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Rafik Schami

Traduttore: R. Zeni
Editore: Garzanti Libri
Anno edizione: 2006
Pagine: 856 p. , Rilegato
  • EAN: 9788811678571
Usato su Libraccio.it € 11,88

In Germania la produzione letteraria degli scrittori migranti costituisce da diversi anni un genere di notevole successo editoriale. Un tempo ancora negli anni settanta si parlava di Gastarbeiterliteratur – letteratura dei lavoratori ospiti – oggi si dice Migrantenliteratur un termine connesso con il flusso particolarmente vivace verso la Germania di esiliati profughi e rifugiati politici che hanno adottato la lingua del paese di accoglienza. Scrivono infatti in tedesco non solo diversi autori appartenenti alla corposa comunità turca interna come Emine Oezdemar e Feridan Zaimoglu ma anche immigrati italiani come Gino Chiellino e Franco Biondi. Mentre tra i più giovani vi sono il popolare Wladimir Kaminer ebreo russo trasferitosi a Berlino dopo la caduta del muro e di prossima pubblicazione anche in Italia l'ungherese Terezia Mora. In genere si tratta di scrittori che pur non rinunciando alle loro radici originarie s'immettono sulla scena intellettuale tematizzando la loro nuova esistenza asprezze e difficoltà comprese con una produzione spesso sostenuta dal Deutscher Fonds e ampiamente promossa dalla critica letteraria un dato che dimostra come la Germania sia un paese particolarmente attivo nel sostegno della dimensione interculturale.

Anche il siriano Rafik Schami nato a Damasco nel 1946 e costretto all'esilio dal 1971 ha esordito nell'area della Gastarbeiterliteratur: laureato in chimica a Heidelberg Schami è rapidamente passato dalla provetta alla penna fondando con altri immigrati il gruppo letterario Südwind impegnato nell'integrazione intellettuale delle minoranze. Di scrittura facile e generosa i suoi testi oggi oltre la ventina sono stati insigniti di svariati premi e tradotti in diverse lingue straniere. In Italia Schami era noto come autore di libri per ragazzi. Ora con un notevole coraggio Garzanti pubblica invece il suo ultimo poderoso romanzo: 856 pagine suddivise in 304 “tessere” che propongono Schami come multiforme affabulatore del mondo siriano.

Vero è che la molla originaria del testo dichiarata dall'autore nell'ultima interessante tessera metanarrativa era quella di “scrivere un romanzo che parlasse di tutti i tipi di amore proibito in Arabia”: dunque una merce che ha mercato soprattutto in Occidente e qui di scene estreme ce ne sono – a cominciare dal giovane Elias Mushtak che eccitato dall'estro di un'asinella le piomba addosso penetrandola. Ma strada facendo le tessere si sono moltiplicate conferendo al progetto un taglio storico-sociale mosso dall'altro amore proibito per l'esiliato Schami: la sua terra luogo del ricordo e della nostalgia. Resta tuttavia di mole alluvionale questo mosaico che l'autore disperde nei mille rivoli narrativi di una faida tra famiglie nemiche – una cristiana l'altra ortodossa – nella Damasco del Novecento.

Innegabile è d'altra parte la perizia dell'autore nell' incorporare attraverso le continue scorribande di senso e di mente dei suoi personaggi la travagliata storia siriana lungo tre generazioni. Una storia che si accende a lampi alterni di amore e ripulsa anche nei confronti della cultura europea: raffinata ma infida liberale ma proterva nell'asserire i suoi interessi petroliferi in una Siria arretrata e corrotta stretta nelle contraddizioni interne. Non è tenero Schami con il suo paese e certamente il romanzo non potrà uscire in arabo. Anche perché offre al lettore un'antropologia del quotidiano che addita nel privato la polla della violenza: “La famiglia salvò gli arabi dal deserto e nel contempo li schiavizzò” si legge alla 36a tessera. Così il vecchio Mushtak vieta ai bambini di toccare il suo pane così tra padri e figli sibila l'odio e voci coniugali offrono il loro duetto d'oltraggio e di morte.

Soprattutto l'autore denuncia lo sprezzo dei maschi – puttanieri e gelosi persino dei cavalli – nei confronti delle donne vittime destinate di un vincolo familiare ferreo e immobile nel tempo. Ma nel romanzo resiste per contro “il lato oscuro dell'amore” e con impronta orientale accende il testo: sono fanciulle di giunco dal corpo caldo “come vespa in pieno sole” donne fragranti di gelsomino che invitano al gioco erotico – all'entrata “in paradiso” – infrangendo la legge del clan. La forza dirompente del sentimento – sottolinea Shami in una recente intervista – può scardinare le barriere. Come Rana che sfidando una faida di sangue “ha osato fare il cactus sopravvivere al deserto e poi fiorire. Perché in lingua araba la parola pazienza ha a che fare con coraggio e resistenza e non con sopportazione. Sabr significa infatti sia pazienza che cactus”.


