Editore: Bao Publishing
Anno edizione: 2016
In commercio dal: 12 aprile 2016
Pagine: 261 p., ill. , Rilegato
  • EAN: 9788865436189

nella classifica Bestseller di IBS Libri - Società, politica e comunicazione - Politica e governo - Attivismo politico - Conflitti armati

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Descrizione

Tre viaggi nel corso di un anno. Turchia, Iraq, Siria, il Kurdistan come i telegiornali non lo raccontano, per documentare la vita della resistenza curda in una delle zone calde meno spiegate dai media mainstream.

Tre viaggi, Turchia, Iraq, Siria. Le macerie di Kobane e un popolo intero in guerra per difendere il proprio diritto a esistere, proteggendo labili confini la cui esistenza non è sancita da nessun atlante geografico. Zerocalcare ci racconta, con sguardo lucido e solo a tratti ironico, una delle più importanti battaglie per la libertà silenziosamente in corso al mondo. Un libro importante, difficile da inquadrare in poche parole, che raccoglie le due storie già apparse su "Internazionale" e quasi duecento pagine in più di diario di quei viaggi nel Rojava, la regione che i curdi stanno cercando di trasformare in un’utopia democratica senza uguali in Medio Oriente e forse al mondo. Un lungo racconto, a tratti intimo, a tratti corale, nel quale l'esistenza degli abitanti di Rojava (una regione il cui nome non si sente mai nei telegiornali) emerge come un baluardo di estrema speranza per tutta l'umanità.

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Recensioni dei clienti

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    nicoletta

    08/10/2018 12:45:18

    Altra ulteriore conferma dell'infinita bravura di Zerocalcare

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    Miriam

    21/09/2018 17:55:56

    Meraviglioso, così come ogni altro lavoro di Zerocalcare. Ammiro la capacità che ha di dare ai temi l'importanza che meritano, non rinunciando però ad inserire in ogni sua opera l'umorismo e l'ironia che lo contraddistinguono. Caratteristiche che, in altri casi, potrebbero sembrare fuori luogo, soprattutto in riferimento ad un tema delicato come quello trattato in questo libro, ma che lui riesce ad inserire in modo naturale, dando ai suoi personaggi un'ulteriore sfumatura.

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    Paola

    21/09/2018 13:03:38

    Che dire? Penso la migliore opera di zero calcare, sopratutto per come descrive a suo modo la guerra, le tragedie e le speranza di un popolo. Una visione diversa e differente, più interna, di un occidentale come noi che entra e prova a vedere e spiegare una guerra di cui ci arrivano solo echi e ombre. Da leggere assolutamente.

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    Marco

    20/09/2018 12:01:45

    Come anche lo stesso Zerocalcare più volte sottolinea nel testo, questo non sarà un trattato di geopolitica, ma allora com'è possibile che grazie a lui ho compreso molto meglio le dinamiche del conflitto che interessa i territori visitati dall'autore rispetto ad altre letture fatte prima e dopo questo libro?! In puro stile Zerocalcare (senza tirarsi indietro ad eventuali frecciate nei confronti delle politiche occidentali degli ultimi tempi) è il racconto di viaggio tra Turchia, Siria e Iraq, in zone di confine, dove i confini, apparentemente immutabili tracciati su mappe, sono in realtà in perenne e continuo mutamento. Il racconto di un viaggio per conoscere quelle realtà, quelle persone che lottano quotidianamente, lontano dalla luce dei riflettori mediatici occidentali, per portare avanti i valori di libertà in cui credono, mettendo a serio rischio la propria vita. Accompagnato dal fido Armadillo, ma soprattutto dal buon Mammuth di Rebibbia, Zerocalcare sa esprimere in maniera esemplare anche momenti in cui la commozione fa da padrona. Assolutamente consigliato!

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    Diletta

    20/09/2018 09:48:09

    È il primo libro completo che leggo di Zerocalcare, prima di questo avevo letto solo brevi fumetti sul blog o sulla pagina Facebook. È stata una vera scoperta! Il racconto è scorrevole, simpatico e profondo allo stesso tempo. I disegni poi, completano il capolavoro! Il tema, tra l'altro, difficilmente lo si trova trattato in questo modo. Insomma, un libro da leggere assolutamente!

