Klito - Giuseppe Carlotti - copertina

Klito

Giuseppe Carlotti

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Editore: Fazi
Collana: Le vele
Anno edizione: 2005
In commercio dal: 17 febbraio 2005
Pagine: 184 p., Brossura
  • EAN: 9788881126019
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Un ragazzo - perché oggi, specialmente in Italia, a trent'anni si è ancora ragazzi. Il suo biglietto da visita: "Mi trovo vittima di un estraniamento di tipo ipomaniacale avente probabile origine affettiva!". Il suo sguardo - la psicotica fluidità di un prisma e i lampi di fredda lucidità delle sue singole facce - che filtra e ci ridà il mondo che tutti subiamo: il mondo patinato della moda e le seduzioni della pubblicità, i volti noti della televisione e della politica, la frenesia di un'Italia che scimmiotta le manie consumistiche di un'America cinematografica... Una confessione generazionale che fotografa la società dell'Italia metropolitana d'oggi viziata dal denaro che non tutti hanno ma che tutti spendono, che non sogna più ma che desidera sempre.
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    *FeDe*

    19/02/2006 19:31:11

    Da come è stato dipinto dai media mi aspettavo molto meglio :-( Si tratta di una serie di pagine di diario scritte da uno psicopatico come me. Ecco, potrei averle scritte io, niente di nuovo ...

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    Francesca

    13/09/2005 20:52:37

    Ho letto il libro tempo fa. Per come l'avevano dipinto nelle varie riviste patinate, nei vari programmi televisivi pensavo si trattasse del solito un misogino impenitente in cerca di notorietà. Mi sono dovuta ricredere. Carlotti denuncia con Klito il modo di pensare corrotto che sembra vada per la maggiore oggi giorno. Denuncia il fatto che se non hai un bel sedere o una bella macchina sei un sfigato, che se non sei abbastanza ricco sei un barbone, che se non hai la sciarpa di Gucci e la borsa di Prada sei un fallito. Denuncia lo schifo della politica internazionale tutta, quella di destra e quella di sinistra. Denuncia il “patetico” della televisione… Klito è una critica sia agli uomini sia alle donne, va ben oltre la semplice misoginia.

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    cristina

    13/09/2005 12:39:09

    Una grande provocazione arrabbiata..dunque ferita.L'ho letto in un pomeriggio d'un fiato e come ogni libro che ha qualcosa da dire oltre/dietro e in questo caso SOPRA le righe, ti fa venir voglia di conoscerne l'autore per scoprire se alla profondità della provocazione corrisponde un desiderio di vita all'altezza dei modelli propositivi sottesi alla denuncia di tutto ciò che non va.Non ho apprezzato la scelta della volgarità come espressione (perchè non sono mai riuscita a trovare una sola buona motivazione all'uso della stessa) anche se in questo caso fa parte della provocazione lanciata alle coscienze addormentate di questo mondo (che peraltro la sceglie spesso come espressione). Ho apprezzato molto rapporto con analista e H7-25.Mi ha ricordato l'indimenticabile Holden di Salinger. Voto:5 come incoraggiamento per il prossimo libro e come augurio per una vita che sia esempio alla provocazione lanciata!

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    Professore

    12/09/2005 23:18:34

    Non dirò nulla di nuovo. Il ritratto della fantomatica ditta descritta nel libro era quello che tutti noi ex-colleghi di G.C. già conoscevamo, la verità su "Finplastica" resterà appannaggio di pochi... Con questo non voglio dire che sia un libraccio: l'autore stesso ha onestamente ammesso di ispirarsi al Chuck Palahniuk di "Fight Club" (Ricordate la scena di ikea? Beh l'ossessione del personaggio per le marche "trendy" ne è un chiaro richiamo) e le sue carrellate presso le varie trasmissioni possiamo sicuramente categorizzarle come un azzecata azione di marketing (ironico, vero?) Come primo tentativo devo ancora metabolizzarlo. Mi auguro che nel secondo libro non siano riportate le chiacchiere di corridoio che "noi" ex colleghi già conosciamo bene.

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    robbo

    12/09/2005 12:43:39

    è un libro bello da leggere come tutti i libri che scavano e tirano fuori la verità, quella che dà fastidio, quella che non si dice, quella che attira le accuse di m isoginia. compratelo. ciao giusè!

