Il labirinto degli spiriti - Carlos Ruiz Zafón - copertina

Il labirinto degli spiriti

Carlos Ruiz Zafón

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Traduttore: Bruno Arpaia
Editore: Mondadori
Anno edizione: 2016
In commercio dal: 22 novembre 2016
Pagine: 832 p., Rilegato
  • EAN: 9788804674573
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Il labirinto degli spiriti

Carlos Ruiz Zafón

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Carlos Ruiz Zafón torna con il capitolo conclusivo della saga cominciata con L’ombra del vento.

Barcellona, fine anni '50. Daniel Sempere non è più il ragazzino che abbiamo conosciuto tra i cunicoli del Cimitero dei Libri Dimenticati, alla scoperta del volume che gli avrebbe cambiato la vita. Il mistero della morte di sua madre Isabella ha aperto una voragine nella sua anima, un abisso dal quale la moglie Bea e il fedele amico Fermín stanno cercando di salvarlo. Proprio quando Daniel crede di essere arrivato a un passo dalla soluzione dell'enigma, un complotto ancora più oscuro e misterioso di quello che avrebbe potuto immaginare si estende fino a lui dalle viscere del Regime. E in quel momento che fa la sua comparsa Alicia Gris, un'anima emersa dalle ombre della guerra, per condurre Daniel al cuore delle tenebre e aiutarlo a svelare la storia segreta della sua famiglia, anche se il prezzo da pagare sarà altissimo. Dodici anni dopo "L'ombra del vento", Carlos Ruiz Zafón torna con un'opera monumentale per portare a compimento la serie del Cimitero dei Libri Dimenticati. "Il labirinto degli Spiriti" è un romanzo fatto di passioni, intrighi e avventure. Attraverso queste pagine ci troveremo di nuovo a camminare per stradine lugubri avvolte nel mistero, tra la Barcellona reale e il suo rovescio, un riflesso maledetto della città. E arriveremo finalmente a scoprire il gran finale della saga, che qui raggiunge l'apice della sua intensità e al tempo stesso celebra, maestosamente, il mondo dei libri, l'arte di, raccontare storie e il legame magico che si stabilisce tra la letteratura e la vita.
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    Alessandro

    20/06/2020 12:32:09

    DA LEGGERE ASSOLUTAMENTE

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    Un libro stupendo

    25/05/2020 10:34:21

    E' impossibile non apprezzare Zafon! Io personalmente lo adoro. I suoi romanzi sono meravigliosi, coinvolgenti,... ti entrano nel cuore. Tanto di cappello al traduttore.

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    Giada

    23/05/2020 16:50:40

    Personaggi costruiti con maestria e accuratezza, una storia colma di misteri e ombre dalle quali Zafón fa scaturire eventi ed indizi che si collegano l'un l'altro, permettendo così alla verità di affiorare in tutta la sua orridezza. Libro estremamente scorrevole e coinvolgente, seppur corposo.

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    Roby23

    17/05/2020 16:51:41

    Questo libro ti porta direttamente nell'immaginario dell'autore definendo, pagina dopo pagina, dei personaggi reali nella loro eccezionalità. La meravigliosa Barcellona fa da sfondo alle avvincenti avventure dei protagonisti che ti tengono con il fiato sospeso fino all'ultima pagina. Per chi conosce già Zafón, questo è un libro da non perdere per ritrovare quelle atmosfere irreali che questo autore riesce magicamente a far vivere ai suoi lettori. Ultima raccomandazione: non vi fate spaventare dalla "mole" del libro (811 pagine), la storia vi imbriglierà nelle sue vicissitudini risvegliando interesse e curiosità fino alla fine. Buona lettura!

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    Fra

    17/05/2020 06:46:01

    Zafon non delude mai! Consigliatissimo!

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    Antonella

    16/05/2020 12:19:34

    Ultimo volume della tetralogia de Il cimitero dei libri dimenticati. Non è L'ombra del vento e non avrebbe potuto esserlo, ma Zafòn ci regala comunque grandi pagine e una conclusione degna di un'emozionante saga ricca di libri e mistero.