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    Claudia

    20/09/2018 07:58:53

    Questo libro è la dimostrazione non solo della grandezza di Zerocalcare come artista e come uomo, ma anche di come il romanzo grafico non sia un passatempo leggero per lettori troppo pigri per leggere un libro "vero". Questo è un romanzo a tutti gli effetti, il resoconto di un viaggio drammatico, con pagine di una tristezza profonda e assoluta seguite da altre esilaranti, com'è nello stile dell'autore. Zerocalcare crede da sempre nella causa curda, non è da tutti andare a documentare la situazione dal fronte. Varrebbe la pena leggere il libro anche solo per questo tipo di esperienza e della narrazione autentica che ne è scaturita.

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    Matteo

    19/09/2018 13:47:45

    Perfetto. Uso questo aggettivo raramente quando si tratta di libri o fumetti, ma Kobane Calling lo merita senza dubbio. Zerocalcare riesce a trattare un argomento scottante e attuale quale la questione curda con una maestria e una leggerezza che lo rendono più unico che raro; infatti la sua opera di sensibilizzazione riguardo ad una materia non molto approfondita dai più si coniuga alla sua ironia, indirizzata per lo più verso sé stesso, e ciò fa ridere ma soprattutto fa sì che ci si possa immedesimare con lui, scoprendo che certe paure e pensieri accomunano più persone di quel che si crede. I disegni come sempre straordinari, con sempre più dettagli in una storia più lunga del solito, dunque da non perdere assolutamente

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    Matteo

    19/09/2018 08:09:26

    Non sono un grande esperto di zerocalcare, mi sono avvicinato a questo libro/fumetto grazie alla grande quantità di recensioni positive e ho trovato un reportage che non ti aspetti (divorato in due giorni) che ti spiega con grande semplicità e ironia(nei momenti giusti) la difficile situazione tra Siria e Turchia, e tutto viene fatto con grande onestà. Consiglio a tutti la lettura è anche ai tanti espertoni sul tema immigrazione, capiremmo tutti meglio ciò che accade laggiù.

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    Giuseppina

    18/09/2018 20:46:50

    Zerocalcare tiene a specificare che Kobane Calling non è un reportage ed è ben lontano dal mondo giornalistico. Descrive la sua opera come un diario di viaggio, in cui si limita a raccontare le proprie esperienze personali. Il suo scopo è quello di far conoscere al lettore tutti gli aspetti trascurati completamente dai media occidentali, che si limitano a fare la cronaca, spesso sensazionalistica, di esplosioni e morti. Quindi Zerocalcare desidera descrivere la vita quotidiana dei curdi che stanno resistendo, mettere in primo piano le loro ragioni e la loro umanità. Pur scrivendo su un tema più impegnato del solito (anche se nelle sue graphic novel non mancano mai i riferimenti al suo impegno politico) Zerocalcare non rinuncia ad inserire le sue tipiche note di umorismo. Credo che l’ironia nella storia non sia affatto fuori luogo, ma che anzi aiuti molto ad immedesimarsi nelle vicende e a far trasparire l’umanità di tutti i personaggi presentati dall’autore. Un’opera su un tema importante, che può portare tutti a riflettere. Chi è meno informato sui conflitti in Turchia e Siria troverà, oltre ad una narrazione ben costruita, informazioni non da libro di storia ma sempre accurate, che possono stimolare ulteriori ricerche. Per chi è già esperto dell’argomento, il libro costituirà una interessantissima fonte di prima mano e un punto di vista originale sulla questione curda. Una graphic novel bellissima, sia graficamente che narrativamente, spesso toccante ma dotata della giusta dose di ironia, che non rende mai pesante la lettura.

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    Salvatore

    18/09/2018 19:31:17

    È un utile e talvolta addirittura divertente reportage in forma di graphic novel che racconta del viaggio tra il confine turco e quello siriano di zerocalcare, alla scoperta del mondo curdo, in una nazione che cerca di affermare la propria identità ma è combattuta sia dai turchi sia dai daesh, i ribelli islamici. Un libro che si legge tutto d'un fiato e portandoci a conoscenza di usi e costumi di quei popoli lontani da noi. Zerocalcare riesce a renderlo, personale per tutti e a raccontare situazioni e avvenimenti alieni per un lettore italiano con onestà, empatia e ironia.