Anna Chiarloni

Recensioni dei clienti

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    silviaa

    23/04/2012 10.46.16

    Bellissimo!! Al di là della trama (che nonostante la quantità di personaggi e la lunghezza mi ha tenuto incollata al libro) ho trovato veramente interessanti i piccoli estratti di vita locale (collegati a personaggi che magari compaioni solo per qualche pagina) che permettono di farci conoscere una cultura diversa dalla nostra... Bellissimo!

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    roberto sarchi

    04/08/2008 00.31.20

    Ho appena finito di leggere questo meraviglioso libro che mi ha catturato dalla prima all'ultima pagina. Schami è bravissimo a raccontare, in maniera quasi onirica, la storia del suo paese, che vive da anni in uno stato di polizia. Difficilmente domenticherò Rana, Farid, Matta e tutti i personaggi che popolano questo capolavoro. La storia d'amore tra i due protagonisti si intreccia con la storia di uno dei tanti paesi medio-orientali che tra faide tra clan e lotte di religione e di potere si allontanano sempre di più dalla democrazia.Quando finisco di leggere un libro come questo (comprato per "fiuto" perchè il venditore con sapeva dirmi nulla) resto per qualche giorno a pensare ai i volti e alle atmosfere che mi sono creato nella mia testa e, i personaggi, anche se di fantasia, restano per molto tempo nel mio cuore, come se fossero vecchi amici, ai quali rivolgerò sempre un pensiero e un grazie per avermi dato queste emozioni. Leggetelo.

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    LB

    08/05/2008 13.02.13

    Uno splendido libro!! Un affresco indimenticabile della Siria nel corso di un secolo. L'ho letto due anni fa, ma le immagini evocate dal romanzo sono indelebili. Fa venire una gran voglia di andare in Siria per conoscere da vicino i posti e assaggiare la cucina (soprattutto i dolci)

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    Alfredo

    03/07/2007 18.49.59

    Oltre alla tematica dell'amore, affrontata in maniera mai scontata nè banale dall'autore, è di tutto interesse il peso specifico che nell'economia complesiva della storia assume il luogo, il Paese, che diventa, probabilmente, il vero e proprio protagonista della vicenda. Il lettore, infatti, viene assorbito, viene immerso, più che dai fatti e dagli innumerevoli personaggi, dall'atmosfera della storia, entrando, per la durata del libro, in un mondo nuovo, da scoprire. Interssante, per certi versi, anche il parallelismo che corre tra la vita dell'autore e la vicenda narrrata.

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    angela

    03/07/2007 17.35.50

    E' vero,è decisamente troppo lungo! Si fa fatica a stare dietro a tanti personaggi soprattutto nella seconda parte, ma è comunque molto bello. Un libro che aiuta a capire una società cosi diversa dalla nostra e che conosciamo solo per stereotipi.Consigliato a chi è abituato a leggere molto.

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    Draculina

    01/03/2007 15.26.05

    Forse alcune persone non avrebbero dovuto leggere questo libro...Se siete così superficiali da spaventarvi per lo spessore è meglio non prendervi il disturbo. Oltre ad una delicata storia d'amore, c'è il fascino di un mondo estraneo e sottovalutato. L'abitudine di descrivere gli arabi come terroristi ed incivili lascia il posto ad una cultura raffinata e ad emozioni forti. Mi ha soprattutto colpito la storia dei genitori di Farid. Consiglio questo libro a tutte le persone innamorate...IL VERO AMORE SUPERA OGNI OSTACOLO!!!

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    macride

    18/01/2007 18.36.37

    ho letto di recente questo libro e mi è molto piaciuto.narra una delicata ma tenace storia d'amore fra due giovani siriani,farid e rana , appartenenti a due famiglie in faida tra loro.durante la narrazione di questa storia veramente avvincente,sullo sfondo,tra magiche atmosfere orientali cariche di colori,di profumi e di suggestioni,la storia della siria contemporanea.si viene catapultati in un mondo diverso e parallelo al nostro ma cosi' vero che ci si appassiona...consiglio di leggere questo libro a tutti coloro che vogliono calarsi nelle magiche suggestioni orientali,vi terra' fino all'ultima pagina con il fiato sospeso e poi,sono sicura che anche per voi,questo sara' il primo di una lunga serie di libri di narrativa orientale.

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    Mary

    13/11/2006 12.43.26

    Ho finito di leggere questo libro ieri pomeriggio. Meraviglioso!!! Un bellissimo ritratto della Siria, di Damasco in particolare... e un dettagliato resoconto di un popolo con tradizioni totalmente diverse dalle nostre. Lo consiglio vivamente perchè nonostante sia molto lungo, il linguaggio scorre perfettamente complice una storia che intreccia la vita di due famiglie....che riempie il lettore di curiosità!