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    Lalos

    16/05/2020 08:57:32

    Ho trovato questo libro poco coinvolgente e molto ripetitivo nei confronti dei romanzi precedenti ("L'ombra del vento", "Il gioco dell'angelo", "Il prigioniero del cielo"): l'atmosfera è sempre quella di una Barcellona cupa, misteriosa e nemica, abitata da uomini malvagi e senza scrupoli, in cui spicca forzatamente il cimitero dei libri dimenticati, giusto per ricordare al lettore l'elemento cardine della serie. Zafón è innegabilmente bravo a scrivere, ma la storia è di per sé confusionaria e lenta, con continui rimandi a eventi e personaggi dei romanzi precedenti e non ha nulla a che vedere con l'originalità e la scorrevolezza del primo romanzo, "L'ombra del vento", che non aveva davvero bisogno di altri sequel. Lo consiglio giusto a chiunque voglia completare e concludere la collezione del ciclo sul cimitero dei libri dimenticati.

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    Luchito

    15/05/2020 22:54:11

    Nel quarto capitolo della saga del Cimitero dei Libri Dimenticati, l'autore mescola generi letterari in un romanzo indimenticabile. Tra le pagine si respira un grande amore per i libri ed una continua partita a scacchi con il destino, guidati da una trama che intreccia passioni, servizi segreti e scrittori maledetti. Sullo sfondo emerge una Barcellona magica e misteriosa definita di volta in volta “madre di labirinti”, “casa stregata”, “città dei miracoli, di libri e di rose”.

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    bpp

    15/05/2020 12:08:13

    L’ultimo capitolo di questa storia di famiglia. Perché in tutti e 4 i libri in un modo o nell’altro viene narrata la storia della famiglia Sempere. Finalmente in questo capitolo tutti i nodi vengono al pettine. Tutti i segreti e le mezze verità trovano risposta. Se non avete ancora letto gli altri iniziate subito.

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    tore

    14/05/2020 19:34:38

    Quando ho visto che Zafòn aveva scritto un nuovo libro e quando ho letto che era l'atto finale della saga del Cimitero dei Libri Dimenticati non ci potevo credere. Sono stato felicissimo! Ho amato l'Ombra del Vento, mi sono innamorato delle descrizioni della Barcellona del primo novecento e dei personaggi del libro. Ritrovarli dopo tanti anni in un nuovo romanzo è entusiasmante. Sulla scrittura di Zafon non c'è neanche bisogno di parlare: se avete letto l'Ombra del Vento sapete di cosa parlo. Se invece non lo avete letto, datemi ascolto, fatevi un regalo ed acquistatelo. Capirete di cosa parlo! E magari poi fatevi una bella vacanza a Barcellona a scoprire le come sono diventati i quartieri descritti nel libro, io l'ho fatto e mi sono innamorato della città!

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    cece

    14/05/2020 19:30:35

    Meraviglioso epilogo di una quadrilogia che Zafon ha raccontato con insuperabile maestria: la storia è a dir poco avvincente e si snoda lentamente in un dedalo di emozioni sempre più coinvolgenti. La bellezza della scrittura così armoniosa, si arricchisce di dialoghi che rimangono impressi nella mente per la loro vivacità e l'empatia delle parole. Una lettura indimenticabile che non vorreste finisse mai. Finale fantastico di una saga altrettanto meritevole! Assolutamente imperdibile, da leggere insieme a tutti gli altri libri dell'autore. L'ho finito praticamente in un giorno

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    chelsea

    14/05/2020 19:28:28

    Ho letto questo libro, il quarto della tetralogia, con molte aspettative dopo aver letto i primi tre. Anche questo libro conferma la maestria di Zafon nella costruzione degli intrecci narrativi, sempre secondo il proverbiale schema labirintico che ne contraddistingue la struttura. I richiami eruditi alla letteratura colta, il linguaggio metaforico colloquiale usato dai personaggi se da un lato alleggeriscono e rendono molto scorrevole la lettura dall'altro la rendono appassionante per la verità e saggezza da cui sono permeate le intenzioni e le azioni dei personaggi "buoni". Assolutamente consigliato.

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    roby

    14/05/2020 19:21:08

    Consiglierei a chiunque di leggere la saga di Zafon perché riesce, come pochi libri, a trasportarti in un'altra dimensione e a farti sentire parte integrante della storia. Ridi quando i personaggi ridono, piangi quando i personaggi piangono. Scopri una Barcellona nuova, una Barcellona magica ma anche ingannevole, traditrice, "assassina". Che dire ancora? La mia saga preferita. Non riuscivo ad interrompere la lettura, volevo arrivare alla fine il prima possibile. Intricato, mai scontato, emozionante, con punte di cinismo e crudeltà caratterizzanti anche "L'ombra del vento". Scrittura eccellente, quindi grande merito anche al traduttore. Non scrivo nulla della trama, perché merita di essere scoperta pagina per pagina.

