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È lecito mentire?
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È lecito mentire? - Immanuel Kant,Benjamin Constant - copertina
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Descrizione

Nel 1796, Benjamin Constant, amico di Madame de Staël, entrato in politica e attento lettore di Kant, polemizza col carattere incondizionato del dovere posto dal filosofo di Königsberg. Il quale, venuto a conoscenza della critica mossagli dallo scrittore francese, gli risponde l'anno seguente con un opuscolo, "Su un preteso diritto di mentire per amore dell'umanità". Nacque in tal modo la celebre controversia, i cui testi sono raccolti in questo volume.
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Dettagli

2009
4 febbraio 2009
72 p., Brossura
9788877684738

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Michele Lucivero
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Il dialogo immaginario tra Kant e Constant ci restituisce uno dei più interessanti dibattiti etici della storia dell’umanità. La menzogna a fin di bene si presenta in tutta la sua drammaticità già nella Bibbia, poi l’affronta Agostino, per arrivare in qualche modo a toccare l’illuminismo moderno e proseguire oltre, fino al decalogo 8 di Kieslowski. Se Kant la rifiutata categoricamente, perché renderebbe impossibile la fondazione della società e afferma che “Dire la verità è un dovere assoluto”, per Constant è vero il contrario, cioè che dire sempre la verità minerebbe alla base qualsiasi consorzio umano e propone che il dovere alla verità è tale solo nei confronti di chi ne ha diritto. Con ciò, tuttavia, non risulta ancora sciolto il problema della possibilità dal soggetto di percepire effettivamente la verità e quello, riguardante sempre il soggetto nella ineludibile dimensione interpersonale, di potere e riuscire a dire la verità. I due illuministi sono ancora alle prese con una Veritas ed un Verbum e quindi in grado di fondare solo un’etica dei principi, una deontologia; occorre, invece, un’etica della responsabilità che, attraverso gli strumenti della filosofia analitica e della decostruzione postmoderna, consideri la narrazione come attestazione del soggetto, al di là del vero e del falso.

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Immanuel Kant

1724, Königsberg

Filosofo tedesco. Fu uno dei pensatori più influenti dell’epoca moderna. La sua opera più importante è Storia universale della natura e teoria del cielo (1755), nella quale avanzò l’ipotesi della formazione dell’universo da una nebulosa in moto rotatorio. Nella Fondazione della metafisica dei costumi (1785) e nella Critica della ragion pratica (1788) Kant delineò un sistema etico nel quale alla ragione è attribuita l’autorità suprema in campo morale.Particolare rilievo, sia come sintesi dell’estetica settecentesca sia come fondamentale e articolata premessa agli sviluppi dell’estetica romantica e idealista, ha la terza, grande opera di Kant, la Critica del giudizio (1790). L’esigenza di ritrovare una...

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