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Carlo Lucarelli

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2003
Pagine: 364 p.
  • EAN: 9788806166236
Disponibile anche in altri formati oppure usato:

Carlo Lucarelli è noto a tutti i suoi affezionati lettori come autore di romanzi noir e del mistero, mentre pochi forse lo hanno conosciuto attraverso le sue storie brevi. Come in Autosole, ad esempio, dove stupisce la sua capacità di cogliere e descrivere con grande ricchezza di dettagli, situazioni inaspettate ma anche apparentemente normali, nella cornice di una corsa estiva sull'autostrada. Ed è proprio questo aspetto quello che di Lucarelli piace maggiormente: la capacità di costruire storie appartenenti alla nostra realtà, alla nostra vita di tutti i giorni, la sua capacità di tratteggiare con naturalezza e spontaneità la società italiana più recente. Questo è quello che ci affascina anche in questa sua opera.
Il suo ultimo libro nasce come raccolta di tutti i racconti che l'autore ha scritto nell'arco di tempo dal 1990 ad oggi (anzi "a circa due mesi fa") e che sono stati "scovati", uno per uno, da due collaboratori ("peggio dei cacciatori di teste del Borneo") tra le memorie del computer, le riviste ciclostilate, le antologie e i quotidiani locali. Da queste l'autore ha tolto tutto ciò in cui non si riconosceva più e ha "montato il meglio": 53 racconti che alternano sapori e temi. I sapori, ad esempio, dei Garganelli al ragù della Linina, che ci ricordano come la cucina tradizionale emiliana e romagnola sia attentissima anche ai più piccoli particolari, rischiando alle volte di far sorridere chi non è abituato alla sacralità delle sue ricette. E i temi, come quello della morte e della colpa, del dolore e della gioia, dell'amicizia e dell'odio. Una sorta di ininterrotta danse macabre, "in una a volte selvaggia cavalcata diabolica, in una vorticosa confusione di identità dove alla fine, lo specchio sembra rimandarci l'immagine distorta, ma lucidissima dei nostri desideri, e delle nostre illusioni".


Le prime frasi del libro:

Introduzione

A volte capita che l'idea che hai in testa, la storia a cui stai pensando da un po' e che è arrivata al punto che se non la scriviti intossica come un veleno e ti fa male, finalmente esca, prenda corpo, e si fermi quasi subito, sviluppata armonicamente in tutte le sue parti e bella, ma non come un albero, piuttosto come un bonsai. Capita a volte che il respiro della storia che racconti sia breve, intenso, ritmato ed efficace, giusto come deve essere, ma non come nella maratona, piuttosto come nei cento metri piani, e che personaggi, azioni, dialoghi, descrizioni, concetti, emozioni, stile, abbiano più senso se espressi con la sintesi e la concentrazione del racconto.
Ci sono scrittori che fanno solo questo, che scrivono soltanto racconti, perché quella è la loro dimensione, ed è una dimensione bellissima, pensate a Raymond Carver. Ci sono altri scrittori che invece sono scrittori di romanzi, ma ogni tanto, quando capita, quando viene, scrivono racconti.
Io appartengo a questa razza, quella dei romanzieri. Però ogni tanto succede che invece di una foresta, o anche soltanto di un albero, la storia che sto scrivendo diventi un bonsai. A volte succede semplicemente perché è giusto che sia cosi, e a volte lo faccio apposta, perché voglio sperimentare un'idea, una tecnica o uno stile, e mi sembra venga meglio con un racconto, che si può osservare da vicino con un unico colpo d'occhio, come una miniatura. Non è che sia più facile che con un romanzo, non è neanche più breve, dal punto di vista dello sforzo narrativo. Proprio perché le cose sono tutte li, allo scoperto e vicinissime una all'altra, non ti puoi permettere bluff o distrazioni. Bisogna scolpire e rifinire ogni parola, cercarla bene, centellinarla, bisogna far risaltare subito tutti gli elementi della storia, subito, perché il tempo è poco, ma allo stesso tempo si può provare a giocare con una struttura inusuale, con uno stile più sperimentale, ragionevolmente certi che difficilmente finiranno per stancare. E si possono utilizzare al massimo livello di impatto gli strumenti dell'ironia e della suspense, come un colpo rapido e violento, che arriva all'improvviso, e anche concentrare un messaggio e un'intenzione, che salteranno fuori subito, evidenti e quasi nudi, con minori mediazioni che nello spazio diluito di un romanzo.
Spesso succede che i racconti vengano chiesti. Giornali, riviste, editori, associazioni, perfino enti locali e ditte farmaceutiche. Un amico scrittore sta curando un'antologia a tema, qualunque tema, dal rapporto col cellulare all'horror sovrannaturale al Capodanno, e chiede un racconto. Una rivista vuole testimoniare l'esistenza di un movimento letterario, o semplicemente di un gruppo o una tendenza, e chiede un racconto. Un giornale vuole stampare un inserto estivo e chiede un racconto da leggersi sotto l'ombrellone. Una scuola ha bandito un concorso tra gli studenti e vorrebbe un racconto da mettere in testa agli altri perché cosi è più facile trovare i soldi per la pubblicazione. Molte volte sono richieste ben precise, sul numero delle pagine e sulle battute, sul tema, sulle limitazioni, soprattutto, che ogni tanto sfiorano l'assurdo. Un racconto per la rivista di una compagnia aerea, di quelle che si trovano in aeroporto, che sia un noir ma che non comunichi tensione ai passeggeri, non parli di bombe sugli aerei, dirottamenti, omicidi nei terminal, neanche ritardi nei voli o bagagli persi.
A volte non è possibile, e allora, per quanto affascinante sia il confronto con un limite da aggirare, bisogna dire di no. Altre volte non viene proprio in mente niente, e anche allora bisognerebbe dire di no, perché per quanto qualunque autore con un po' di tecnica e un minimo di fantasia potrebbe scrivere qualunque cosa, non verrà mai fuori un granché.
A volte, invece, funziona, e allora non si tratta più di una richiesta, ma di una suggestione, uno stimolo a battere una strada nuova, a indirizzare il pensiero in un posto che non conosci ma che sai che esiste, come se qualcuno ti avesse suggerito una scorciatoia e presala avessi scoperto che porta a un'altra strada, che finisce in una piazza, sconosciuta e bellissima.
Alla fine, nonostante sia uno scrittore di romanzi, di racconti ne ho scritti tanti anch'io. Cercando di metterli assieme tutti ne sono saltati fuori centododici, e qualcun altro ancora ce ne sarà, nascosto da qualche parte. Di questi, alcuni non mi dicevano pli nulla o erano troppo legati all'occasione per cui erano stati scritti. Alcuni sono diventati romanzi, come Almost Blue, e altri ancora, come certi racconti di ambientazione coloniale, lo diventeranno presto, almeno spero.
Gli altri sono qui. In tutti ho cercato di fare l'unica cosa che uno scrittore, di romanzi o racconti che sia, deve fare quando scrive: raccontare una storia che gli piace nel miglior modo possibile e con le parole più belle che sa. Se ci sono riuscito non lo so. Però ci ho provato.