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    nunzio

    14/05/2020 19:14:59

    Libro che chiude la saga de "il cimitero dei libri dimenticati" e, conseguentemente, della famiglia Sempere che ha caratterizzato tutta la serie. In questo ultimo capitolo, Daniel riuscirà a chiarire parecchi dubbi, soprattutto, la misteriosa morte della mamma. Penso che questo libro sia un misto tra giallo e narrativa; due generi che sono stati molto ben amalgamati dallo scrittore e che rendono la lettura piacevole e scorrevole non mancando di colpi di scena.

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    DM

    14/05/2020 19:07:07

    Carlos Ruiz Zafon è una conferma. Anche l'ultimo capitolo della saga è un piccolo capolavoro e scioglie molti nodi e dubbi lasciati dall'ultimo libro. Unica nota stonata, a mio avviso, è l'ultima parte dove parla in prima persona Julian, figlio di Daniel Sempere. Un po' frettolosa e poco approfondita, non la vedo necessaria al racconto, non lo arricchisce. Per cui, fino a questo ultimo capitolo, è un capolavoro. Poi si perde un po' nel voler dare troppe spiegazioni e in fretta

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    diana

    14/05/2020 19:02:18

    Dopo aver apprezzato l'intera saga non potevo non leggere "il labirinto degli spiriti" e devo dire che Carlos Ruiz Zafon mi ha conquistata. Una vera opera che ci catapulta con il cuore e con l'anima nella triste storia di Daniel Sempere... ormai cresciuto ma sempre piu' determinato a scoprire le verita' di tutti i misteri che hanno inevitabilmente segnato la sua infanzia e la sua vita. Questo percorso e' davvero molto contorto e tortuoso; la soluzione di un mistero cova in se' altri misteri inimmaginabili, un crescendo continuo di emozioni, di colpi di scena, una sorta di vaso di pandora, i cui contenuti, pian piano vengono alla luce lasciando un grande senso di amarezza, stupore e sbigottimento. Un opera davvero mai scontata resa ancor piu' magica dalle bellissime ambientazioni minuziosamente descritte che donano ancor piu' fascino e quel velo di suspance e di "macabro" che e' apprezzabilissimo in un opera cosi intensa. Un libro che ti rapisce dalla prima all'ultima pagina.

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    cri

    14/05/2020 18:59:22

    Per me la scrittura di Zafón è magica, mi trasporta in mondi irreali mantenendo il collegamento col reale basato sulla descrizione dettagliata di luoghi, persone e stati d'animo! Il fatto che i suoi racconti siano ambientati in Spagna aumenta il mio piacere della lettura! Non ho ancora finito il Labirinto degli Spiriti però, già da subito, mi ha "preso" e portato nell'ambiente voluto e amato dall'autore! Uno di quei libri che assapori con calma per non farlo finire troppo presto!

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    carla

    14/05/2020 18:56:42

    Mi ritrovo continuamente a pensare che, in questo libro, Zafón è più Zafón del solito. Pensavo di averlo già visto al meglio della sue prestazioni letterarie e invece, se possibile, si è superato. È cresciuto e maturato pur conservando quel suo tratto così unico e inconfondibile. Un libro di oltre 800 pagine che, per me, scorrevano lente. O meglio: le avrei volute sbranare avidamente perché ero completamente immersa nella storia, ma mi è stato impossibile. Mi imponevo di proseguire eppure non facevo che tornare indietro e soffermarmi sulle frasi, lette e rilette. Troppo belle per passare oltre. Ogni frase va vissuta per come merita, perché racconta una storia a sé. Tante frasi per tanti incipit. Carlos Ruiz Zafón è maestro negli artifici del linguaggio. Il concetto più semplice viene espresso con grazia e eleganza, ogni espressione diventa poesia. L’ironia e la durezza sono perfettamente dosate e appropriate al momento narrativo.

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    antonia

    14/05/2020 18:54:15

    Il Labirinto degli Spiriti è un romanzo inebriante, elettrizzante, fatto di passioni, intrighi e avventure. Vi ritroverete a camminare per stradine lugubri avvolte nel mistero, tra la Barcellona reale e il suo rovescio, un riflesso maledetto della città. Arriverete a raggiungere l’apice di una saga che celebra l’immensità della sua intensità e al tempo stesso celebra il mondo dei libri, l’arte di raccontare storie e il legame magico che si stabilisce tra la letteratura e la vita, tra il lettore e l’autore, tra la magia delle parole e l’immensità dei sogni.

