Il labirinto degli spiriti

Carlos Ruiz Zafón

Traduttore: B. Arpaia
Editore: Mondadori
Anno edizione: 2016
Pagine: 832 p., Rilegato
  • EAN: 9788804674573

44° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Moderna e contemporanea (dopo il 1945)

Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:
Disponibile anche in altri formati:

€ 19,55

€ 23,00

Risparmi € 3,45 (15%)

Venduto e spedito da IBS

20 punti Premium

Disponibilità immediata

Quantità:
Aggiungi al carrello

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    n.d.

    16/11/2017 10:25:10

    Uno dei libri più belli mai letti. Scrittore fantastico. Consigliatossimo.

  • User Icon

    Alessia

    20/09/2017 09:01:01

    Emozionante e straordinario, il mio preferito tra i romanzi di Zafon. Sono arrivata all'815esima pagina con il desiderio di leggerne altrettante.

  • User Icon

    3 stelle

    18/09/2017 15:36:55

    La conclusione della trilogia... non sarà mai come l'ombra del vento... bello ma non eccezzionale... (in alcuni momenti mi sono persa...) troppo wonder woman... troppe caramelle... troppe famiglie... perà una bella Barcellona, mentre leggevo mi chiedevo come mai non fossi ancora mai andata

  • User Icon

    misselisabethbennet

    08/09/2017 14:51:37

    Dopo l'ombra del vento le vicende dei Sempere di erano un pò perse dei meandri del 'troppo fantastico' ma in questo Zafon torna ad essere uno dei miei romanzi preferiti. Scritto molto bene, difficile staccarsi dalle pagine

  • User Icon

    Lucia

    16/08/2017 09:54:55

    Questo passo tratto dal libro rispecchia perfettamente l'anima di questo magico romanzo...Leggendolo penserete proprio questo: "Si lasciò cullare dal profumo delle parole e dopo un po’ si era persa fra le sue pagine, immersa nel flusso di immagini e cadenze distillato dal racconto delle avventure di Ariadna che scendeva nelle profondità di quella Barcellona stregata. Ogni paragrafo, ogni frase, sembravano composti in chiave di metrica musicale. La narrazione annodava le parole con saldature da orafo e trascinava gli occhi in una lettura di timbri e colori che disegnavano nella mente un teatro d’ombre."

  • User Icon

    Nathalie

    28/07/2017 19:28:37

    Bellissimo intrigante interessante; degno del primo libro "L'ombra del vento". Grosso libro ma ti prende talmente che lo finisci in fretta. Complimenti allo scrittore

  • User Icon

    giorgio g

    17/07/2017 10:13:05

    Un altro capolavoro di Carlos Ruiz Zafón, che prende spunto dalla sparizione di un ministro franchista per portarci in un turbinio di storie a cui non è estraneo il Cimitero dei Libri Dimenticati, protagonista di altri romanzi di Zafón. Vorrei soffermarmi sul linguaggio dell'Autore che trovo estremamente significativo. Ecco alcune perle: "sebbene non entrasse in una chiesa da quando aveva confuso la cappella del suo paese natale con la biblioteca municipale"; "la meritocrazia e il clima mediterraneo sono di necessità incompatibili"; "il suo aspetto era così insignificante che nemmeno la noia si sarebbe accorta di lui"; "una signorina magra come una matita”; "un individuo con l’aspetto da incunabolo”; "vestita come se stesse andando all’incoronazione di una regina”; "baciò la mano di Alicia con un cerimoniale che sarebbe stato fuori tempo già alle nozze del Kaiser Guglielmo"; "un cane mezzo guercio che una pulce non avrebbe toccato nemmeno a pagamento”; "un ometto con lo sguardo da barbagianni osservava la vita passare senza alcun cenno di benvenuto"; "la portinaia che aveva una vista da falco per tutto quello che non la riguardava"; "la piaga più mortifera conosciuta dall’uomo, la pensione”; "le strade indossavano lampioni”; "Dio ascolta soltanto quando gli si chiede ciò di cui non si ha bisogno"; “a questo mondo nessuno è felice gratis, neanche per un istante”; "pensionate della speranza"; “una mansarda grande quanto un portacenere”; uno sguardo che avrebbe sgonfiato il soufflé più riuscito”. Una lettura a tutto tondo che fa venire il desiderio di visitare Barcellona e merita il massimo dei voti.

