Il ladro di corpi

Anne Rice

Traduttore: C. Messori
Editore: Longanesi
Collana: La Gaja scienza
Anno edizione: 2001
In commercio dal: 25 maggio 2001
Pagine: 479 p., Rilegato
  • EAN: 9788830419155
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Descrizione

E' la solitudine, la "maledizione" che si impadronisce di Lestat, il vampiro immortale, il principe incontrastato del tenebroso universo dei morti viventi. Lestat avverte dolorosamente la "maledizione" della sua solitudine e desidera rinascere come mortale, liberandosi quindi del suo corpo di "non-morto" e impadronendosi di un corpo "vivo". Intraprende così un viaggio che lo porterà da Miami al deserto del Gobi, da Amsterdam alla giungla amazzonica, fino all'incontro cruciale con l'unico uomo che può soddisfare il suo desiderio, Raglan James, il Ladro di Corpi. Più sinistro e malvagio di un demone, il Ladro di Corpi si impadronisce con l'inganno del corpo vampiresco di Lestat, il quale, rinchiuso come anelava nel corpo mortale, scopre...

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Recensioni dei clienti

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    rosa elena

    27/05/2013 09:45:14

    Terminata la lettura di questo libro, sento il dovere di consigliarlo ancora e ancora, perchè una storia così avvincente, piena di passioni contrastate, riflessioni profonde e ambientazioni affascinanti, merita assolutamente di essere conosciuta ed apprezzata. Le recensioni lette in precedenza mi avevano lasciato un pregiudizio su questo romanzo: credevo che dopo il terzo capitolo della saga poco o nulla fosse rimasto da dire. Invece, ora posso dire che questo quarto libro è fondamentale per capire l'universo di Anne Rice e soprattutto il suo personaggio più straordinario: uno spirito ribelle che, quando ben gli viene data la possibilità di redimersi ed "essere buono", in poche parole di fare l'eroe, la rifiuta perchè la sua anima è oscura e a lui va bene così. Le descrizioni delle sue sensazioni ed i dialoghi con David su Dio ed il concetto di Bene e Male - il che è tutto strumentale alla vicenda e anzi la rende un meccanismo narrativo assolutamente perfetto - non possono piacere se non piace lo stile della Rice: fanno parte di esso ed in tal senso questo libro non è diverso dagli altri, non so cosa si aspettava chi pensava di non trovare descrizioni! E poi, il personaggio di David Talbot esce alla ribalta in un modo incredibile: fresco, divertente, profondamente buono e convinto della bontà degli altri. Il rapporto tra lui e Lestat cresce di pagina in pagina, attratti l'uno dall'altro come solo gli opposti possono attrarsi, e non riuscirete davvero a staccarvi dalla lettura. Non si riesce davvero a capire, tra i due personaggi, quale sia il più affascinante, al punto che dopo si desidera solo poter trovare altri libri dedicati solo alla loro storia! Il finale è uno dei più spietati, appassionanti e sensuali che si possano trovare. Io credo che questo libro non abbia assolutamente nulla in meno dei precedenti.

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    Tiziana

    29/12/2003 11:43:07

    L'ho iniziato 3 o 4 volte, inizialmente non mi prendeva proprio, anzi lo trovavo anche noioso.... tutti quei discorsi con David su Dio, la morte e il diavolo....poi però dopo 100 pagine si è ravvivato...tanto che l'ho finito in 2 giorni....finalmente c'era azione, avventura che ci sono sempre nei magnifici libri della Rice. Un buon libro, ma solo dopo la centesima pagina

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    EnricoV

    08/05/2003 18:54:37

    Il dramma di essere bravi La Rice scrive bene, stupendamente bene, e lo sa... e questo è il problema. In questo libro (che per detta del protagonista narrante dovrebbe essere un libro di molta avventura e niente filosofia), i personaggi parlano, parlano, fino allo svenimento, rallentano una storia avventurosa rendendola lunga e pesante. I fatti vengono ribaditi svariate volte, così tante che viene da pensare che la Rice immagini i suoi lettori come degli stupidi con poca memoria. L'autrice infioretta una storia tutto sommato esile, con una bella scrittura, molto barocca e corposa, ma se si guarda bene in profondità non c'è niente oltre quello. Lo si finisce, per carità, ma si fa fatica, ci si sente presi in giro, e in fondo non se ne ha un buon ricordo. In definitiva, della Rice leggetevi ''L'ora delle streghe'', il doppio di questo, ma tutta altra merce!!!