  • User Icon

    ale

    14/05/2020 18:51:39

    Ritrovare i nomi a cui ti sei abituato, seguire i personaggi nelle loro mosse... Come se tutti fossero protagonisti, come se ognuno avesse un grado di importanza nel racconto tale da restare al pari con gli altri, in una movimento di onde in cui ora si frange uno e ora se ne frange un altro. E alla fine resti inondato dalle parole, dagli accadimenti, legato al nome dei personaggi come fossero di famiglia. Cupo, cupissimo, ma al tempo stesso ti tiene incollato alle parole.

Vedi tutte le 88 recensioni cliente

Dodici anni dopo L'ombra del vento, Carlos Ruiz Zafón torna con un'opera monumentale per portare a compimento la serie del Cimitero dei Libri Dimenticati. Il Labirinto degli Spiriti è un romanzo inebriante.

Se dico Il Cimitero dei Libri Dimenticati e la libreria Sempere & Figli cosa vi viene in mente? E se invece parliamo del Labirinto degli Spiriti e della principessa Ariadna? Nulla, immagino. Perché questa in fondo è un'altra storia…

Un’altra oscura, gotica, immaginifica, fantasmagorica storia di Carlos Ruiz Zafón.

Nell’attesa di leggere questo romanzo, cioè l’ultimo e conclusivo episodio della quadrilogia iniziata con L’ombra del vento, sono passati ben dodici anni. Mesi di attesa convulsa per i lettori italiani perché, lo ricordiamo, Zafón aveva causato a tutti una specie di febbre, una frenesia, al punto da farci leggere e recensire anche i suoi libri per ragazzi – Il Principe della Nebbia, Il palazzo della Mezzanotte, Le luci di settembre – come fossero capolavori della letteratura. Tutto per riassaporare l’aria salmastra di Barcellona.

Da quel lontano 2004 il panorama editoriale italiano è molto cambiato. Alcuni editori sono scomparsi, i loro libri finiti nel Cimitero dei libri dimenticati, altri si sono aggrovigliati tra loro, formando grandi gruppi. Molti autori sono passati a miglior vita, forse in attesa di leggere questo finale… Ad esempio, quanto sarebbe piaciuta a Umberto Eco la nota che l’editore Mondadori scrive in esergo?

Questo libro fa parte di un ciclo di romanzi che si intrecciano nell’universo letterario del Cimitero dei Libri Dimenticati. I romanzi che compongono questo ciclo sono legati attraverso personaggi e fili argomentativi che gettano tra loro ponti narrativi e tematici, sebbene ciascuno di essi offra una storia indipendente e chiusa in se stessa.

Le varie puntate della serie del Cimitero dei Libri Dimenticati possono essere lette in qualunque ordine o separatamente, consentendo al lettore di esplorare il labirinto di storie accedendovi da diverse porte e differenti sentieri, i quali, una volta riannodati, lo condurranno nel cuore della narrazione.

È un labirinto con scale escheriane che non conducono da nessuna parte, il Cimitero dei Libri Dimenticati. Questa cattedrale gotica fatta di libri attende ancora Daniel, Fermín e qualche nuovo personaggio, come la donna misteriosa che fa il suo ingresso in queste pagine, Alicia Gris, orfana e spia al soldo dei servizi segreti del Generalissimo Francisco Franco. Nel Labirinto degli Spiriti Daniel non è più il ragazzo un po’ ingenuo che abbiamo lasciato, ma un uomo alle prese con la sua famiglia e con i suoi vecchi incubi. Fermín è come sempre in cima a una vita che lo ha visto spesso in bilico, sul crinale tra il chiaro e l’oscuro. Anche la città di Barcellona è ancora lì, in attesa che qualcuno faccia chiarezza sulla morte di Isabella e sulla sequenza di eventi misteriosi avvenuti negli anni Trenta e Quaranta nel castello prigione di Montjuïc.

Come se fossimo tutti passeggeri, in viaggio su un treno in velocità, questo nuovo romanzo ci accoglie sinistro. Nessuno meglio di Zafon è capace di introdurre il lettore in mezzo alla scena, passando per un incubo:

La locomotiva cavalca furiosa su nubi di vapore nero verso una labirintica cittadella di fabbriche cattedralizie, torri affilate e un groviglio di ponti e tetti in una cospirazione di moltitudini di angoli impossibili sotto un cielo sanguinolento. Poco prima di penetrare in un tunnel che sembra non avere fine, Valls sporge la testa dal finestrino del vagone e vede che l’ingresso è sorvegliato da due grandi angeli con le ali spiegate e i denti aguzzi che spuntano dalle labbra. Un cartello sgangherato sull’architrave recita: BARCELLONA. (p. 200)

Bentornato Zafón, bentornate evoluzioni e voli pindarici, lirismo, fantasia, spiriti che riemergono da carceri putrescenti, esalazioni, eroismo e soprattutto libri maledetti. Libri per cui vale la pena morire.