  • User Icon

    Umberto75

    24/06/2017 10:56:45

    Degna conclusione di una tetralogia iniziata anni fa con quel capolavoro qual è l'Ombra del vento, seguito dal Gioco dell'Angelo e dal Prigioniero del Cielo. Scrittura mai banale e sempre frizzante, questo libro ha il pregio di catturarti fin dal principio concludendo in maniera quasi naturale una storia iniziata tanti anni fa. C'è da ringraziare l'autore (di cui per altro ho letto tutto quello che hanno tradotto) per le emozioni suscitate dalla sua scrittura.

  • User Icon

    Roberto

    07/06/2017 07:18:04

    Con questo libro ho concluso la tetralogia de "il cimitero dei libri dimenticati",e devo dire grazie di cuore a questo autore. Grazie perché fa bene al cuore, grazie perché in questi quattro libri mi sono sentito parte di quella Barcellona del dopoguerra da lui magistralmente descritta. E grazie soprattutto per avermi fatto innamorare dei suoi personaggi, dalla famiglia Sempere a Fermín e tutti gli altri. Io dò cinque stelle, ma ne meriterebbe molte, molte, molte di più. "Una storia è, in definitiva, una conversazione fra chi la racconta e chi l'ascolta: un narratore può raccontare solo fin dove lo sorregge il mestiere, mentre un lettore può leggere solo fino a ciò che porta scritto nell'anima."

  • User Icon

    Chris

    03/06/2017 21:27:31

    Un capolavoro. I think Zafón deserves five stars for this novel, most of all because in so many ways the story touches the heart. Of course, there is the ample violence and danger that one would expect from the Spanish civil war, but there are many delicate and touching moments between lovers, friends, and family members. If Zafón had continued for another two hundred pages, I would have read them eagerly.

  • User Icon

    Edoardo

    13/05/2017 17:52:57

    Ho 32 anni. La mia adolescenza è stata segnata da Sepulveda e Coloane. Poi molti anni di assenza di libri. Nel 2011 ho letto "L'ombra del vento" e mi sono di nuovo innamorato della lettura. Da allora ho gioito pianto riflettuto con moltissimi pensatori piu' o meno recenti, da Tolstoj a Falcones da Eco a Dickens, da Orwell a Tolkien...insomma non proprio roba easy. Dopo aver letto il gioco dell'angelo e il prigioniero del cielo che non mi avevano soddisfatto a pieno...ho letto questo spinto dalla curiosita'. Prima di iniziare questo libro avevo una lista di quasi 100 libri che non sapevo come fare a leggerli, tutti insieme e subito, tanto era la mia voglia. finito questo libro..mi son detto e ora che leggo?? come a dire...riuscirò a trovare qualcosa che possa colmare il vuoto che questo libro mi ha lasciato una volta finito. ha annientato tutti e mi ha portato in un mondo speciale con il suo modo di scrivere... Sublime.

  • User Icon

    Angy

    26/03/2017 09:25:47

    Sto leggendo questo libro e per ora mi sta intrigando. Ancora una volta Zafon sta dando il meglio di sé nella scrittura. Bravo!

  • User Icon

    Irene

    18/03/2017 15:38:11

    Ho amato Zafon e la "sua Barcellona " dall'inizio, ho letto tutti i suoi romanzi: mi piace il suo modo di scrivere e gli argomenti trattati e questo libro è quello che conferma e raccoglie tutto del suo inconfondibile stile! Sono 800 pagine intense. Grazie!!!

