Kobane calling

Zerocalcare

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Editore: Bao Publishing
Anno edizione: 2016
In commercio dal: 12 aprile 2016
Pagine: 261 p., ill. , Rilegato
  • EAN: 9788865436189

nella classifica Bestseller di IBS Libri Società, politica e comunicazione - Politica e governo - Attivismo politico - Conflitti armati

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Tre viaggi nel corso di un anno. Turchia, Iraq, Siria, il Kurdistan come i telegiornali non lo raccontano, per documentare la vita della resistenza curda in una delle zone calde meno spiegate dai media mainstream.

Tre viaggi, Turchia, Iraq, Siria. Le macerie di Kobane e un popolo intero in guerra per difendere il proprio diritto a esistere, proteggendo labili confini la cui esistenza non è sancita da nessun atlante geografico. Zerocalcare ci racconta, con sguardo lucido e solo a tratti ironico, una delle più importanti battaglie per la libertà silenziosamente in corso al mondo. Un libro importante, difficile da inquadrare in poche parole, che raccoglie le due storie già apparse su "Internazionale" e quasi duecento pagine in più di diario di quei viaggi nel Rojava, la regione che i curdi stanno cercando di trasformare in un’utopia democratica senza uguali in Medio Oriente e forse al mondo. Un lungo racconto, a tratti intimo, a tratti corale, nel quale l'esistenza degli abitanti di Rojava (una regione il cui nome non si sente mai nei telegiornali) emerge come un baluardo di estrema speranza per tutta l'umanità.
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    Stefano

    07/06/2020 09:00:35

    È il primo lavoro su carta di Zerocalcare che ho letto, e adesso mi spiego perché me l'hanno consigliato così caldamente. Veramente bello, la leggerezza divertente e la profondità commovente nella stessa pagina è una delle cose che più amo nei libri.

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    f.

    16/05/2020 08:27:53

    Il contenuto del libro è mozzafiato. Zerocalcare è un maestro. E' capace in poche vignette di far ridere a crepapelle e poi farti cadere in uno sconforto facendoti sentire vicino a queste persone che stanno vivendo l'inferno. Consiglio a tutti.

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    Francesca

    14/05/2020 19:46:32

    Mi piace molto Zerocalcare e l'opera in questione l'ho trovata veramente interessante. Ho apprezzato il contenuto e il modo in cui l'ha rappresentata mettendoci dentro se stesso. Riporta un contenuto importante che ha portato a un pubblico più ampio e consiglio assolutamente

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    Ilary

    12/05/2020 10:24:20

    Ho finalmente avuto occasione di leggere Kobane Calling e devo dire che è sorprendente. Non è assolutamente facile riuscire a raccontare un tema così difficile come la guerra dei Curdi con l’ironia travolgente e un po’ coatta di Zerocalcare... questo fumetto istruttivo merita di esser letto senza riserve.

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    Tonia

    11/05/2020 16:26:31

    è stata la prima grapich novel che ho letto in assoluto e grazie a questo libro mi sono avvicinata a questa "cultura". Libro ricco di informazioni, per conoscere realtà differenti, ma allo stesso tempo divertente

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    ss

    11/05/2020 12:57:11

    Racconta una storia che è doveroso raccontare, facendo sorridere e commuovendo al tempo stesso.

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    arianna man

    10/10/2019 13:37:33

    Uno dei libri più suggestivi dell'autore. Descrive con il suo solito stile ironico e realista uno dei fatti di attualità più importanti ma allo stesso tempo più ignorati e fraintesi dai media italiani. Adatto anche a chi della questione siriana non ne sa nulla e anche ai ragazzi. Uno dei miei libri preferiti dell'autore

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    Roberta

    22/09/2019 20:05:15

    Questa è stata la mia prima graphic novel di Zerocalcare, prima lo conoscevo solo di fama. Ho acquistato questo volume per la curiosità verso l’autore e perché gli argomenti trattati sembravano interessanti. La lettura di questo volume è stata un’esperienza bellissima, Zerocalcare merita tutto il successo che sta avendo. Il racconto è disincantato, tanto scanzonato e divertente quanto profondo e commovente. L'autore riesce a farti commuovere, divertire e riflettere con naturalezza e genuinità. Penso che la sua più grande forza è proprio questa spontaneità in cui il lettore si rivede e quindi riesce ad immedesimarsi in lui; la sua capacità di raccontare avvenimenti drammatici con ironia e semplicità senza cadere nel sentimentalismo e nei luoghi comuni è davvero notevole. Un volume bellissimo di cui consiglio la lettura a tutti!

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    Roberto Ferrilli

    22/09/2019 17:27:41

    Un' appassionante storia vissuta in prima persona dall'autore con le proprie perplessità e curiosità che diventano anche quelle del lettore. Avrei voluto non finisse mai.