Dalla Madrid della fine degli anni Cinquanta alla Barcellona degli anni Trenta, il racconto si sviluppa avanzando e arretrando, inseguendo l’autore misterioso della serie di volumi introvabili del Labirinto degli Spiriti. L’autore di questi libri, infatti, è coinvolto con il rapimento e il sequestro del Ministro della Cultura Mauricio Valls, l’uomo che incarna più di tutti i valori dell’intellighenzia madrilena del regime di Franco. La prima a scoprire e a collegare i due eventi è Alicia Gris, giovane collaboratrice dei servizi segreti, incaricata dalla polizia del regime di mettersi sulle tracce del Ministro, insieme al collega Vargas. Una coppia di investigatori assolutamente scorretti e sopra le righe porteranno alla scrittura di Carlos Ruiz Zafón forti pennellate di noir.

Per risolvere il mistero i due dovranno tornare a Barcellona, nel vecchio quartiere in cui Alicia è cresciuta, a contatto con vecchi librai antiquari. E sarà davvero un viaggio sorprendente, lungo più di 800 pagine, la conquista del finale che Zafón ha pensato per questa sua storia, un viaggio nel labirinto che tutti i lettori hanno percorso almeno una volta nella vita, un viaggio che forse è destinato a non finire mai.

Recensione di Annalisa Veraldi

Spagna, anni 50. il regime di Francisco Franco è ormai al potere da molti anni e nessuno prova più ad opporsi e a combattere contro esso. Daniel Sempere è ormai un uomo adulto. Si è sposato con la bella Bea e ora hanno un figlio, di nome Julian. Le avventure del passato sembrano essere solo un ricordo del passato fino a quando, una notte, Daniel non si risveglia nel suo letto dopo aver sognato nuovamente il Cimitero dei Libri dimenticati. Iniziano così ad affiorare nuovamente i ricordi come quello della madre, la cui morte, ancora avvolta nel mistero, non ha mai abbandonato Daniel. Ma mentre il giovane Sempere è alle prese con il suo passato e i misteri ad esso legati, ecco che sorge una nuova oscura minaccia, che non riguarda solo Daniel ma quasi tutto il paese. Ecco dunque giungere in aiuto di Daniel Sempere, oltre al fedele e seggio Fermin, anche Alicia Gris.
Ribelle sopravvissuta alla guerra e ai suoi orrori, Aicia dovrà cercare di aiutare Daniel a far luce su alcuni aspetti della vita della sua famiglia prima che sia troppo tardi e che le ombre minacciose arrivino a portare a compimento il loro piano.

“Calò un silenzio sepolcrale e per qualche istante la sola cosa che Fermin riuscì a sentire furono i battiti del proprio cuore. Poi, con un sospiro quasi impercettibile, gli giunse il lievissimo pizzicato di qualcosa di minuscolo e leggero che si aggrappava sul coperchio del suo baule, a pochi centimetri dal suo viso. Lo riconobbe dal teneue odore, tra il dolce e l’acre,. Il suo compagno di traversata, il topolino, stava annusando tra le fessure delle assi, probabilmente fiutando l’odore del suo amico. Fermin si preparava a sibilare piano, per allontanarlo, quando improvvisamente un rumore assordante invase la stiva. La pallottola, di grosso calibro, polverizzò all’istante il roditore e trapanò senza sforzo un foro sul coperchio del baule a circa cinque centimentri dal volto di Fermin.” (Pag. 45.)