  • User Icon

    Marcello

    12/03/2017 17:20:36

    Appena terminato. Romanzo abbastanza voluminoso, ma ne vale veramente la pena. Debbo dire che tra i quattro romanzi è sicuramente il migliore. Storia avvincente, personaggi straordinari e grande suspance. Complimenti vivissimi a Ruiz Zafon che, a mio parere è uno scrittore eccezionale. conclusione ottima e non scontata. Spero che pubblichi un nuovo romanzo molto presto.

  • User Icon

    aledifra

    09/03/2017 13:37:20

    Ho tanto amato "l'Ombra del vento" quanto ho trovato poco entusiasmante il "Labirinto degli spiriti". Fatta eccezione per la parte iniziale e per la parte finale del romanzo, il resto l'ho letto con molta fatica e poco coinvolgimento.

  • User Icon

    Elena

    05/03/2017 09:37:00

    Dopo alcuni libri vagamente visionari e decisamente sottotono, questo romanzo mi è piaciuto molto e lo trovo una degna conclusione della vicenda iniziata con 'L'Ombra Del Vento'. Sono dispiaciuta di non aver fatto un ripasso (ho letto il primo libro nel 2007!), ma nonostante questo sono riuscita riannodare tutte le trame lasciate in sospeso, ed ogni personaggio ha trovato la sua collocazione, il suo carattere, la sua 'storia nella storia'. Sempre grande Fermin, che adoro, Daniel e Bea coerenti e ben descritti, come tutti gli altri personaggi. Alicia ha fatto da collante e non mi è dispiaciuta. Adoro lo stile di Zafon, ironico, la scrittura scorrevole, ricca di dialoghi che non annoiano mai. Non ho trovato la parte iniziale così lenta, di sicuro si preme l'acceleratore dopo le prime cinquanta pagine. Per finire, una lettura che consiglio a tutti quelli che, come me, erano ansiosi di ritrovare il Cimitero dei Libri Dimenticati.

  • User Icon

    Alinghi

    01/03/2017 11:48:35

    A tratti si rivede lo Zafon dell'Ombra del Vento; libro molto bello, scorre veloce, fin troppo. Trama avvincente, personaggi perfetti e nessuno inutile; finale emozionante e commovente. Unica pecca, forse, i primissimi capitoli troppo lenti e ridondanti. Da leggere, indipendentemente dalla lettura dei precedenti

  • User Icon

    Sto ancora finendo di leggerlo...

    23/02/2017 16:20:55

    Mi piace . Il mio personaggio preferito, anche se in questo libro la sua presenza è marginale, resta sempre Fermin . Mi piace il senso di famiglia e di calore, quando descrive la famiglia Sempere ed i loro amici. Alicia non mi desta grande simpatia . Troppo forzatamente "maledetta" senza convincermi ... Resta il fatto che il libro mi appassiona e non mi ha deluso.

  • User Icon

    Ari

    21/02/2017 16:12:37

    Che delusione....dov'è finito Zafon dell'Ombra del vento che ho adorato. Romanzo lento, ripetitivo, noioso, la storia è tutta nelle ultime 100 pagine il resto un contorno vuoto.....sconsigliato

  • User Icon

    Walter

    17/02/2017 16:36:36

    Questo ultimo volume a mio parere ha la stessa forza, mistero ed eleganza del primo, l'ombra del vento. Massimo dei voti a questo libro ed ha questo autore. Non vedo l'ora di vedere cosa ci proporrà negli anni futuri.

Vedi tutte le 37 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione

Dodici anni dopo L'ombra del vento, Carlos Ruiz Zafón torna con un'opera monumentale per portare a compimento la serie del Cimitero dei Libri Dimenticati. Il Labirinto degli Spiriti è un romanzo inebriante.