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    fabiof

    18/09/2018 09:07:13

    Il noto artista romano Zerocalcare con questo volume si consacra come uno dei fumettisti più importanti del panorama italiano attuale. Kobane Calling altro non è che il report del viaggio intrapreso dall'autore nel kurdistan turco e siriano, dove si rapporterà con un popolo che lotta da anni ormai per la propria indipendenza e che deve anche fare i conti con l'avanzamento dell'ISIS nelle proprie terre. Consigliato naturalente a tutti i fan di Zerocalcare ma anche a chiunque voglia semplicemente sapere qualcosa di più sul popolo curdo e sulla situazione siriana.

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    Antonio

    17/09/2018 22:19:09

    Turchia, Iraq, Siria, Kurdistan come non ce l'hanno mai raccontate in nessun telegiornale. Zerocalcare ci porta tra le macerie di Kobane, ci porta nella terra di un popolo che rivendica il suo diritto ad esistere, un popolo che lotta non solo per dei confini che nessun atlante riporta, ma soprattutto per la propria libertà. Il racconto di Zerocalcare ha, come sempre, il suo punto di vista ironico e a tratti scanzonato, ma riesce comunque pienamente a farci comprendere una delle più importanti battaglie che si stanno combattendo, nel silenzio e nell'indifferenza del mondo. Soprattutto accende i riflettori su un popolo, che è la prima vittima delle barbarie dell'ISIS e dei suoi sostenitori. Perché essere musulmani NON vuol dire essere terroristi. I curdi stanno combattendo per un'utopia democratica senza eguali in Medio Oriente, forse persino nel mondo. Non ho paura di affermare che Kobane calling è, probabilmente, una delle opere di maggior spessore degli ultimi anni e Zerocalcare continua a riconfermarsi un grande autore. Ormai è nell'alveo dei miei preferiti.

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    n.d.

    23/08/2018 20:56:54

    Bellissimo come tutto ciò che scrive questo autorr

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    Marco

    16/03/2018 17:08:50

    E la prima volta che leggo qualcosa di zerocalcare, e ahimè e stata una folgorazione , l'ho letto nell'arco di una mattinata , ... Illuminante

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    n.d.

    14/03/2018 01:52:18

    ...che dire? è l' umanità di zerocalcare, oltre alla sua bravura artistica e il suo senso dell' umore, ovviamente... a renderti le storie vicine,- anche se trattano di luoghi geograficamente lontani. io mi ci riconosco perché abbiamo la stessa età, gli stessi principi, frequentiamo gli stessi luoghi...--ma il suo essere onesto con se stesso anche sui dubbi e le cose meno lusinghiere, che lo rendo riconoscibile per chiunque sia onesto con se stesso.

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    Michele Mauro

    26/12/2017 21:13:27

    Leggete Kobane Calling. Leggetelo perché la realtà è complicata e piena di sfaccettature. Perché ci sono posti dove l'epico è quotidiano, e la normalità richiede eroismo. Perché c'è una strada dove ci sono troppi cartelli. Perché non dobbiamo dimenticare che abbiamo avuto un ruolo in quella storia, e abbiamo mancato un'occasione per renderla diversa.

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    io

    11/10/2017 07:54:47

    pessimo. visione ideologizzatissima di una questione complessa. si salva la parte grafica.