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    luca

    08/09/2005 13:39:27

    La maggior parte delle donne non gradiscono libri in cui non vengono rispettate la grammatica e l'analisi logica: sarà per questo che bollano "klito" di misoginia. La realtà è che in questo libro c'è scritto quello che noi tutti non riusciamo ad esprimere. Ed è scritto di getto, fregandosene di quello che dice la maestra, perchè in fondo non è detto che lei stia dalla parte nostra visto che fa parte del sistema. Il primo volo fuori dal nido (e per giunta, controcorrente) non è mai perfetto, ma va premiato e ammirato per il coraggio che dimostra, visto anche il fatto che di coraggio in questa società di pecore clonate se ne vede molto poco in giro. Se è vero che il pessimista è solo un ottimista ben informato, le cose vanno male (lo sappiamo ma lo nascondiamo a noi stessi) e possiamo stare certi che andranno sempre peggio. Questo libro è solo la spia che ci avverte che stiamo per rimanere a piedi nel deserto: non ha colpe e se qualcuno leggendolo s'incazza è solo per paura del deserto. Ma anche senza spia della benzina il deserto è sempre lì, pronto ad inghiottirci....

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    Giovanni Paris

    07/09/2005 14:37:47

    Questo è un romanzo d'esordio straordinario, forse uno dei migliori usciti in questi anni da quella promettentissima penna italiana che di nome fa Giuseppe Carlotti. Innovativo nel linguaggio, nei temi affrontati e nella trama. Perfetto per chiunque abbia dai 20 ai 45 anni. "Klito" contiene in se la metafora di questi tempi moderni che ci stritolano ogni giorno. E' divertente al limite del collasso isterico. E' cattivo come un libro di Ellis. E' sarcastico come una puntata di Barracuda. Un romanzo di 184 pagine che si legge in due giorni al massimo, tanto scorre veloce. Da comprare subito e senza la minima esitazione. Io ve lo consiglio caldamente.

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    JolietJake

    05/09/2005 17:28:37

    Buono,ma nulla di che. Anch'io sarei capace di scriverlo, condensando i miei momenti di scazzo e creatività. Patetici quelli che scambiano il libro per un manifesto anti-Bush, anche perchè il soggetto narrante del libro è psicotico, e a dichiararsi d'accordo non ci farebbero bella figura. Un simpatico libretto,ma non c'è da perderci le notti sopra, si legge e via. Un condensato della cultura/incultura odierna con i suoi clichè e i tentativi di ciascuno di uscire dal grigio tran tran con voli di fantasia, spesso pericolosamente esagerati.

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    Giorgio

    30/08/2005 09:10:56

    Grazie Carlotti grazie..ho letto questo libro in un momento davvero speciale della mia vita, in tre giorni in cui mi sono preso una rivalsa che da tempo auspicavo.Grazie perchè mi hai dato il coraggio che spesso manca a noi trentenni di un epoca che pare non più appartenerci.

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    Andrea

    12/07/2005 12:19:06

    L'ho già finito, ma lo voglio rileggere: davvero geniale...lo trovo devastante, nichilista, apocalittico, semifolle, spesso divertente, nerissimo...Daniele è solo come un cane, non ama, non è amato, e il tutto sfocia nella paranoia schizoide. Il problema è la noia che attanaglia la nostra coscienza, la superficialità, la sterilità...mamma che libro!!! La prima parte la trovo geniale anche sotto il profilo tecnico-formale...assenza pressochè totale di punteggiatura...pensieri e racconto che si confondono in un pastiche. C'è certa essenzialità che mi ricorda Emidio Clementi (Massimo Volume). Lo metterò insieme a lettere luterane/scritti corsari come obbligo di lettura per i miei prossimi ragazzi.

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    fernando marda

    13/06/2005 13:36:11

    clito? la prima parte un noiosissimo scontatissimo banalissimo diario con l'analista. la seconda il delirio assoluto di un grafomane. carlotti è uno pseudo scrittore che non sa tenere in piedi una storia qualsiasi. fazi dopo melissa, che almeno manteneva ciò che prometteva, tenta di nuovo la carta dell'erotismo. ma questo, oltretutto, è un libro senza l'ombra dell'eros. è il libro del niente. carlotti sei stato baciato dalla fortuna per questa volta. ma i lettori, quelli veri, non dimenticano. adieu!

