Anno edizione: 2012
In commercio dal: 1 gennaio 2012
Pagine: 125 p., Brossura
  • EAN: 9788897139263
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Descrizione
Roberto si trasferisce a Bologna per lavoro. Ad aspettarlo c'è Francesca, amica d'infanzia, che lo aiuterà a risollevarsi da un passato torbido e doloroso con lo scambio di una dolce "promessa". Una cronaca di eventi si incastra fino a diventare la denuncia sociale del giovane: dalla solitudine e l'abbandono di un'infanzia negata a un'adolescenza traumatica; dalla relazione incompiuta con sua madre, e contorta con le suore "sconsacrate" del collegio, a quella devastante con la nonna psicopatica che l'ha sottoposto a inconfessabili "giochi". Dopo il distacco dalle sue radici, la morte del padre e il conseguimento di una laurea sofferta, Roberto si trova da solo di fronte alle difficoltà e attraversa una crisi di identità, che lo spinge a verificare la sua identità sessuale. Sentendosi smodatamente attratto dal suo migliore amico, Andrea, con quest'ultimo vivrà una storia disordinata e spiacevole. Attraverso gli occhi del protagonista scorrono le vicende di un gruppo di liceali: i drammi futili, le piccole vittorie, le ipocrisie, i compromessi, i "sogni bucati" quando ci si è resi conto di essere diventati grandi.

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    Pietro Salierno

    04/12/2012 21:29:12

    Il libro si potrebbe definire sostanzialmente un diario, qui i dialoghi infatti sono pochi e scarni, il diario del protagonista che parte dai ricordi della sua infanzia, passando per la sua giovinezza, gli anni successivi al liceo, la storia di un'amicizia che si trasforma in amore, un amore di quelli che lasciano dolore e tormenti, un amore malsano e pieno di sensi di colpa. L'omosessualità del protagonista ci viene svelata poco a poco, partendo dalle sue traumatiche esperienze infantili, che probabilmente lo hanno segnato, fino al suo rapporto conflittuale con il suo migliore amico / amante. Infine troverà, proprio scrivendo questo diario, e dopo aver fatto un bilancio sostanzialmente fallimentare dei suoi anni vissuti in maniera mai compiuta ("...e io avevo un mostro dentro che voleva uscire dalla gabbia..."), la forza e la voglia di riprendersi la sua vita ("...la voglia di crederci ancora, il realizzarsi di un desiderio..."). La prosa di Rossella Luongo, dopo i suoi primi racconti, è diventata ormai matura, arricchita dall'uso di un linguaggio che nasce e si sviluppa dall'humus elettivo dell'autrice, la poesia. Il giudizio è molto positivo, considerata anche la difficoltà oggettiva di riuscire a calarsi nella psicologia di un uomo, oltretutto omosessuale. Ma forse, a pensarci bene, solo la sensibilità tipicamente femminile poteva riuscirci, senza apparire una forzatura. Qualcosa, comunque, non mi convince del tutto: ad esempio, il continuo spostarsi avanti e indietro nel tempo, può dare un senso di disorientamento. Dopo aver letto un libro talvolta mi capita di cercare involontariamente paragoni con altri romanzi, stavolta però il giochino non mi è riuscito, qualcosa mi dice che è un buon segno.

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