Labirinto filosofico

Massimo Cacciari

Editore: Adelphi
Anno edizione: 2014
In commercio dal: 16 aprile 2014
Pagine: 348 p., Rilegato
  • EAN: 9788845928765
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Descrizione
All'origine dei diversi discorsi, molti dei quali "alla moda", sulla "fine della filosofia" che, almeno da Nietzsche, caratterizzano tanto pensiero dell'Occidente, sta la "sentenza" hegeliana: che la philosophia cessi di chiamarsi "amante" e si affermi finalmente come puro sapere, Sophia ovvero Scienza. Amore e Sapere debbono dirsi addio. Che il "sophós" dismetta il suo abito di eterno pellegrino e fissi la sua dimora. E questo il destino della nostra epoca? O ancora vi è "ciò" che non possiamo esprimere, rappresentare, indicare se non amandolo? Il discorso filosofico-metafisico porta in sé la traccia di questa tensione, e proprio là dove affronta il suo problema, la sua aporia costitutiva: che l'ente è, che nella sua singolare identità mai coincide con le determinazioni che il lògos ne predica, che la sua sostanza non può disvelarsi nella finitezza del suo apparire. Ogni ontologia deve basarsi su questa differenza - non differenza tra essere ed essente, ma differenza immanente alla realtà dello stesso essente, e in particolare proprio di quello straordinario essente che ha corpo e mente. Oltre l'esercizio sempre più vacuo delle decostruzioni, oltre gli astratti specialismi, oltre le accademie e le scuole, sarà a tale problema, eterno "aporoúmenon", e al "timore e tremore" che suscita, che questo libro intende fare ritorno, ascoltando alcuni grandi classici della tradizione metafisica, per svilupparlo ancora una volta.

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    argos

    31/08/2016 23:59:31

    Nell' isola di San Giorgio di Venezia è stato creato un LABIRINTO dedicato a JORGE LUIS BORGES. Ora al Bar Do Leoni dell'omonimo ristorante dell' Hotel LONDRA PALACE, in cui hanno soggiornato PIOTR ILIC TCHAIKOVSKY, GABRIELE D'ANNUNZIO e JORGE LUIS BORGES, nel suddetto Bar Do Leoni il giorno 8 Marzo 1988 (Festa della Donna),assiso a un tavolino,sorseggiando un tè e mirando l'isola di San Giorgio sulle acque iridescenti,firmai e poi spedii la lettera-Profezia del FUOCO della FENICE di Venezia. Rimasi molto stupito in seguito, leggendo "Il Fuoco" di GABRIELE D'ANNUNZIO,dedicato alla "Città anadiomene" (Venezia), trovarvi dentro il Labirinto di Strà e questa immagine del Poeta : "Ed era parso che in quel punto il delirio dionisiaco,memore delle antiche selve arse nelle notti sacre,avesse dato il segnale dell'incendio in cui doveva risplendere ultimamente la BELLEZZA di VENEZIA". Veramente "notevole" D'Annunzio,anche se ho fatto assai fatica a leggerlo per il linguaggio aulico e prezioso che presenta. Ma estremamente ricco di contenuti, laddove i saggi di Massimo Cacciari sono dei "labirinti" inutili,noiosi,dolorosi per il lettore,pedanti senza nulla dentro degno di ricerca. Volete mettere un Labirinto di BORGES con dentro il MINOTAURO ? argos (Profeta del Rogo della FENICE di Venezia) Mercoledì,31 Agosto 2016

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