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    Squid

    07/06/2005 13:32:16

    Vabbè ma un libro cosi lo sapevo scrivere anche io ! E' il mio abituale "cazzeggio" alla macchinetta del caffè o a pranzo coi colleghi ! Ma oggigiorno scrivono proprio tutti ? ! ? Questo libro è un capolavoro e se lo dice una che di cognome fa Barbi... possiamo stare tranquilli..

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    pippi

    01/06/2005 17:46:54

    originalissimo, ironico e molto "avanti"! Uno specchio del mondo in cui viviamo! E bravo questo Carlotti! promette veramente bene! I libri alternativi che amo leggere!

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    Gianluca Patrignani

    25/05/2005 14:05:19

    "Klito" di Giuseppe Carlotti è un romanzo estremamente coraggioso, ben scritto, coinvolgente. Io l'ho letto 3 volte. Ve lo consiglio caldamente se cercate qualcosa di veramente nuovo, fuori dalla massa dei romanzieri da due soldi che circolano in Italia. Carlotti ha talento da vendere: lo aspetto al prossimo romanzo.

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    Sabina Barbi

    25/04/2005 19:08:45

    "klito" di Giuseppe Carlotti è un autentico capolavoro. Punto e basta

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    Vittorio Gambassi

    21/04/2005 18:26:48

    E' un libro che funziona esattamente come un test di intelligenza. Chi non lo comprende (o, peggio, si scandalizza) evidentemente non è in grado di capirlo. Pazienza, perchè lo spirito critico non è una dote per tutti. Ma tutti, uomini e donne intelligenti, concorderemo che "Klito" è un eccellente romanzo generazionale, che parla della nostra condizione di giovani "sovranamente fregati dal sistema". Con un'efficacia ed un'irriverenza che non ho mai riscontrato in altri autori italiani. Per certi versi lo si potrebbe associare a Bret Easton Ellis di "American Psycho", a mio avviso un autentico capolavoro, per altri verso ad Aldo Nove. In ogni caso un autore esordiente da seguire con molta molta attenzione.

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    Riccardo

    20/04/2005 12:15:25

    Godibile e divertente.A tratti geniale.Spazia con sarcasmo dal rapporto uomo/donna al senso di insicurezza post 11/9 sbeffeggiando tutto e tutti.La misoginia raccontata è più pensata che che scritta e il protagonista va a caccia di un tipo di donna che facilmente incontra quel genere di critiche.Questo perchè "per stare con una donna bella e intelligente ci vogliono due palle così".Leggete fra le righe,non è delirio.Vi piacerà.

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    Francesca

    18/04/2005 14:00:50

    Se credi di leggere un libro scritto da uno che detesta le donne e la moderna società vi sbagliate di grosso....neanche uno spunto di riflessione....ti vomita d'un getto le sue riflessioni da malato mentale facendoti venire solo una gran voglia di "liberarti" sulla tazza piu' vicina e pulirti con ogni pagina di questro disastro...sono solo poche pagine macchiate di lettere messe a caso...tutto qui...degli € che costa fatene beneficenza!

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    Saretta

    17/04/2005 13:00:57

    L'ho preso da uno scaffale di Feltrinelli e l'ho letto tutto d'un fiato seduta comodamente su una della poltroncine...quando l'ho finito mi girava la testa...è come vedere un film dove la telecamera è affidata ad un bambino sul girello...mal di testa,senso di nausea e vertigine!Evitate anche solo di parlarne:ne ricaverete una brutta figura assicurata!

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    Paolino

    15/04/2005 17:12:57

    Gran libro, che "apre il cervello" a chi ha voglia di comprendere e lo "chiude" definitivamente a chi invece pensa che, nel mondo, "vada tutto bene". Ebbene, il mondo non va affatto bene, Giuseppe Carlotti lo ha capito e lo ha scritto. Un romanzo geniale per un autentico genio. Lo aspetto al prossimo (con una certa impazienza).

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