Se dico Il Cimitero dei Libri Dimenticati e la libreria Sempere & Figli cosa vi viene in mente? E se invece parliamo del Labirinto degli Spiriti e della principessa Ariadna? Nulla, immagino. Perché questa in fondo è un'altra storia…

Un’altra oscura, gotica, immaginifica, fantasmagorica storia di Carlos Ruiz Zafón.

Nell’attesa di leggere questo romanzo, cioè l’ultimo e conclusivo episodio della quadrilogia iniziata con L’ombra del vento, sono passati ben dodici anni. Mesi di attesa convulsa per i lettori italiani perché, lo ricordiamo, Zafón aveva causato a tutti una specie di febbre, una frenesia, al punto da farci leggere e recensire anche i suoi libri per ragazzi – Il Principe della Nebbia, Il palazzo della Mezzanotte, Le luci di settembre – come fossero capolavori della letteratura. Tutto per riassaporare l’aria salmastra di Barcellona.

Da quel lontano 2004 il panorama editoriale italiano è molto cambiato. Alcuni editori sono scomparsi, i loro libri finiti nel Cimitero dei libri dimenticati, altri si sono aggrovigliati tra loro, formando grandi gruppi. Molti autori sono passati a miglior vita, forse in attesa di leggere questo finale… Ad esempio, quanto sarebbe piaciuta a Umberto Eco la nota che l’editore Mondadori scrive in esergo?

Questo libro fa parte di un ciclo di romanzi che si intrecciano nell’universo letterario del Cimitero dei Libri Dimenticati. I romanzi che compongono questo ciclo sono legati attraverso personaggi e fili argomentativi che gettano tra loro ponti narrativi e tematici, sebbene ciascuno di essi offra una storia indipendente e chiusa in se stessa.

Le varie puntate della serie del Cimitero dei Libri Dimenticati possono essere lette in qualunque ordine o separatamente, consentendo al lettore di esplorare il labirinto di storie accedendovi da diverse porte e differenti sentieri, i quali, una volta riannodati, lo condurranno nel cuore della narrazione.

È un labirinto con scale escheriane che non conducono da nessuna parte, il Cimitero dei Libri Dimenticati. Questa cattedrale gotica fatta di libri attende ancora Daniel, Fermín e qualche nuovo personaggio, come la donna misteriosa che fa il suo ingresso in queste pagine, Alicia Gris, orfana e spia al soldo dei servizi segreti del Generalissimo Francisco Franco. Nel Labirinto degli Spiriti Daniel non è più il ragazzo un po’ ingenuo che abbiamo lasciato, ma un uomo alle prese con la sua famiglia e con i suoi vecchi incubi. Fermín è come sempre in cima a una vita che lo ha visto spesso in bilico, sul crinale tra il chiaro e l’oscuro. Anche la città di Barcellona è ancora lì, in attesa che qualcuno faccia chiarezza sulla morte di Isabella e sulla sequenza di eventi misteriosi avvenuti negli anni Trenta e Quaranta nel castello prigione di Montjuïc.

Come se fossimo tutti passeggeri, in viaggio su un treno in velocità, questo nuovo romanzo ci accoglie sinistro. Nessuno meglio di Zafon è capace di introdurre il lettore in mezzo alla scena, passando per un incubo:

La locomotiva cavalca furiosa su nubi di vapore nero verso una labirintica cittadella di fabbriche cattedralizie, torri affilate e un groviglio di ponti e tetti in una cospirazione di moltitudini di angoli impossibili sotto un cielo sanguinolento. Poco prima di penetrare in un tunnel che sembra non avere fine, Valls sporge la testa dal finestrino del vagone e vede che l’ingresso è sorvegliato da due grandi angeli con le ali spiegate e i denti aguzzi che spuntano dalle labbra. Un cartello sgangherato sull’architrave recita: BARCELLONA. (p. 200)

Bentornato Zafón, bentornate evoluzioni e voli pindarici, lirismo, fantasia, spiriti che riemergono da carceri putrescenti, esalazioni, eroismo e soprattutto libri maledetti. Libri per cui vale la pena morire.

