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Andrea Camilleri

Collana: La memoria
Anno edizione: 2012
Pagine: 263 p. , Brossura
  • EAN: 9788838927058

Un nuovo sbarco di clandestini ha reso le condizioni di vivibilità del centro di accoglienza di Lampedusa ancor più precarie. Il Ministro dell’Interno ha deciso di recarsi personalmente sul posto e, durante il viaggio, di fare tappa anche a Vigàta. Nel paesino fervono i preparativi: le strade sono state bloccate, le istituzioni e le forze dell’ordine messe a disposizione del grande politico. Tutti tranne Montalbano, che, per evitare di incontrare quel ministro per il quale nutre così poca simpatia, decide di recarsi in ufficio solo nel tardo pomeriggio e poi di andare all’inaugurazione di una galleria d’arte. Spinto dall’atavica passione per la pittura Montalbano decide di godersi i quadri di Mafai, Guttuso, Donghi, Pirandello in compagnia dell’affascinante gallerista Marian. Fra i due nasce un’intesa che rischia di mettere in crisi il rapporto con Livia.
L’indomani mattina in commissariato il signor Di Marta denuncia l’aggressione e la rapina avvenute la sera prima ai danni della giovanissima moglie Loredana. Quando pochi giorni dopo viene ritrovato il corpo dell’ex fidanzato della donna, la vicenda sembra risolta: il ragazzo, colpevole del furto e dello stupro, sarebbe poi rimasto vittima di un delitto d’onore commesso dal marito della donna.
Tuttavia alcuni piccoli dettagli non convincono il commissario, insinuandogli il dubbio che la verità sia molto più complessa di quanto sembra: troppe incongruenze, troppe domande in sospeso, tre vicende che si combinano tra loro, tre piste da seguire. Perché Loredana ha accettato di sposare un uomo di trent’anni più vecchio e perché l’ex compagno, prima di essere assassinato, le aveva rubato i contanti ma non i gioielli? Perché una donna come Marian, vissuta per lungo tempo a Milano, ha deciso di aprire una galleria d’arte in un paese arido e sperduto come Vigàta? Chi si nasconde dietro il traffico d’armi in cui sono coinvolti i tre clandestini tunisini impegnati nella lotta di liberazione per la loro patria? L’intuito e il ricordo di un sogno, per certi versi premonitore, suggeriscono a Montalbano che la soluzione del caso è molto più difficile e intricata di quanto ipotizzato inizialmente: a costruire l’ordito della trama vi sono infatti più storie, apparentemente slegate fra loro eppure... Sarà un’illuminazione, una sottile lama di luce a schiarire il buio della notte, e, al tempo stesso, a rivelare la sua tagliente e dolorosa natura.
Una lama di luce è il nuovo libro di Andrea Camilleri che ha come protagonista il commissario Salvo Montalbano. Ne emerge però un Montalbano diverso: un personaggio a tutto tondo, tratteggiato dall’autore anche nei suoi aspetti più intimi e personali - come d'abitudine - ma colto da improvvisi attacchi di solitudine e sempre più tormentato dai rimpianti. Il ritratto di un uomo che, pur senza dimettere la professionalità che da sempre lo caratterizza, si scopre ancora vulnerabile al fascino femminile e agli affetti, vigliacco ed egoista, malinconico e nostalgico.

Recensioni dei clienti

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    paolo

    06/05/2016 16.56.37

    Come al solito storia raccontata benissimo da Camilleri godibile nell'intreccio e nella caratterizzazione dei personaggi profondamente umani.

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    Pino Chisari

    29/09/2014 14.40.53

    Montalbano non ha più lo smalto dei tempi d'oro. Però rispetto a qualcuna delle sue ultime performance, questa è godibile.

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    Fabio74

    18/06/2014 14.52.20

    Altro capitolo,il numero 19,della serie Montalbano e come al solito per quanto mi riguarda giudizio positivo.Certo che ci sono le solite sciarriatine con Livia,i soliti strafalcioni linguistici di Catarella,le solite passiate molo molo del commissario e quant'altro,ma penso che se non ci fossero mancherebbe qualcosa e ne sentirei la mancanza da grande appassionato di questa serie quale sono.Bravo Camilleri che capitolo dopo capitolo fa combaciare perfettamente tutti i tasselli della trama.Da leggere.Ciao a tutti e al prossimo

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    Tiziana

    16/06/2014 12.06.13

    Intreccio ben reso e abbastanza coinvolgente, più efficace delle ultime storie di Montalbano; ma personalmente continuo a preferire l'arguzia e i toni del Camilleri romanziere di eventi storici o di cronaca.

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    silvia

    03/09/2013 14.23.20

    Romanzo in cui ogni azione appare forzata, non causata da un naturale concatenarsi di eventi, ma inserita meccanicamente e solo per provocare delle conseguenze: di conseguenza la trama non scorre fluida, ma progredisce faticosamente, lasciando un'impressione di scarso dinamismo e spontaneità. Non si muore certo dalla voglia di sapere come andrà a finire, anni fa lessi "Il nipote del Negus" incomparabilmente migliore.

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    Lorso57

    15/04/2013 11.47.50

    L'autore, da Grande Maestro qual'è, muove con abilità sulla scacchiera le sue pedine e ci regala un'altra valida puntata della saga di Montalbano con la sua atmosfera particolarissima che riesce nuovamente ad affascinarci. In Camilleri we trust.

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    vale46

    27/03/2013 17.07.57

    bellissimo, siamo ai livelli de "il ladro di merendine" e "il cane di terracotta"....finale da lacrime.

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    ago

    18/11/2012 22.26.36

    Uno d"Montalbano" migliori, soprattutto grazie al finale.