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    liberandoci

    03/09/2017 07:44:55

    Qualche mese fa, scorrendo Facebook, mi è capitato di leggere un post di Michele Rech, in arte Zerocalcare, che parla della morte di "cappuccio rosso", una militante turca che combatteva con i curdi. Una ragazza di vent'anni che ha sacrificato la propria vita per un ideale di libertà, di giustizia... Zerocalcare è diventato famoso grazie alle graphic novel, moderna definizione dei classici fumetti. Nel libro Kobane Calling, pubblicato nel 2016, Zerocalcare racconta del suo viaggio tra il confine turco e quello siriano, alla scoperta del mondo curdo, in una nazione che cerca di affermare la propria identità ma è combattuta sia dai turchi sia dai daesh, i ribelli islamici. L'opera non ha la pretesa di essere un reportage giornalistico, eppure la realtà è raccontata nei dettagli della quotidianità, arricchita da informazioni di taglio storico-politico che aiutano il lettore a comprendere la situazione del Kurdistan. Zerocalcare è rimasto molto legato ai curdi e il 24 dicembre 2016, nell'inserto "Robinson" del quotidiano La Repubblica, ha pubblicato un aggiornamento delle storie raccontate all'interno di Kobane calling. Fino alla settimana scorsa, fino alla morte di una ventenne, che rinnova l'interrogativo sul nostro impegno per la pace.

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    rejectedfrogs

    10/08/2016 13:22:45

    E niente, Zerocalcare lo si odia o si ama, non ci sono cotiche. Però mi fa saltare i nervi quando si strumentalizza la sua evidente appartenenza politica per mettere in dubbio la validità delle sue affermazioni. Sì, è di sinistra. E allora? Non può permettersi di parlare di Kobane? Per quale motivo? Trovatemi un'altra persona in grado di raccontare la realtà dei curdi nel Rojava, il Kurdistan siriano, con altrettanta dovizia di particolari e di sentimenti, e ne riparliamo. Già, dimenticavo: nessuno ne parla. Almeno non i nostri mezzi di informazione attenti alla "par condicio" (a tale proposito, ricordo che secondo l'ultimo rapporto di Reporters sans frontières sulla libertà di stampa, nel 2016 l'Italia si classifica al 77° posto su 180). Tornando alla ciccia: Kobane calling è un utile e talvolta addirittura divertente reportage in forma di graphic novel. Tuttavia, Zerocalcare non vuole raccontare la guerra, ma la vita quotidiana in un lembo di terra schiacciato tra i turchi e l'Isis. La resistenza dei curdi, e soprattutto delle donne curde che combattono l'Isis, viene spesso ignorata dai media occidentali per via dell'esistenza del terrorismo curdo: il Pkk è infatti considerato un'organizzazione terroristica dalla Turchia e dall'Unione Europea. Lungi da me voler giustificare in alcun modo la lotta armata, lascio a chi legge ogni riflessione sulla cosiddetta "democrazia" turca, che Zerocalcare ha purtroppo modo di conoscere da vicino. E adesso basta. Leggetelo!

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    cristina rossana

    18/06/2016 09:38:02

    Peccato che un libro così interessante e "graphic story " accessibile a tutti abbia così poche recensioni! Ragazzi : leggete, leggete,leggete! E imparerete - tra molte altre cose che stanno accadendo e che richiedono la nostra sentita partecipazione e il nostro approfondimento sulla realtà del medio oriente - cosa significa essere adolescenti in Siria e Turchia! cosa significa dover combattere per una vita "normale"! cosa significa andare in galera a 13 anni! cosa significa avere una condanna a 98 anni di galera solo per aver espresso la propria opinione! Cosa significa vedere amici e parenti musulmani decapitati da pazzi dell'Isis! Un viaggio simile farebbe bene a molta molta gente in Italia, e soprattutto in Lombardia. grazie Zerocalcare! ps. non metto il voto massimo solo perché avrei evitato l'uso di alcune parole scurrili anche se frequenti nel linguaggio comune

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Zerocalcare ci offre un lavoro importante, ricordandoci che lungo il confine turco-siriano non è in corso un semplice conflitto sull’esistenza del Kurdistan, ma una lotta sul significato della parola umanità.

In Kurdistan c’è questa cosa strana. Pure quello che pare il ragionier Filini, che non gli daresti mai una lira, che s’accolla con le lenticchie come mi’ nonna, c’ha una vita che Die Hard-Duri a Morire je spiccia casa e ti fa sempre sentire lo scemo del villaggio.