Dalla Madrid della fine degli anni Cinquanta alla Barcellona degli anni Trenta, il racconto si sviluppa avanzando e arretrando, inseguendo l’autore misterioso della serie di volumi introvabili del Labirinto degli Spiriti. L’autore di questi libri, infatti, è coinvolto con il rapimento e il sequestro del Ministro della Cultura Mauricio Valls, l’uomo che incarna più di tutti i valori dell’intellighenzia madrilena del regime di Franco. La prima a scoprire e a collegare i due eventi è Alicia Gris, giovane collaboratrice dei servizi segreti, incaricata dalla polizia del regime di mettersi sulle tracce del Ministro, insieme al collega Vargas. Una coppia di investigatori assolutamente scorretti e sopra le righe porteranno alla scrittura di Carlos Ruiz Zafón forti pennellate di noir.

Per risolvere il mistero i due dovranno tornare a Barcellona, nel vecchio quartiere in cui Alicia è cresciuta, a contatto con vecchi librai antiquari. E sarà davvero un viaggio sorprendente, lungo più di 800 pagine, la conquista del finale che Zafón ha pensato per questa sua storia, un viaggio nel labirinto che tutti i lettori hanno percorso almeno una volta nella vita, un viaggio che forse è destinato a non finire mai.

Recensione di Annalisa Veraldi


Spagna, anni 50. il regime di Francisco Franco è ormai al potere da molti anni e nessuno prova più ad opporsi e a combattere contro esso. Daniel Sempere è ormai un uomo adulto. Si è sposato con la bella Bea e ora hanno un figlio, di nome Julian. Le avventure del passato sembrano essere solo un ricordo del passato fino a quando, una notte, Daniel non si risveglia nel suo letto dopo aver sognato nuovamente il Cimitero dei Libri dimenticati. Iniziano così ad affiorare nuovamente i ricordi come quello della madre, la cui morte, ancora avvolta nel mistero, non ha mai abbandonato Daniel. Ma mentre il giovane Sempere è alle prese con il suo passato e i misteri ad esso legati, ecco che sorge una nuova oscura minaccia, che non riguarda solo Daniel ma quasi tutto il paese. Ecco dunque giungere in aiuto di Daniel Sempere, oltre al fedele e seggio Fermin, anche Alicia Gris.
Ribelle sopravvissuta alla guerra e ai suoi orrori, Aicia dovrà cercare di aiutare Daniel a far luce su alcuni aspetti della vita della sua famiglia prima che sia troppo tardi e che le ombre minacciose arrivino a portare a compimento il loro piano.

“Calò un silenzio sepolcrale e per qualche istante la sola cosa che Fermin riuscì a sentire furono i battiti del proprio cuore. Poi, con un sospiro quasi impercettibile, gli giunse il lievissimo pizzicato di qualcosa di minuscolo e leggero che si aggrappava sul coperchio del suo baule, a pochi centimetri dal suo viso. Lo riconobbe dal teneue odore, tra il dolce e l’acre,. Il suo compagno di traversata, il topolino, stava annusando tra le fessure delle assi, probabilmente fiutando l’odore del suo amico. Fermin si preparava a sibilare piano, per allontanarlo, quando improvvisamente un rumore assordante invase la stiva. La pallottola, di grosso calibro, polverizzò all’istante il roditore e trapanò senza sforzo un foro sul coperchio del baule a circa cinque centimentri dal volto di Fermin.” (Pag. 45.)