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    Nina

    21/09/2019 18:11:54

    Zerocalcare è puro, ed è un autore completo. Kobane Calling apre una porta sul cuore. Non indugiate ancora.

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    Mario

    21/09/2019 12:25:02

    Un'esperienza unica sia quella che ha vissuto Zerocalcare sia quella che avrà il lettore leggendo questo fumetto. Lo dice una persona che finora non c'aveva capito mai capito nulla riguardo ciò che stava succedendo, Zero non mi ha solo chiarito l'idee ma mi ha dato anche lezioni di vita, non ti annoia neppure nei suoi "pipponi".

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    Adele

    21/09/2019 10:35:42

    Dopo un piccolo assaggio uscito su L'internazionale, eccolo per intero, un reportage su quello che sta accadendo al confine tra Siria, Turchia, Iraq e lo stato libero del Rojava, un baluardo di libertà. Kobane calling è il richiamo a chiunque abbia mai pensato che un mondo diverso è possibile, anche se difficile. Dove donne e uomini liberi possono vivere in pace, costruire un'economia basata sulla solidarietà e la cooperazione. Il sogno di distruggere il capitalismo. E Zero calcare prova a raccontarlo, prova a raccontare di quegli uomini e di quelle donne, nel suo stile inconfondibile e emotivo. È una lettura che sicuramente fa venire voglia di approfondire l'argomento, che stuzzica la sensibilità del lettore. Consigliato.

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    teo

    21/09/2019 01:50:34

    Zaino in spalla, Zerocalcare si è recato personalmente, più di una volta, a visitare il Rojava, striscia di terra condivisa in tre cantoni e regione proclamata autonoma dai curdi siriani, retta da un avanzato confederalismo democratico, regolato a sua volta da un contratto sociale. Da questa esperienza di vita, è nato il libro Kobane Calling. Non è quindi “solo un fumetto”, ma una lettura essenziale che può far comprendere, in maniera semplice e immediata, una vicenda assai spinosa.

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    Valerio

    19/09/2019 16:02:35

    Una sorta di reportage a fumetti da una delle zone più tormentate dei nostri tempi. evidente, vale la pena leggere questo volume che racconta, sia pure con una lente ideologica ben precisa (e che, in generale, personalmente non condivido), storie e situazioni di cui in Occidente sappiamo pochissimo e che sono, invece, importanti.

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    Gianluca

    19/09/2019 14:27:20

    Zerocalcare non ne sbaglia una, consigliatissimo per farsi una risata, ma comunque allo stesso tempo riflettere.

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    Sergio

    19/09/2019 11:38:02

    una rivelazione. scoperto grazie alla trasmissione "propaganda". la narrazione unisce alla gradevolezza la precisione di uno sguardo ravvicinato. migliore di tanti testi giornalistici.

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    Davide

    08/09/2019 15:33:27

    Un graphic davvero bello: si ride, si riflette e ci si commuove.

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    Ztl

    20/06/2019 16:28:41

    Una graphic novel che fa riflettere e sorridere, come solo Zerocalcare poteva fare.

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    Nicole

    30/05/2019 08:33:49

    Zerocalcare ha la capacità di strapparti una risata anche quando tratta temi scottanti oggi più che mai. Bellissimo.

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    DP

    13/05/2019 11:43:44

    Un diario di viaggio che affronta un tema così forte come la guerra sia con serietà che con la leggerezza tipica di Zerocalcare. "...si alzano i lamenti di quelli che han pagato quando l'unica moneta era sangue da versare..."

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Zerocalcare ci offre un lavoro importante, ricordandoci che lungo il confine turco-siriano non è in corso un semplice conflitto sull’esistenza del Kurdistan, ma una lotta sul significato della parola umanità.

In Kurdistan c’è questa cosa strana. Pure quello che pare il ragionier Filini, che non gli daresti mai una lira, che s’accolla con le lenticchie come mi’ nonna, c’ha una vita che Die Hard-Duri a Morire je spiccia casa e ti fa sempre sentire lo scemo del villaggio.

Zerocalcare negli ultimi anni si è imposto come una delle più autorevoli figure della controcultura italiana, un’etichetta che il fumettista di Rebibbia rifiuterebbe volentieri, data la programmatica riluttanza a prendersi sul serio. Eppure una volta finito Kobane Calling si ha la sensazione che Calcare non possa più sottrarsi a letture che elevino il valore culturale dei suo lavori, non più riducibili a semplice divertissement riservato a un pubblico giovane, disimpegnato e affamato di citazionismo pop. L’albo infatti segna un ritorno alla ribalta del fumetto di denuncia, un’importante presa di coscienza sui mezzi di questo formidabile medium, qui veicolo di informazione più potente di qualsiasi editoriale sul Medio Oriente. Probabilmente Kobane Calling sancirà il riconoscimento definitivo dell’autore, un lasciapassare per l’ingresso nel pantheon dei grandi del fumetto italiano, in compagnia di Gipi, Ortolani e del mai abbastanza compianto Andrea Pazienza.

