da uomini liberi intrappolati nel terrore di una giustizia che avrebbe potuto raggiungerli. Un libro da leggere per capire come funzionava la gerarchia in Lager e come era facile per il Lager trasformare un uomo semplice in un efferato assassino.

Scrivi una recensione