Recensioni dei clienti

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    Kampax

    13/09/2010 14.26.53

    Belli i racconti, geniali ed intriganti. Ognuno diverso e particolare. Tutti con un argomento od ispirazione differente.

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    Elio

    07/11/2009 19.20.53

    Sarà,ma fino ad ora è l'unica cosa che ho letto di Lucarelli e non mi è assolutamente dispiaciuta. Alcuni racconti sono veramente suggestivi,il primo gia ne è un esempio,(altri ma sono pochi)sono relativamente deboli. Comunque è stata una sorpresa positiva.

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    zampa

    28/10/2007 20.00.18

    Solo per capire due cose: 1) in Blue Suede shoes" i jeans di Marlon Brando in "Gioventù bruciata" sono una svista o una provocazione? 2)in Omissis 25 Romeo che dice "Dio bono" è un capitano o un commissario? Continuo a rileggere i racconti.Sono eccitanti, maliziosi, violenti, efficaci, a volte troppo brevi per arrivare all'orgasmo (si fa per dire). Zampa

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    guen

    03/02/2007 03.49.14

    Comeogni cosa che scrive, anche Autosole l'ho trovato splendido! Il mio unico cruccio, pero', e' non riuscire a parlare con lui! Potete aiutarmi? Ve ne sarei immensamente grata!

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    Gianluca

    24/11/2006 18.40.05

    Dopo Almost blue, Lupo mannaro, Un giorno dopo l'altro mi sarei aspettato di meglio. E' vero anche che ormai anche i migliori vengono trasformati dal successo ed è possibile che in questo caso si sia voluto raccogliere qualche storia qua e la per comporre un'edizione volta al rispetto di qualche scadenza contrattuale.

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    salvatore tucci

    18/07/2006 13.29.49

    Lucarelli ha fatto di meglio e può sicuramente fare meglio. Dovrebbe continuare con i suoi personaggi "classici" e smetterla con questi fondi di barile. Basta fare il consulente, il giornalista, il collaboratore .... Lucarelli torna a scrivere di Coliandro & C.

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    isla

    28/06/2006 16.12.42

    Raccontini-ini-ini.

