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Mikkel Borch-Jacobsen

Editore: Einaudi
Anno edizione: 1999
Pagine: 303 p.

86 ° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Psicologia - Teoria psicologica e scuole di pensiero

  • EAN: 9788806151225

scheda di Morelli, R. L'Indice del 1999, n. 12

Il libro rappresenta la revisione di una serie di lezioni su Lacan tenute al Dipartimento di lingue romanze e letteratura comparata dell'Università di Washington, riprese poi al Collège International de Philosophie sotto il coordinamento di René Major. La teoria lacaniana, che si distingue, nel campo delle teorie psicoanalitiche, per la sua complessità interpretativa, è destituita dalla sua caratteristica di impenetrabile monade per essere riproposta al lettore all'interno di robusti agganci con la realtà sociale all'interno della quale si sviluppa. Borch-Jacobsen rende espliciti i presupposti alla comprensione concettuale del pensiero di Lacan evitando snaturanti processi di semplificazione. L'analisi del dialogo analitico e del linguaggio, concetti come il doppio, lo specchio, la parola piena e la parola vuota sono volutamente mantenuti nella loro enigmaticità di fondo, mentre viene reso trasparente il percorso mentale compiuto dal maestro assoluto per giungere a tali riflessioni. L'autore lascia emergere, di questo impenetrabile quanto riservato personaggio, la sua posizione di uomo nell'ambiente culturale, politico, sociale e filosofico che egli attraversa e dal quale è evidentemente attraversato. È definito, più volte, "figlio del suo tempo", influenzato dalle letture di studiosi come Freud, Heidegger, Kant. Ma sono soprattutto i seminari su Hegel tenuti da Kojève che rappresentano la migliore introduzione alla lettura di Lacan. Essi sono l'indispensabile chiave interpretativa per comprendere quel meccanismo dialettico al quale egli ricorre continuamente per risolvere il conflitto tra il soggetto e lo speculare altro da sé.

(R.M.)