Zerocalcare negli ultimi anni si è imposto come una delle più autorevoli figure della controcultura italiana, un’etichetta che il fumettista di Rebibbia rifiuterebbe volentieri, data la programmatica riluttanza a prendersi sul serio. Eppure una volta finito Kobane Calling si ha la sensazione che Calcare non possa più sottrarsi a letture che elevino il valore culturale dei suo lavori, non più riducibili a semplice divertissement riservato a un pubblico giovane, disimpegnato e affamato di citazionismo pop. L’albo infatti segna un ritorno alla ribalta del fumetto di denuncia, un’importante presa di coscienza sui mezzi di questo formidabile medium, qui veicolo di informazione più potente di qualsiasi editoriale sul Medio Oriente. Probabilmente Kobane Calling sancirà il riconoscimento definitivo dell’autore, un lasciapassare per l’ingresso nel pantheon dei grandi del fumetto italiano, in compagnia di Gipi, Ortolani e del mai abbastanza compianto Andrea Pazienza.

Zerocalcare dimostra infatti che è possibile realizzare, attraverso il fumetto, un reportage giornalistico di valore, evitando che il mezzo dissacri la delicata materia trattata. Il rischio di volgarizzare il dramma curdo era elevato, dato che le vignette dell’autore si sono sempre segnalate per l’umorismo borderline e la presenza di personaggi sopra le righe, capaci di battute agghiaccianti. Per l’occasione il fumettista romano invece si contiene, relegando a semplice comparsa il fido armadillo e bandendo il ricorso a situazioni di cattivo gusto. Unica concessione all’umorismo, oltre all’onnipresenza del romanesco, è la rappresentazione dei guerriglieri dell’Isis in veste di cattivi di Ken il Guerriero, quegli inquietanti energumeni borchiati - dei culturisti deformi vestiti da punk - che condividono con Daesh l’attitudine alla decapitazione. Sorprende l’estremo realismo della narrazione, arricchita da premesse storiche e commenti in prima persona dell’autore, che si rivolge direttamente al lettore, sfondando spesso la quarta parete per illustrare in poche e chiarissime vignette delle complicate vicende di geopolitica.

Ci si immerge facilmente nel racconto proprio per la capacità di portare chiarezza in una situazione drammaticamente complicata, di cui i telegiornali danno contraddittorie notizie, proponendo di volta in volta diverse rappresentazioni della rivoluzione curda: prima prodotto di una rivolta armata e propugnata da terroristi in aperto conflitto con il governo turco e ora ultimo baluardo di civiltà contro l’avanzata dell’Isis. Giudizi sommari, figli dell’ondivaga politica delle diplomazie occidentali, che non tengono conto della storia di una guerra decennale, in cui definire posizioni manichee è da irresponsabili. Lungo il confine turco-siriano non esistono buoni o cattivi, ma solo vittime e carnefici, di ogni etnia e religione. I curdi del PKK raccontati da Zerocalcare non sono necessariamente buoni - anche se è difficile non simpatizzare per le avvenenti soldatesse armate di kalashnikov – ma rappresentano una forma di rivoluzione capace di portare un’idea di democrazia nel Medio-Oriente in cui le donne sono completamente emancipate. Kobane infatti sembra un matriarcato popolato da eroine votate alla protezione dei loro fratelli, falcidiati da un conflitto che li ha disumanizzati. Le donne paiono l’ultimo baluardo in difesa dell’umanità.

Questo libro tuttavia non è solo un reportage da una zona di guerra, ma anche un racconto di formazione, in cui Zerocalcare si interroga sul significato dei suoi tre viaggi e sulla natura dell’inedito lavoro, commissionato da Internazionale, periodico che aveva già ospitato parte delle vignette qui raccolte. Il fumettista confessa un certo imbarazzo nel calarsi nelle vesti del giornalista, obiettivo e alieno alla retorica, in grado di prendere le distanze dai personaggi intervistati. Infatti egli non riesce a rimanere neutrale, poiché cede alla tentazione di idealizzare Kobane e il modello curdo, trasformando l’albo in un libro politico. Il lettore ciò nonostante non potrà imputargli altre colpe, in quanto dalle vignette emerge un’umanità perduta, di cui lo spettatore occidentale ha un’immagine travisata da anni di pessima informazione. Zerocalcare ci offre un lavoro importante, ricordandoci che lungo il confine turco-siriano non è in corso un semplice conflitto sull’esistenza del Kurdistan, ma una lotta sul significato della parola umanità.