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    Vally

    22/09/2005 18.14.19

    Purtroppo mi aspettavo molto di +...lo ammiro molto come personaggio televisivo,ma questo è stato il suo unico libro che ho letto,mi ha deluso molto. E'vero che sono tanti racconti non collegati tra loro ed è difficile esprimere un giudizio totale,ma ad essere sincera,sono davvero pochi i racconti che mi sono piaciuti(tanto da non lasciarli li a metà)

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    Simon

    16/05/2005 15.41.20

    Io semplicemente credo che questo libro avrebbe dovuto avere 150 pagine in meno per riuscire bene. Alcuni racconti mi sono piaciuti perchè mi hanno spiazzato e mi hanno tenuto in tensione come il buon vecchio Carlo sa fare ma....Che dire di altri...Da non credere. Ce ne sono alcuni che proprio non era il caso di pubblicare. Non voglio stare ad elencarli ma leggendo roba come "la notte in cui mio nonno si trasformò in lupo mannaro" mi sono sentito preso in giro e mi son detto: adesso pubblico il mio diario di quando andavo alle medie che è ben più suggestivo. Mah, riuscito a metà.

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    MARINO

    26/09/2004 10.00.48

    E' proprio quello dei brevi racconti il Lucarelli che preferisco e che reputo migliore. Trame originali si alternano ad altre più banali ma nel complesso risulta un ottimo libro, utile per conoscere questo scrittore che comunque riesce a dare il meglio di se stesso nel "giornalismo dei misteri"...

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    gecogeco

    29/08/2004 13.59.21

    una noia pazzesca.Che delusione!

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    monica

    26/08/2004 15.34.10

    Ho letto molti libri di Lucarelli, mi piacciono il suo stile e la sua originalità. Questo è un libro che si lascia leggere rapidamente. I racconti sono molto diversi l'uno dall'altro, ma quelli veramente avvincenti e di buona qualità sono pochi.I libri suoi più belli restano finora "l'isola dell'angelo caduto" e IN PRIMIS "almost blu".

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    Amelia

    26/07/2004 08.17.41

    Lucarelli scrive benissimo. I racconti mi sono piaciuti molto. Vorresti leggerli in fretta per vedere come vanno a finire e nello stesso tempo non vorresti che finissero mai. Non condivido i giudizi negativi. Comunque il libro di Lucarelli che preferisco resta L'Isola dell'Angelo Caduto. Complimenti Lucarelli!

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    Borgo79

    22/01/2004 14.10.04

    Questo libro è una raccolta di racconti,molto disomogenei fra loro,e per questo la valutazione risulta difficile:alcuni racconti sono belli perchè originali,altri per le atmosfere che riproducono,alcuni però si ripetono e leggendoli c'è quasi la sensazione di averli già letti prima.Alcuni,anche se pochi,non sono niente di speciale.Nel complesso direi che non è un libro memorabile,di certo non il migliore di lucarelli,ma che è comunque abbastanza godibile.

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    Belfagor

    21/11/2003 13.02.34

    Quando non si è più una persona, ma una firma si può fare quello che si vuole. Dunque si può stampare quello che si ha tra le mani, nella certezza tutta borghese che la firma coprirà le magagne della persona. Peccato, però, che i lettori siano persone e non firme e dei funambolismi di marketing delle firme sappiano farne volentieri a meno. Morale: magari stampiamo più spesso libri di persone e non di firme.

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    lieve

    16/11/2003 23.26.08

    Tutti gli altri romanzi precedenti mi avevano ben impressionato questa raccolta di racconti mi ha completamente "smorzato". Incapace di superare le prime 50 pagine ho abbandonato..e più di una persona mi ha confermato che la prima parte era molto meglio della seconda..

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    Marcos

    10/11/2003 15.57.12

    Io avrei aspettato almeno altri 10 anni prima di pubblicare i miei scarti.

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    brigidino

    05/11/2003 19.31.01

    questo the best of di racconti è un caso esemplare su quanto la televisione influenzi la carta stampata... femomeno deleterio e incontrovertibile, al Lucarelli è bastato intraprendere una fortunata trasmissione televisiva per vedersi stampato, vivo e vegeto, un libro "commemorativo"...

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    Maurizio

    18/10/2003 17.33.50

    Che delusione non c'è verso di finirlo. Un libro così brutto è un pezzo che non leggevo. Mi dispiace perchè ero un suo fan ma non aspetterò il prossimo

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    Salvatore

    08/10/2003 12.31.31

    Lucarelli è un gande scrittore, e questo è un gran bel libro, belli i racconti, leggeri, concisi e ben descritti nei minimi dettagli solo come Lucarelli sa fare. Si conferma uno dei più bravi scrittori Italiani...

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