The Lamb Lies Down on Broadway

(Remastered)

Artisti: Genesis
Supporto: CD Audio
Numero dischi: 2
Etichetta: Virgin
Data di pubblicazione: 1 aprile 2013
  • EAN: 5099926570228
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Disco 1
  • 1 The Lamb Lies Down On Broadway (2008 Digital Remaster)
  • 2 Fly On A Windshield (2008 Digital Remaster)
  • 3 Broadway Melody Of 1974 (2008 Digital Remaster)
  • 4 Cuckoo Cocoon (2008 Digital Remaster)
  • 5 In The Cage (2008 Digital Remaster)
  • 6 The Grand Parade Of Lifeless Packaging (2008 Digital Remaster)
  • 7 Back In NYC (2008 Digital Remaster)
  • 8 Hairless Heart (2008 Digital Remaster)
  • 9 Counting Out Time (2008 Digital Remaster)
  • 10 Carpet Crawlers (2008 Digital Remaster)
  • 11 The Chamber Of 32 Doors (2008 Digital Remaster)
Disco 2
  • 1 Lilywhite Lilith (2008 Digital Remaster)
  • 2 The Waiting Room (2008 Digital Remaster)
  • 3 Anyway (2008 Digital Remaster)
  • 4 Here Comes The Supernatural Anaesthetist (2008 Digital Remaster)
  • 5 The Lamia (2008 Digital Remaster)
  • 6 Silent Sorrow In Empty Boats (2008 Digital Remaster)
  • 7 The Colony Of Slippermen (The Arrival/A Visit To The Doktor/Raven) (2008 Digital Remaster)
  • 8 Ravine (2008 Digital Remaster)
  • 9 The Light Dies Down On Broadway (2008 Digital Remaster)
  • 10 Riding The Scree (2008 Digital Remaster)
  • 11 In The Rapids (2008 Digital Remaster)
  • 12 It (2008 Digital Remaster)
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Recensioni dei clienti

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    progotis

    14/11/2015 11:17:28

    Mi trovo in disaccordo con chi fa notare che questo non è un disco dei Genesis ma del solo Gabriel,quasi a volerlo sminuire.Se ci pensate la fortuna di questo gruppo,il periodo più luminoso e creativo, è stato proprio quello con l'istrionico ed indiscusso leader,gli altri erano personaggi di buona caratura ma certamente non dotati di particolare charisma.Alla distanza è venuta fuori la personalità di Phil Collins che ha prima sostituito Gabriel alla voce, dopo l'abbandono, con buoni risultati e proseguendo con due dischi( di buon livello il primo,solo discreto il secondo) in stile "simil-gabrielliano",poi ha sterzato decisamente verso il pop.Questo "The lamb...."ha tanti pregi e pochi difetti,lo considero forse il migliore in assoluto,non mi interessa affatto se è opera del solo Gabriel.Merita il massimo dei voti ,che ne dicano i critici.

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    Francesco

    30/04/2011 12:45:38

    E' uno dei dischi più famosi dei Genesis ed è l'ultimo in cui canta Peter Gabriel .L'album è un concept , doppio , e racconta attraverso i suoi 23 brani una storia d'ambientazione metropolitana che ha come scenario New York . Oltre al brano d'apertura che da il titolo al disco , ci sono pezzi davvero pregevoli dal timbro decisamente rock come "In the Cage " , "Back in N.Y.C." ,"Counting Out Time" ,la romantica "Carpet Crawlers " uno dei pezzi più celebri del disco e dell'intera produzione dei Genesis . Nel secondo disco "Anyway" ,"Here Comes the Supernatural Anaesthetist" , "The Lamia " e "The Colony of Slippermen" i brani più significativi , ma va detto che la continuità sonora tra i brani è tale ,che il disco va considerato come un'opera unitaria da ascoltare per intera senza salti .Rispetto ai 3 dischi precedenti ( Nursery crime , Foxtrot e Selling england by the pound)questo segna una discontinuità rispetto alle passate atmosfere romantiche e chiude un periodo d'oro dei Genesis che d'ora in avanti saranno guidati da Phill Collins .

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    Alex Lugli

    12/11/2009 15:47:19

    "The Lamb Lies Down On Broadway", pubblicato nel 1974, è il primo doppio dei Genesis ed anche il loro unico vero Concept Album. Rappresenta il lavoro della maturità della band nella sua formazione storica (1971-75). È un Concept Album ambientato non in un mondo irreale e fiabesco, come nella gran parte delle precedenti produzioni dei Genesis, ma nella New York contemporanea (cioè quella del 1974): decisive infatti risultano per il gusto "americano" della vicenda le impressioni scaturite da una tournée precedentemente effettuata dal gruppo negli States. Gabriel scrive da solo tutti i testi (eccetto quello di "The Light Dies Down On Broadway", scritto a quattro mani da Rutheford e da Banks), mentre gli altri membri del gruppo lavoreranno quasi separatamente alla musica. Il contributo di Gabriel a quest'ultima si sente soprattutto nel primo disco: egli compone l'intera "Counting Out Time", parte di "Carpet Crawlers" e probabilmente anche di "The Chamber Of 32 Doors" (le ultime tre canzoni del lato B). Poi, pressato dai tempi ristretti, si concentrerà sulle liriche. La storia narrata è quella di Rael, un giovane portoricano fuoriuscito dal riformatorio di Pontiac, che ama lasciare la propria tag scritta con lo spray sui muri della città, quasi come unica possibilità di far emergere e fissare la propria personalità. La scritta RAEL è l'unico momento di affermazione di un essere alienato ed ingabbiato ai margini della società, l'unico segno della sua esistenza fisica ed emotiva. Descritto da Collins come l'epopea urbana di uno schizofrenico, l'album segue Rael (il cui nome è una rielaborazione del cognome di Gabriel, oltre che l'anagramma di real="reale") in un allucinato viaggio sotterraneo per salvare il fratello John. L'apparente realismo iniziale della storia non è che uno spunto per tuffare l'ascoltatore in un mondo fantastico tipico dei Genesis, una sorta di dimensione alternativa che l'immaginazione di Gabriel popola di inquietanti creature, di proiezioni del suo vissuto, dei suoi dubbi. Un classico assoluto.

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    The Lore

    22/04/2009 22:32:57

    Che onore mi spetta, quello del primo commento... :) penso, in poche parole, che sia assolutamente tra i migliori lavori dei Genesis! questa è arte sotto forma di musica, è tecnica fatta arte! un concept "doppio" tipicamente prog, epico, geniale, intenso, coinvolgente, sognante... ritroviamo in esso la tecnica (eccelsa), la fantasia, la ricerca sonora e le atmosfere tipiche degli album precedenti (in primis Foxtrot e Selling England by the pound). Ascoltando alcune canzoni di "The Lamb" vengono dei dubbi sul fatto che siano state scritte da "semplici" uomini... Un risultato eccezionale, grandissimo, un capolavoro!!! (se devo trovare un piccolo, piccolo difetto sono le ultime due canzoni, personalmente non mi fanno impazzire) questo disco comunque ha fatto la storia della musica, come Made in Japan dei Deep Purple, Pawn Hearts dei Van der Graaf Generator o The Wall dei Pink Floyd...

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