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    Francesca

    27/10/2012 13.14.24

    Un capolavoro! Mi ha commosso fino alle lacrime!

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    Egle

    26/10/2012 10.29.10

    Ormai leggo Camilleri/Montalbano più per abitudine che per piacere: da qualche romanzo a questa parte ci sono sempre le stesse cose: la donna bella, giovane e seduttrice che lo concupisce, gli interrogativi sempre più tristi sull'età che avanza, il caso poliziesco che ormai latita e risulta solo secondario. Solo lo stile scorrevole e l'affezione al Commissario ti fanno arrivare alla fine della storia anche se per niente avvincente. Buona, comunque, l'idea di ripescare dal passato il personaggio del figlioccio Francois...

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    STEFANIA GORGA

    25/10/2012 15.50.31

    Non uno dei migliori di Camilleri. La trama gialla rimane completamente sommersa dal diluvio di riflessioni del Commissario. La nuova "amica" talmente eccessiva e caricaturale nei suoi slanci e nelle sue parole, da risultare finta. Una caricatura femminil-vamp, da contrapporre a Catarella sul palcoscenico del comico-ironico.

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    Rita

    10/10/2012 14.45.44

    Presentazione impegnativa da parte di Salvatore Silvano Nigra con una terminologia molto ricercata. Sintetizziamo: come tutti i libri su Montalbano è buono se non addirittura ottimo, come tutti noi il personaggio invecchia e la tristezza gli è entrata subdola e strisciante nelle vene rendendolo più caro al lettore che lo segue da anni. Ci sono dei particolari che sono sempre presenti, quasi "un copia- incolla" ma è piacevole ritrovarli perché rappresentano anche il nostro quotidiano: sempre uguale pur se cambia.Quando lo leggi ti sembra di essere in compagnia di un amico

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    sara

    05/10/2012 15.42.48

    Bellissimo, probabilmente il più bello della serie di Montalbano...è coinvolgente, commovente, vero. La caratterizzazione dell'uomo Montalbano raggiunge, in questo libro, la completezza assoluta e Camilleri ci dona un personaggio letterario meraviglioso, ricchissimo di umanità, profondo e fuori da tutti gli stereotipi. Lettura incantevole!

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    fiorella

    05/10/2012 02.34.03

    E bravo Camilleri! C'ero cascata in pieno: con un leggero senso di delusione dicevo a me stessa procedendo nella lettura del romanzo che il comportamento di Montalbano sembrava quello del solito uomo di una certa età che si fa prendere dalla smania di profittare delle ultime occasioni che la vita gli offre e perdere una volta per tutte il carattere e la forza che ce lo ha fatto amare. E invece la Vecchia volpe ha giocato con me lettrice come il gatto con il topo e con un "coupe de teatre" finale mi ha spiazzata. Il romanzo è forse uno dei più belli del nostro commissario, sicuramente il più struggente.

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    archipic

    01/10/2012 15.49.28

    Non mi ha preso poi molto questa nuova avventura di Monty... linguaggio troppo sicilian-oriented che blocca un pò la fluidità narrativa, la storia è più o meno sempre quella, così come i personaggi di contorno. Nessuna novità particolare. Si legge sempre con piacere ma non appassiona più come prima.

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    millelire

    25/09/2012 07.44.22

    Poco di nuovo all'orizzonte. Il (simpatico) Montalbano di sempre e un intreccio di tre storie, sintomo che, oramai, la fantasia è agli sgoccioli, hanno costruito questo romanzo. Leggibile, come tutti gli altri, ma stavolta, secondo me, troppo infarcito di quel siciliano maccheronico, che a lungo andare stanca. Comunque: promosso.

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    Maurizio Ciarlatani

    24/09/2012 14.10.54

    Solito grande Camilleri con un Montalbano leggermente fuori misura nei suoi innamoramenti. Trovo un certo eccesso nella descrizione dei suoi pensa e ripensa sul rapporto con Livia e con Marian, ma una buona trama "poliziesca" con un finale che colpisce e commuove.

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    Gisella

    15/09/2012 22.49.21

    Bellissimo e triste. Nonostante sia una fanatica di Montalbano, vorrei proprio che la serie finisse così (ma sono sicura che il Sommo ne sfornerà subito un altro). Sarebbe una perfetta fine, così diversa, nostalgica, introspettiva...aah, Montalbano, Montalbano!

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    Graziano

    13/09/2012 16.22.11

    Pieni voti a questo nuovo romanzo di Montalbano, dove troviamo un commissario che vive le conseguenze di una vita vissuta come tutti la conosciamo: senza sposare la donna che ama, con tante rinunce e con una vita dedita al suo ruolo di poliziotto. Non è affatto vero che è uguale a tutti gli altri romanzi, certo i canoni tipici ci sono sempre, ma hanno una veste nuova perché il lettore avverte l'avanzare dell'età del personaggio, non dalle descrizioni fisiche (assenti) o dai primi acciacchi di vecchiaia, ma da come evolvono le relazioni e il suo modo di vivere la routine. Il caso cui Montalbano lavora non è troppo intricato (anche se imprevedibile), e il lettore non prende tanto a cuore la vicenda delittuosa. E' invece il mondo del commissario Montalbano il vero protagonista di questo romanzo che vediamo crescere e maturare, a differenza di quanto accade nella letteratura precedente.

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    Wentworth

    11/09/2012 11.00.15

    A dire il vero io l'ho trovato uguale a tutti gli altri...la fimmina bona, i rimorsi di coscienza, gli extracomunitari, i mafiosi, Catarella...che due cabasisi!!! E' giunto il momento di salutare anche Montalbano.

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