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Editore: Einaudi
Collana: Supercoralli
Anno edizione: 2014
Pagine: 133 p., Rilegato
  • EAN: 9788806194796
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Recensioni dei clienti

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    Laura

    08/06/2017 21.36.18

    Questo libro mi ha fatto riflettere sul fatto che siamo dei nostri figli, mariti, mogli, lavoro, tempo che rimane per fare tutto il resto che crediamo necessario dover fare. Però uno spazio solo per se stessi, sono sempre più convinta che sia giusto ritargliaselo. Perché altrimenti rimani attorcigliato in una rete che ti trascina, con i suoi giorni, anni. Poi i figli crescono, vanno lontano, una telefonata ed è tutto ciò che ti possono dare. Di coppie formate dalle persone veramente giuste l'una per l'altra, le due metà che il destino ha fatto incontrare e sposare, ne vedo gran poche. Vedo invece che è una fatica un po' per tutti in questi tempi . Pensare di portare avanti un matrimonio, per la paura di trascorrere una vecchiaia in solitudine....in fin dei conti è anche questo forse che lo fa andare avanti. Però poi il destino può riservare mille sorprese...una malattia, un evento improvviso e tragico ......o lunghi anni più o meno sereni....nessuno lo può sapere. Ho ancora davanti agli occhi i motociclisti che solo qualche settimana fa mi superavano mentre ero in colonna, io al ritorno dal mare, loro al ritorno dopo un'allegra giornata al motoraduno. E uno di loro, dopo qualche minuto, in un attimo, non sarebbe più esistito. E lo stesso giorno, la morte di Hayden, cadendo durante un banalissimo giro in bici. Quindi, è giusto sacrificarsi completamente in nome di un futuro che non si sa cosa ci riserverà? Credo di no, perché, senza far del male a nessuno, la vita è nostra. E se si ha la fortuna, perché di questo si tratta, di incontrare una persona che, dal nostro interno più sincero, sentiamo essere molto speciale...in qualche modo è giusto vivere...qualunque sia il compromesso da raggiungere con se stessi. Anche portando con sé per sempre questo segreto.

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    etm

    04/03/2017 20.28.07

    Sapevo che Silvio Orlando ha portato a teatro questo racconto e subito ho cercato il libro: letto in un fiato, con una pausa nel mezzo. Mi capita sempre quando i racconti mi fanno riflettere o quando non voglio finire il libro perché poi so già che mi "mancherà". Trovo lo stile della scrittura eccellente, un libro di poche pagine che invece, per quando è denso di sofisticate descrizioni dell'animo e del pensiero umano, sembra un volume di trecento pagine! Per me una grande scoperta.

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    Francesca

    30/05/2016 16.24.59

    Grandissima prova, bellissimo, originale, fa riflettere e stupisce. Un'amara riflessione su come le nostre non decisioni possano influenzare e rovinare la nostra vita e quella dei nostri figli. Non riesco a capire come possa annoiare.

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    bartleby

    22/04/2016 11.21.30

    Io ho preso un giorno di ferie per riprendermi e continuare a pensare a questo libro.

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    Alessandro Claudio Orefice

    12/03/2016 09.42.13

    Diverse le riletture che Starnone ci chiama a svolgere per renderci possibile di esercitare anche un nostro confronto con il passato, una sorta di personale bilancio biografico. Sono di quegli anni film Italiani testimoni di questo segno di rottura culturale: " I pugni in tasca" è del 1965, scritto e diretto da Marco Bellocchio; "Diario di una schizofrenica" di Nelo Risi è del '68. Numerosi degli anni '70 provengono dal nord Europa: "Family life", di Ken Loach, è del '71, con la famiglia come luogo di espiazione e sacrificio, "Scene da un matrimonio" di Ingmar Bergman, testimonia dell'ansia di comunicare il riconoscimento di una inadeguatezza delle parole ad affrontare un discorso capace di sciogliere lacci e nodi borghesi perché riconosciuti a guardia dell'ordine a sperimentare nuove soggettività. In Lacci le parole riflettono anche in termini letterari ed espressivi il vocabolario dei sentimenti degli anni '70, attraversati da tendenze culturali che avevano definito una cornice diversa con cui rappresentare la famiglia sotto spinte anglosassoni, specialmente sociologiche. Ad esempio erano pubblicati libri sulle relazioni di coppia e familiari, come "Nodi", di Ronald Laing, terapeuta che rappresenta gomitoli ricorsivi della coppia con poesie nevrotiche; "La morte della famiglia", di David Cooper, autore che risolveva gran parte dei disagi individuali nella responsabilità di una famiglia-gabbia. Con la canzone in Italia, l' esigenza di riappropriazione della libertà del corpo vincolato da lacci alla mente vede la testimonianza di Gaber -Luporini. Molte di queste suggestioni sono presenti sublimine in Lacci. Se Aldo diversamente da Vanda, gioca l'epistolario come risposta ricostruttiva di se stesso che ha il sapore dell'indifferenza,se Vanda non riesce a capacitarsene e lo accusa, ci penseranno decenni dopo i due figli a rimettere ordine a queste divergenze con la messo in scena della rivincita delle vittime del caos covato a lungo sotto pelle.