Non conoscevo, lo ammetto, Zafon e il suo lavoro. Dopo aver letto, in una notte circa, Il Labirinto degli Spiriti, mi sono precipitato a cercare gli episodi precedenti della saga delCimitero dei Libri dimenticati per farmi un’idea più precisa di questo autore e del suo lavoro.
Ne sono rimasto strabiliato e piacevolmente sorpreso.
Il Labirinto degli Spiriti è una epica conclusione della Saga, iniziata circa dieci anni fa, di Daniel Sempere che riesce, in modo magistrale, a chiudere e risolvere tutti quegli interrogativi, quei perchè e quei dubbi che erano rimasti in sospeso nei volumi precedenti.
Zafon stupisce il suo lettore con intrighi, emozioni e avventure regalandogli un volume conclusivo davvero entusiasmante ed appassionanre che, ne sono assai certo, vi terrà incollati al libro fino all’ultima pagina.
Una forza narrativa incredibile e portentosa, capace di trasportarvi accanto a Daniel e ai numerosi personaggi che popolano il libro (Alice, Valls. Lo stesso Fermin) in grado di farvi sognare ma anche di farvi riflettere mostrandovi modi diversi di vedere il mondo e le cose.
Un romanzo splendido che ho trovato perfetto in ogni singolo dettaglio, merito anche della magistrale traduzione operata da Bruno Arpaia che mantiene molto del testo originale (ebbene sì. Ho provato, sebbene con grande difficoltà, a leggere qualche pagina del testo in spagnolo).
Un vero regalo di Natale che sicuramente vorrete avere nella vostra libreria.
Consigliatissimo.

Recensione di Gabriele Scandolaro


Le prime frasi del romanzo

Quella notte sognai di tornare nel Cimitero dei Libri Dimenticati. Avevo di nuovo dieci anni e mi svegliavo nella mia vecchia stanza avvertendo che la memoria del viso di mia madre mi aveva abbandonato. Nel modo in cui si sanno le cose nei sogni, sapevo che la colpa era mia e soltanto mia perché non meritavo di ricordarlo e perché non ero stato capace di renderle giustizia.
Dopo un po’ entrava mio padre, allarmato dalle mie urla d’angoscia. Mio padre, che nel sogno era ancora giovane e aveva tutte le risposte del mondo, mi abbracciava per consolarmi. Poi, quando le prime luci dipingevano una Barcellona di vapore, uscivamo. Mio padre, per qualche motivo che non riuscivo a comprendere, mi accompagnava soltanto fino al portone. Lì mi lasciava la mano e mi faceva capire che quello era un viaggio che dovevo intraprendere da solo.
Iniziavo a camminare, ma ricordo che mi pesavano i vestiti, le scarpe e perfino la pelle. Ogni passo richiedeva più sforzo del precedente. Arrivando alle Ramblas avvertivo che la città era rimasta sospesa in un istante infinito. Le persone si erano fermate e apparivano congelate come figure in una vecchia fotografia. Una colomba che si alzava in volo disegnava appena l’abbozzo confuso di un battito d’ali. Granelli di polline aleggiavano immobili nell’aria come luce in polvere. L’acqua della fontana di Canaletas brillava nel vuoto e sembrava una collana di lacrime di cristallo.
Lentamente, come se cercassi di camminare sott’acqua, riuscivo a addentrarmi nell’incantesimo di quella Barcellona ferma nel tempo fino a raggiungere l’ingresso del Cimitero dei Libri Dimenticati. Lì mi fermavo, esausto. Non riuscivo a capire cosa fosse quel carico invisibile che mi trascinavo dietro e che mi impediva quasi di muovermi. Afferravo il picchiotto e bussavo alla porta, ma nessuno veniva ad aprirmi. Continuavo a battere con i pugni sul grande portone di legno, ma il guardiano ignorava le mie suppliche. Esanime, alla fine cadevo in ginocchio. Soltanto allora, contemplando il sortilegio che mi ero trascinato dietro, mi assaliva la terribile certezza che la città e il mio destino sarebbero rimasti congelati per sempre in quell’incantesimo e che non avrei mai potuto ricordare il viso di mia madre.