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    Giuseppe Rossi

    15/10/2006 18.16.33

    Un libro meraviglioso. Io l'ho letto subito dopo essere tornato dalla Siria. Vi ho ritrovato tante cose che avevo visto e l'atmosfera di quei luoghi. E' una grande storia d'amore e un afresco di 50 anni di vita sociale della Siria. Utile per capire molti aspetti della cultura araba, vista con gli occhi di un intellettuale che vive in esilio in Germania, ma che non ha mai smesso di sognare la sua Damasco. La storia è avvicente, anche se ci sono tanti incisi e tante parantesi: per non perdersi bisogna leggerlo con continuità altrimenti si potrebbe perdere il filo..

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    loredana

    08/09/2006 16.38.08

    E' sicuramente un libro impegnativo per il gran numero di pagine, a volte si rischia anche un po' di perdersi, senza contare anche la difficoltà oggettiva di reggerlo in mano, data la pesantezza, però, superati questi impasse, ne consiglierei sicuramente la lettura. E' un'occasione per cercare di capire un po' di più quest'Oriente che non ci è solo alle porte, ma ormai ci circonda. Alla fine a me è venuta voglia di visitare Damasco, dopo la descrizione così affascinante che ne ha fatto l'autore!

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    giulia

    27/07/2006 00.23.20

    Un capolavoro. Non ho altre parole per definire la bellezza e l'intensità di questa storia che mi ha rapito il cuore. Odori, profumi, sapori, idee e modi di vivere di un'epoca lontana,di una realtà diversa ma che comunque davanti all'amore rende tutti uguali e forti, pronti a sfidare ogni evento. Qualunque sia il cognome, la religione o la fede politica, l'amore vince se ci si crede. Sempre. Bellissimo, leggetelo e non fatevi spaventare dalle 850 pagine...sarete "rapiti" da questo libro

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    Siria

    20/06/2006 17.56.26

    Questo libro è certamente uno dei più belli che io abbia mai letto. Definirlo "Soap opera" mi sembra davvero sciocco, è una storia molto più profonda, intensa e coinvolgente... Lo consiglio a chiunque voglia dedicare del tempo ad un bellissimo viaggio... in tempo e luoghi.

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    Andrea

    16/06/2006 18.13.55

    Un buon libro ma nulla di più. Viste le entusiastiche recensioni di critici stimati mi aspettavo decisamente di più che non una semplice "soap opera". Decisamente troppo lunga.

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    Mariarosaria

    29/05/2006 12.05.35

    La storia non mi ha coinvolto particolarmente. Troppo lungo e troppo lento!

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    Mari

    25/05/2006 08.24.28

    Il libro è lungo, ma è riuscito a coinvolgermi con le storie di 3 generazioni di due famiglie siriane e del mondo che gira attorno. La storia d'amore è solo una delle componenti della narrazione, dove si incontrano altri temi come il conflitto religioso, le scelte politiche, i pregiudizi di un'epoca abbastanza lontana... tutto questo narrato in un libro di mole "imponenete", ma sempre abbastanza interessante, quindi la lettura non mi ha pesato. Da provare se non vi spaventate del tempo che servirà per leggerlo!

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    luciana

    14/05/2006 15.52.13

    Lungo, frammentato, si fa fatica a stare dietro a tutte le storie che si intrecciano. Detto questo il mio giudizio globale è positivo anche se non è riuscito a coinvolgermi come ho creduto dopo aver letto la recensione che mi ha convinto a comprarlo.

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    Melania

    24/04/2006 13.27.47

    Un libro favoloso! Questo romanzo riesce a catapultarti in un mondo completamente diverso dal nostro...un lungo viaggio tra cultura, religione e tradizioni lontane...un libro che non parla solo d'amore quindi. Sono rimasta entusiasta...lo consiglio a tutti coloro che provano "nostalgia" di posti lontani.

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    giovanna

    30/03/2006 11.45.19

    tessere di un mosaico che si incastrano e danno uno spaccato della vita dei cristiani in siria dalla fine degli anni 30 all'inizio degli anni 70. una scrittura leggera che rende palpabile ogni sensazione. non è un libro per tutti ma per chi si interessa di medio oriente e ha già una buona conoscenza del mondo arabo e della siria è fondamentale. peccato alcune imprecisioni nella traduzione.

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    annalisa

    25/03/2006 17.06.50

    E' un grandissimo romanzo che vale veramente la pena di leggere. Condivido in pieno l'elogio al libro che avevo a suo tempo letto su uno dei maggiori quotidiani italiani. Certo non è un libro che si legge in pochi giorni, data la sua mole, ma il bello è anche questo: essere travolti dalla città di Damasco, dai suoi odori e colori, dalle sue storie di amore, dalle storie delle famiglie o dei clan e dalle vicende politiche della Siria nel secondo dopo guerra.

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