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    Alb3rto

    10/11/2002 23:00:34

    prendo solo una piccola parte della descrizione di Sara: "Sono rimasta molto delusa. Non mi ricordo praticamente nulla di questo libro. La Rice si è dilungata(come ultimamente fà d'abitudine),in miriadi di descrizioni che fanno molto "riempitura di pagine". Scarso l'inizio, tralasciabile il mezzo, bello il finale. Un consiglio:"- Prendetelo solo in prestito in biblioteca." ...dopo 2 mesi circa sono fermo a un centinaio di pagine dalla fine, ho letto libri che magari fluivano molto lentamente nella narrazione ma erano decisamente più interessanti e quindi erano ben scusati, ma questo di a.rice risulta estremamente lento ed estremamente pesante perchè pieno di descrizioni INUTILI a mio parere ed eventi inseriti in modo del tutto forzato. Grande libro grande danno.

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    Emy

    22/08/2002 18:35:51

    Io l'ho trovato piuttosto bello, non quanto i precedenti delle Cronache di Vampiri, ma bello! E poi io adoro Lestat, quindi, ovunque ci sia lui, c'è la bellezza...

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    Vale

    04/07/2002 22:52:19

    avete scritto quasi tutti i commenti su una storia che forse non vi ha lasciato nemmeno la metà di quello che voleva dirvi Lestat. pensate veramente che un buon libro di vampiri debba solo raccontare di uccisioni, mistero e sangue che scorre? avete sbagliato allora perchè nella realtà che vivete di sangue ne viene sparso.....tanto. io vorrei poter credere di non vederlo più ............SPRECATO........................

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    Paola

    14/06/2002 12:23:55

    L'ho letto nel giro di pochi giorni... l'inizio nn mi ha conquistato, solamente la fine era degna del nome di Anne Rice... adoro i suoi libri, ma qst ultimi nn sono al suo solito livello. In ogni modo,vale sempre la pena leggere i suoi libri, anche se non sono sempre i migliori

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    Sara

    24/05/2002 03:23:52

    Sono rimasta molto delusa. Non mi ricordo praticamente nulla di questo libro. La Rice si è dilungata(come ultimamente fà d'abitudine),in miriadi di descrizioni che fanno molto "riempitura di pagine". Scarso l'inizio, tralasciabile il mezzo, bello il finale. Un consiglio:"- Prendetelo solo in prestito in biblioteca. - Leggetevi direttamente PANDORA e lasciate stare anche MEMNOCH IL DIAVOLO". Scusatemi se la recensione vi sembra impietosa ma, secondo mè, la Rice è in piena caduta di stile. CIAO e BUONE LETTURE.

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    Giusy

    14/05/2002 11:24:18

    Favoloso!!! Adoro moltissimo la scrittrice per i suoi romanzi vampireschi! Spero ce ne siano altri... non vedo l'ora di leggermeli!

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    clover

    15/04/2002 18:45:07

    A.R.è riuscita a creare un altro personaggio indimenticabile:David l'anziano,decoroso gentiluomo inglese racchiuso in un corpo giovane e immortale mi affascina come solo Armand sapeva fare.E Lestat, Lestat il demone indistruttibile sconfitto dai disagi della quotidianità umana per poi rinascere in tutta la sua tenebrosa bellezza più malvagio che mai! Splendido,a quando il vampiro Armand?

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    Russell

    15/03/2002 15:16:59

    Decisamente il meno bello della serie.Lestat perde gran parte del suo fascino e raramente la Rice riesce a farci tremare ancora di terrore come in passato.Un pò deludente!