Non conoscevo, lo ammetto, Zafon e il suo lavoro. Dopo aver letto, in una notte circa, Il Labirinto degli Spiriti, mi sono precipitato a cercare gli episodi precedenti della saga delCimitero dei Libri dimenticati per farmi un’idea più precisa di questo autore e del suo lavoro.
Ne sono rimasto strabiliato e piacevolmente sorpreso.
Il Labirinto degli Spiriti è una epica conclusione della Saga, iniziata circa dieci anni fa, di Daniel Sempere che riesce, in modo magistrale, a chiudere e risolvere tutti quegli interrogativi, quei perchè e quei dubbi che erano rimasti in sospeso nei volumi precedenti.
Zafon stupisce il suo lettore con intrighi, emozioni e avventure regalandogli un volume conclusivo davvero entusiasmante ed appassionanre che, ne sono assai certo, vi terrà incollati al libro fino all’ultima pagina.
Una forza narrativa incredibile e portentosa, capace di trasportarvi accanto a Daniel e ai numerosi personaggi che popolano il libro (Alice, Valls. Lo stesso Fermin) in grado di farvi sognare ma anche di farvi riflettere mostrandovi modi diversi di vedere il mondo e le cose.
Un romanzo splendido che ho trovato perfetto in ogni singolo dettaglio, merito anche della magistrale traduzione operata da Bruno Arpaia che mantiene molto del testo originale (ebbene sì. Ho provato, sebbene con grande difficoltà, a leggere qualche pagina del testo in spagnolo).
Un vero regalo di Natale che sicuramente vorrete avere nella vostra libreria.
Consigliatissimo.

Recensione di Gabriele Scandolaro


Le prime frasi del romanzo

Quella notte sognai di tornare nel Cimitero dei Libri Dimenticati. Avevo di nuovo dieci anni e mi svegliavo nella mia vecchia stanza avvertendo che la memoria del viso di mia madre mi aveva abbandonato. Nel modo in cui si sanno le cose nei sogni, sapevo che la colpa era mia e soltanto mia perché non meritavo di ricordarlo e perché non ero stato capace di renderle giustizia.
Dopo un po’ entrava mio padre, allarmato dalle mie urla d’angoscia. Mio padre, che nel sogno era ancora giovane e aveva tutte le risposte del mondo, mi abbracciava per consolarmi. Poi, quando le prime luci dipingevano una Barcellona di vapore, uscivamo. Mio padre, per qualche motivo che non riuscivo a comprendere, mi accompagnava soltanto fino al portone. Lì mi lasciava la mano e mi faceva capire che quello era un viaggio che dovevo intraprendere da solo.
Iniziavo a camminare, ma ricordo che mi pesavano i vestiti, le scarpe e perfino la pelle. Ogni passo richiedeva più sforzo del precedente. Arrivando alle Ramblas avvertivo che la città era rimasta sospesa in un istante infinito. Le persone si erano fermate e apparivano congelate come figure in una vecchia fotografia. Una colomba che si alzava in volo disegnava appena l’abbozzo confuso di un battito d’ali. Granelli di polline aleggiavano immobili nell’aria come luce in polvere. L’acqua della fontana di Canaletas brillava nel vuoto e sembrava una collana di lacrime di cristallo.
Lentamente, come se cercassi di camminare sott’acqua, riuscivo a addentrarmi nell’incantesimo di quella Barcellona ferma nel tempo fino a raggiungere l’ingresso del Cimitero dei Libri Dimenticati. Lì mi fermavo, esausto. Non riuscivo a capire cosa fosse quel carico invisibile che mi trascinavo dietro e che mi impediva quasi di muovermi. Afferravo il picchiotto e bussavo alla porta, ma nessuno veniva ad aprirmi. Continuavo a battere con i pugni sul grande portone di legno, ma il guardiano ignorava le mie suppliche. Esanime, alla fine cadevo in ginocchio. Soltanto allora, contemplando il sortilegio che mi ero trascinato dietro, mi assaliva la terribile certezza che la città e il mio destino sarebbero rimasti congelati per sempre in quell’incantesimo e che non avrei mai potuto ricordare il viso di mia madre.
  • Carlos Ruiz Zafón Cover

    Completati gli studi in un collegio di gesuiti a Barcellona, inizia a lavorare nella pubblicità, diventando direttore creativo di una importante agenzia. Inizia la sua carriera letteraria nel 1993 con Il principe delle nebbie, prima parte della trilogia della nebbia. Nel 2001 esce il primo romanzo per adulti, L'ombra del vento, che si trasforma subito in un fenomeno letterario internazionale con otto milioni di copie vendute nel mondo. Nel 2008 con Il gioco dell'angelo il successo viene confermato. Il 2009 è l'anno di Marina, seguito da Il Palazzo della Mezzanotte (2010), Le luci di settembre (2011), Il principe della nebbia (2011). Le sue opere sono state tradotte in più di quaranta lingue e hanno ottenuto prestigiosi premi e riconoscimenti internazionali.... Approfondisci
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