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Georges Simenon

Traduttore: E. Necchi
Editore: Adelphi
Anno edizione: 2009
Formato: Tascabile
Pagine: 173 p. , Brossura
  • EAN: 9788845924521

Recensioni dei clienti

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    Renzo Montagnoli

    23/07/2016 11.49.58

    Che un giovane sottragga sull'autobus il portafoglio a Maigret é già di per sé una di quelle notizie che possono definirsi sorprendenti, ma che poi il ladro lo restituisca al legittimo proprietario senza trattenere nemmeno un centesimo è un fatto eclatante, tanto più che il reo fa di tutto per incontrarsi con il celebre commissario. Il ladro di Maigret è uno degli ultimi romanzi della serie e si nota chiaramente quanto Simenon faccia per destare l'interesse del lettore, interesse che con il tempo va naturalmente affievolendosi. Abbandonate le tetre periferie parigine, messi in disparte gli ambienti di provincia, questa volta l'indagine, perché di indagine si tratta, non tanto per il furto, ma per il fatto che la consorte del ladro viene rinvenuta assassinata, si svolge nell'ambiente del cinema che potremmo definire underground. É un mondo popolato di giovani in cerca del facile successo, quasi sempre squattrinati e che vivono alla giornata, ruotando intorno alla figura di un ricco produttore. Come in tanti romanzi di Simenon si tratta di mezze calzette, di individui che sognano un luminoso avvenire come fosse cosa facile da realizzarsi, spesso guidati da una vanità smisurata che si infrange quasi sempre contro una realtà che si ostinano a non vedere. Si tratta di individui di una generazione che pare lontana anni luce da quella di Maigret, che procede nell'inchiesta un po' a tentoni, cercando di comprendere la psicologia dei possibili indiziati. Se devo essere sincero, Simenon non sembra a suo agio con questi personaggi, anche se è possibile riscontrare le notorie capacità di descrivere un ambiente e di analizzare attentamente il carattere dei protagonisti. Ne sortisce un romanzo giallo privo di tensione, con una soluzione certamente logica, anche se poco probabile; é come se affiorasse, dopo tanto scrivere, un po' di stanchezza, anche se la lettura continua a essere piacevole, senza tuttavia risultare particolarmente avvincente.

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    ormos

    26/05/2016 10.40.58

    Il giallo scorre veloce con lo stile asciutto e diretto di Simenon, come si addice ad un vero poliziesco. È mancata, tuttavia, quella suspense che precede la soluzione del caso. Si arriva infatti alla fine e si ha l'impressione che molti intermezzi avrebbero potuto essere evitati, perché nulla hanno aggiunto (e nulla hanno tolto) alla trama. Si sapeva tutto dall'inizio, insomma.

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    Melania

    02/09/2013 14.03.09

    Carino, ma ho preferito Il cliente del sabato. Qui troppi personaggi per i miei gusti.

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    nadia

    30/04/2012 21.24.44

    Pian piano i romanzi di Simenon me li leggerò tutti... meritano. E poi sono come le ciliegie, uno tira l'altro!

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    wehrkelt

    25/03/2010 00.23.04

    Simenon non scende mai sotto livelli accettabili di qualità, ma questo è uno dei Maigret più banali. Vero, a chi ama il Commissario non importa poi molto chi sia l'assassino, ma anche la descrizione di personaggi e ambienti, cavallo di battaglia dell'Autore, questa volta è tirata via alla men peggio. La parte migliore del romanzo è forse costituita da alcuni scorci di Parigi in primavera. A condizione di amare Parigi. Ma si può amare Simenon senza amare Parigi?

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    wehrkelt

    01/02/2010 19.07.33

    Un Maigret di routine, non tra i migliori ma pur sempre godibile. I personaggi, anche minori, sono tratteggiati come sempre con straordinaria bravura. La soluzione del "giallo" è alquanto ovvia, ma all'appassionato di Simenon non importa "chi" sia l'assassino, ma come farà Maigret a scoprirlo.

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