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    Manuel

    13/11/2001 10:41:18

    Carino, non all'altezza dei precedenti ma scorrevole e con la suspance e il fascino tipico degli scritti della Rice

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    Rabboloini Roberto

    06/11/2001 22:01:28

    Un nuovo capolavoro; scorrevole la lettura e profonde le sensazioni descritte da Lestat, sembra quasi di percepire in prima persona ciò che la mente geniale di Anne Rice vede... E la verità nascosta in precedenza "tu, non sai che cos'è la vita, poichè ti è uscita dalla bocca in un fiotto di sangue..." Rabbolini Roberto

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    Riccardo

    04/10/2001 13:17:47

    Bruttino, un libro noioso e la sua uscita dopo PANDORA toglie anche quel poco di suspence al racconto.

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    Monica Moscariello

    26/09/2001 01:23:26

    Finalmente è arrivato anche da noi! Bello, scritto bene, ma fatica un po' a "decollare". Personalmente sono un po' delusa: non mi ha fatta fremere e vibrare quanto i precedenti, non mi ha fatto desiderare ardentemente di spegnermi tra le braccia di Lestat, per riaprire sulla sua spalla, per la prima volta, i miei occhi screziati di bagliori irreali... Comunque aspetto con ansia l'arrivo di "Memnoch the devil","The vampire Armand", "Vittorio the vampire", "Taltos" e "Violin"...Qualcuno sa quando potremo leggerli anche noi?

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    Luigi

    17/09/2001 15:34:16

    Dopo la delusione di Pandora ritorna finalmente Lestat arrogante e coinvolgente vampiro della piu entusiasmante saga che io abbia mai letto. Un libro che descrive Dio a nosra immagine.... in un gioco delle parti veramente sorprendente. Se mi volete scrivere... fatelo dopo il Tramonto.

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    Il Vile

    29/08/2001 16:28:28

    Un libro fiacco, la riduzione del numero dei personaggi non è bilanciata da una trama intrigante. Un passo falso.

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    cuccimiky

    08/08/2001 15:51:21

    Purtroppo Anne Rice ha perso molto del suo verve che tanto mi appasionava e mi intrigava. I primi racconti sul vampiro Lestat erano imperdibili (come anche gli altri libri) ma negli ultimi tre libri scritti si va avanti con molta fatica. Nonostante tutto spero che la scrittrice si riprenda e aspetto con ansia nuove avventure.

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    Barbara

    09/07/2001 22:30:41

    è bellissimo! una lettura scorrevole e coinvolgente. ma quando verranno pubblicati gl'altri? esempio, il vampiro Armand?

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    barby

    22/06/2001 20:55:42

    fantastico, anche se i precedenti erano migliori

Vedi tutte le 21 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione

Anche i vampiri soffrono di solitudine. Per questo motivo Lestat, l'affascinante e potente vampiro che ha smesso i mantelli di seta settecenteschi per indossare i giubbotti di pelle di una moderna rockstar, decide di abbandonare momentaneamente l'eternità e di incarnarsi nel corpo di un comune mortale. Per farlo, deve ricorrere all'aiuto di un demone sinistro e malvagio, affrontando un'avventura terrificante ma allo stesso tempo sconvolgente e illuminante perché gli farà provare il dolore, le angosce e le passioni umane.
Finalmente anche in edizione italiana, Il Ladro di Corpi conclude il ciclo incominciato con il famosissimo Intervista col vampiro e proseguito con Scelti dalle tenebre e La regina dei dannati. Storia dall'atmosfera barocca e visionaria, questo nuovo capitolo delle Cronache dei Vampiri riconferma il talento di un'autrice di culto, che ha saputo rivitalizzare il genere horror grazie a una nuova mitologia del vampiro: non soltanto un malvagio succhiatore di sangue ma anche l'incarnazione del dolore e delle esperienze di una vita perduta per sempre. Un grande merito di Anne Rice è quello di saper creare personaggi intensi e indimenticabili: nelle pagine del suo romanzo Lestat de Lioncourt, il malvagio Raglan James, l'amico "mortale" David Talbot e il coro di fantasmi diavoli e umani che li circondano sono descritti attentamente e con grande capacità di analisi psicologica. Tra tutti naturalmente spicca l'intenso ritratto del protagonista: crudele ma anche malinconico e soprattutto umanissimo nei suoi sentimenti contraddittori e nel senso di ineluttabilità che pervade ogni suo gesto.