Zerocalcare dimostra infatti che è possibile realizzare, attraverso il fumetto, un reportage giornalistico di valore, evitando che il mezzo dissacri la delicata materia trattata. Il rischio di volgarizzare il dramma curdo era elevato, dato che le vignette dell’autore si sono sempre segnalate per l’umorismo borderline e la presenza di personaggi sopra le righe, capaci di battute agghiaccianti. Per l’occasione il fumettista romano invece si contiene, relegando a semplice comparsa il fido armadillo e bandendo il ricorso a situazioni di cattivo gusto. Unica concessione all’umorismo, oltre all’onnipresenza del romanesco, è la rappresentazione dei guerriglieri dell’Isis in veste di cattivi di Ken il Guerriero, quegli inquietanti energumeni borchiati - dei culturisti deformi vestiti da punk - che condividono con Daesh l’attitudine alla decapitazione. Sorprende l’estremo realismo della narrazione, arricchita da premesse storiche e commenti in prima persona dell’autore, che si rivolge direttamente al lettore, sfondando spesso la quarta parete per illustrare in poche e chiarissime vignette delle complicate vicende di geopolitica.

Ci si immerge facilmente nel racconto proprio per la capacità di portare chiarezza in una situazione drammaticamente complicata, di cui i telegiornali danno contraddittorie notizie, proponendo di volta in volta diverse rappresentazioni della rivoluzione curda: prima prodotto di una rivolta armata e propugnata da terroristi in aperto conflitto con il governo turco e ora ultimo baluardo di civiltà contro l’avanzata dell’Isis. Giudizi sommari, figli dell’ondivaga politica delle diplomazie occidentali, che non tengono conto della storia di una guerra decennale, in cui definire posizioni manichee è da irresponsabili. Lungo il confine turco-siriano non esistono buoni o cattivi, ma solo vittime e carnefici, di ogni etnia e religione. I curdi del PKK raccontati da Zerocalcare non sono necessariamente buoni - anche se è difficile non simpatizzare per le avvenenti soldatesse armate di kalashnikov – ma rappresentano una forma di rivoluzione capace di portare un’idea di democrazia nel Medio-Oriente in cui le donne sono completamente emancipate. Kobane infatti sembra un matriarcato popolato da eroine votate alla protezione dei loro fratelli, falcidiati da un conflitto che li ha disumanizzati. Le donne paiono l’ultimo baluardo in difesa dell’umanità.

Questo libro tuttavia non è solo un reportage da una zona di guerra, ma anche un racconto di formazione, in cui Zerocalcare si interroga sul significato dei suoi tre viaggi e sulla natura dell’inedito lavoro, commissionato da Internazionale, periodico che aveva già ospitato parte delle vignette qui raccolte. Il fumettista confessa un certo imbarazzo nel calarsi nelle vesti del giornalista, obiettivo e alieno alla retorica, in grado di prendere le distanze dai personaggi intervistati. Infatti egli non riesce a rimanere neutrale, poiché cede alla tentazione di idealizzare Kobane e il modello curdo, trasformando l’albo in un libro politico. Il lettore ciò nonostante non potrà imputargli altre colpe, in quanto dalle vignette emerge un’umanità perduta, di cui lo spettatore occidentale ha un’immagine travisata da anni di pessima informazione. Zerocalcare ci offre un lavoro importante, ricordandoci che lungo il confine turco-siriano non è in corso un semplice conflitto sull’esistenza del Kurdistan, ma una lotta sul significato della parola umanità.

  • Zerocalcare Cover

    Zerocalcare, pseudonimo di Michele Rech, è un fumettista italiano. Realizza i suoi primi lavori appena dopo il le scuole superiori realizzando un racconto a fumetti delle giornate del G8 di Genova del 2001. Ha collaborato con il quotidiano «Liberazione» e con le riviste «Carta», «Repubblica XL» e «Internazionale». Del 2011 è il suo primo libro a fumetti, La profezia dell’armadillo, pubblicato prima da Edizioni Graficart e poi da Bao Publishing che continuerà a pubblicare i libri seguenti, come Un polpo alla gola (2012), Ogni maledetto lunedì su due (2013), Dodici (2013), Dimentica il mio nome (2014), L'elenco telefonico degli accolli (2015), Kobane calling (2016), Macerie prime (2016), La... Approfondisci
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