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    SLegata

    21/10/2015 21.01.16

    Bisogna avere una scrittura maestra, priva di sbavature o congetture astruse, per pennellare gli aspetti emozionali intimi della nostra società. Bisogna essere onesti e lucidi narratori come Domenico Starnone per mostrare certe cose che la maggioranza vive e non dice, sente e non vede. Cose tipo che i legami familiari possono fungere da Lacci (Einaudi) e, più che legare, stringere e soffocare; che la famiglia può non essere il luogo idilliaco come spesso viene contrabbandato; che una lunga convivenza - portata avanti per scrupoli o debolezza o comodità, molto spesso con l'alibi dei figli - può diventare ricettacolo di rancori taciuti e sottaciuti. Rancori che inevitabilmente prima o poi esplodono, ingenerando reazioni (forse) inimmaginabili. E chi ha rubato, chi è stato derubato poco importa.

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    Ale

    22/09/2015 12.22.26

    Mi stupisco nel trovare così tanti commenti positivi (che peraltro mi hanno convinto a comprare questo libro). Sono arrivato alla fine -con fatica- solo perché le pagine erano poche, ma l'ho trovato un racconto inutile, piatto e con una conclusione tanto inverosimile quanto grottesca. Soldi letteralmente buttati.

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    juri

    29/08/2015 21.49.50

    grandissima prova d'autore, inutile aggiungere altro.

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    valentina

    04/06/2015 10.58.58

    libro ben scritto, la storia è così realistica da provare le stesse sensazioni del protagonista.

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    elena

    22/05/2015 07.17.34

    Davvero un gran bel libro, scritto molto bene e talmente realistico che ti lascia un magone dentro a fine lettura. Consigliato.

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    Gabriella

    24/04/2015 00.08.23

    Scritto benissimo ma il tema é troppo scontato e poco analizzato. Rimane una storia in superficie dove non si capisce il vero io dei protagonisti. Al di la dei fatti sarebbe stato piu carino capire le problematiche di certe tematiche che cosi trattate risultano banali. Il finale poi non si capisce proprio ma sicuramente un significato l avrà, certo è che il libro finisce rapidamente come del resto rapida è stata tutta la narrazione.

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    Rosanna

    21/04/2015 16.41.14

    Scritto benissimo.Un matrimonio narrato attraverso tre prospettive diverse,moglie,marito,figli, con un finale che è un vero colpo di genio. La storia però è troppo deprimente,non si intravede luce,i personaggi si lasciano vivere,vittime di una ignavia francamente inaccettabile.La peggiore appare la moglie,prigioniera del suo dolore e della sua parsimonia negli affetti come nel denaro.Una famiglia senza slanci,in cui i lacci hanno strozzato i sentimenti e il futuro.Il messaggio arriva forte e chiaro,Starnone non si discute come scrittore,ma mi è mancato il fiato.

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    Giuliana

    18/04/2015 17.19.21

    Storia terribile ,ma non e'questo che ti toglie il fiato .che ti incolla alle pagine ma la scrittura sublime diStarnone.Bravissimo! Giuliana

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    rosanna

    12/04/2015 19.24.08

    Ho trovato il libro tanto deprimente e assolutamente poco realistico. Mettendo da parte i due protagonisti (che orrore!), la personalità dei figli avrebbe potuto essere sviluppata meglio rendendo forse più accettabile la loro posizione che ha altrimenti dell'assurdo. Non lo consiglio.

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    sara

    31/03/2015 18.02.30

    Un espediente narrativo non nuovo, ma sicuramente coinvolgente: un romanzo scritto a tre voci: quella della madre, quella del padre e quella dei figli. L'autore dimostra come gli stessi momenti possano essere vissuti in modo molto diverso. Un universo familiare fatto di incomprensioni che dagli anni '70 giunge fino a noi senza stancare, privo forse di quei riferimenti temporali che avrei voluto trovarvi (attualità, televisione, musica) ma ricco di emozioni e fonte di riflessioni sulle relazioni umane all'interno di una famiglia: marito-moglie-amante, genitori-figli e fratello-sorella. Un bilancio un po' amaro delle esistenze, un senso di incomunicabilità, di incapacità di realizzare se stessi accanto agli altri. Finale inconsueto che fa sorridere allo specchio.

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    francesco v

    03/03/2015 10.22.12

    Amaro cinico tremendamente vero, la disgregazione della famiglia tradizionale e le miserie dei destini individuali che si intrecciano in un quadro fin troppo fedele della nostra incapacità di conciliare gli impulsi irrazionali da un lato, le logiche relazionali dall'altro. Molto bello

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    Federica

    27/02/2015 13.10.24

    Romanzo imperdibile. Bravo bravo bravo Starnone! Meriterebbe il Premio Strega!

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    Ivana

    24/02/2015 17.35.28

    Va in scena la famiglia: con le sue dinamiche di irresponsabilità,competizioni,rivendicazioni, ripicche, slealtà, avidità e, volendo, altro ancora. Insomma la normalità.

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    Chiara sav

    15/02/2015 16.04.11

    Davvero un bel libro: scorrevole, ben scritto, ricco di spunti di riflessione. La storia non è scontata, il finale non facilmente indovinabile... E' un libro tragico, inquietante, magari non fosse così reale!!

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    Francesca

    27/01/2015 09.08.04

    Un libro bellissimo e proprio ipnotico come già detto. Da leggere assolutamente.

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