Editore: Feltrinelli
Anno edizione: 2002
Formato: Tascabile
Pagine: 456 p.
  • EAN: 9788807817113
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Recensioni dei clienti

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    Pietro Marsi

    15/02/2007 14:48:32

    Nella prima parte il romanzo è ancorato, zavorrato, cementato da una sorta di accademismo, probabilmente dovuto all’attività principale dell’autrice, per cui la narrazione non riesce mai a decollare come tale, e la scrittura è talmente impeccabile da risultare quasi goffa. Inoltre è spiazzante l’uso della prima persona, quando a narrare sono soprattutto i documenti, le carte geografiche e le scartoffie, e non l’esperienza diretta del vissuto. Infine nell’ultima parte, forse a causa di una feroce operazione di editing, ci si ritrova catapultati e spaesati in un altro romanzo: un po’ banale e sfilacciato. Pietro Marsi

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    Antonio

    31/10/2006 11:00:38

    Il libro si divide essenzialmente in tre parti. La prima che narra delle leggende della steppa è fantastica; la seconda che descrive la nascita dell'amicizia tra Berger e Ulan sullo sfondo della guerra durante l'assedio di Stalingrado è avvincente ed emozionante; la terza sulle vicende sentimentali di Naja adulta è sicuramente meno interessante. Le prime due parti meritano alla grande un 5/5 pieno, peccato per la caduta nella banalità della terza. In ogni caso Silvia Di Natale si rivela una grande scrittrice con uno stile garbato e piacevole.

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    Hella

    21/06/2005 17:30:31

    Anch'io ho comprato questo romanzo per caso, attirata dal fascino della steppa: è stata una bellissima sorpresa.

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    Bruno - da Parigi

    01/01/2005 17:41:55

    Questo libro si puo' dividere in tre parti : la storia e la vita del popolo tunciàn, nomadi discendenti di Gengis Khan (di grande interesse); la campagna di Russia e la caduta di Stalingrado nel '43 (eccellente); l'inserimento della protagonista (tunciàn) nel mondo occidentale (scadente, banale). Poteva venirne fuori una storia molto originale, con un grande personaggio femminile. Peccato.

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    georgia

    13/01/2004 11:34:40

    l'ho acquistato per puro caso - crisi d'astinenza da libro e ho praticamente preso il primo (quasi) che ho visto. ancora non l'ho finito, ma vorrei quasi non finirlo mai. Stupendo, una bellissima sorpresa - poetico e triste, commovente ed estremamente interessante la storia del popolo dei Tunciàn. attendo la seconda opera dell'autrice - lo consiglio vivamente.

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    gianluca guidomei

    06/09/2001 02:00:35

    Ho letto questa meravigliosa opera prima tutta d' un fiato, per tanti motivi. Una scrittura esemplare, una storia accattivante, il profumo di terre lontane, l'eco della storia e dei suoi avvenimenti che attraversano spazio e tempo senza perdere pathos. Colpisce lo stile avvolgente che l' autrice usa e la vita della protagonista, semplice ma immersa nella Storia che cambierà i destini di due popoli, che giunge al lettore attraverso i sentimenti di una bambina "nomade". Spero vivamente che Silvia Di Natale ci regali un' altra perla, peccato che "Kuraj" sia passato inosservato. Un libro imperdibile per chi ama la storia, la magia della memoria e la sfida del viaggio, il coraggio di vivere una vita altrove. Regalatelo a chi volete bene!

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