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M. Rosa Nuvoletta

Editore: Fanucci
Anno edizione: 2009
Pagine: 220 p. , Brossura
  • EAN: 9788834715475

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    laura caputo

    13/02/2014 21.06.38

    Legami d'Amore è il romanzo d'esordio di M. R. Nuvoletta, ma nessuno se ne accorge, vuoi per l'asciutta incisività del suo stile, vuoi per l'agile perizia con cui l'Autrice conduce la narrazione fino alla sua conclusione non certo scontata per chi non conosce profondamente il mondo che lei narra. Un romanzo, "Legami d'Amore", che ha il duplice scopo di farci partecipi di una storia che forse non è accaduta, ma che di sicuro avrebbe potuto accadere - vera in ogni sua parola, in ogni suo respiro-, e di porci davanti a un dilemma al quale è difficile rispondere: quale comportamento la società ha il diritto di chiedere al figlio di un boss? Quale invece la pietas filiale? Legami d'Amore è la storia lacerante dei figli di uno dei tanti capifamiglia del sistema, ragazzi che hanno acquisito una nuova diversa libera sensibilità che li rende estranei al loro sangue e contrapposti al loro stesso padre, che amano e che odiano senza riuscire a essere come lui li vorrebbe. Uomini di un altro mondo, che sembrano piovuti per errore nel seno della camorra e che sono forse semi di un futuro migliore. Questo romanzo è anche la puntigliosa descrizione di un mondo di rapporti dall'apparenza amichevole e cordiale che in realtà sono - devono essere - complici e integralmente fedeli alla filosofia camorrista fin nell'intimo della famiglia carnale. Anche il padre di quei figli "diversi" è dunque confrontato alla medesima scelta: i figli o la Grande Mamma, come nel secolo scorso era chiamata la camorra. Malgrado la disperazione che ci coglie leggendolo, malgrado il grido che ne esce e al quale non siamo preparati a rispondere e che ci fa pensare che tutto è perduto, Legami d'Amore è un romanzo di speranza nel domani e di fede nell'Uomo.

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    ant

    31/01/2010 22.52.01

    Bel libro scorrevole e intenso come storia. Quello che mi è piaciuto di più di questo testo, è stata la descrizione dei contrasti di sensazioni che provano le persone innamorate di un posto o di un luogo, che si devono scontrare con la dura realtà spesso non quella immaginata. La storia si svolge tra Firenze e Napoli, ad essere protagonisti sono fondamentalmente un fratello e una sorella che si rendono conto di non essere proprio in sintonia coi pensieri della famiglia e sopratutto del padre. "Non essere in sintonia" è un eufemismo, a un certo punto si odiano proprio e qui c'è la bravura della scrittrice nel descrivere e far partecipare il lettore a queste traversie ,che non sono solo familiari e comportamentali, ma sopratutto di mentalità tra il modo di vivere a Napoli e a Firenze. Nella trama c'è anche il giallo, perchè la scrittrice riesce ad essere brava a costruire anche storie di vendetta e di risentimento cruento. Belle le descrizioni delle riunioni familiari e di tutti gli aneddoti relativi. Per concludere questa recensione, un brandello della lettera che il protagonista del libro, Vito,da esiliato perchè la camorra i gay non li tollera e testimone di un omicidio, indirizza a sua sorella: ..ho due problemi: non condivido quello che fa la mia famiglia, al punto di desiderare di essere orfano..e sono un "diverso". Questi 2 problemi generano in me un conflitto che non riesco a spiegare, perchè troppo intimo e profondo. Io ho gli indizi e ho le prove, ma quel conflitto, di cui non so parlare, mi dilania perchè chiama in causa la mia vita e quella di molte persone che hanno anche il mio stesso sangue e che, nonostante tutto,..amo. Si! Li amo! Ma li odio, anche. E li maledico. E so di essere condannato dalla mia diversità"...

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    achille

    10/01/2010 09.50.11

    Letto in un solo pomeriggio di pioggia, sfondo ideale per questo libro! Storia piu' che realistica, scrittura scorrevole.mi è piaciuto

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    ma

    23/11/2009 22.03.04

    Libro molto forte, duro e doloroso.E' un'altra prospettiva rispetto a quelle conosciute come il libro di Gomorra. E' la devastazione e la violenza di quel mondo visto dall'interno, una prospettiva, ancora più devastante. Penetra sottilmente dolorosa la consapevolezza che non si appartiene ad alcun mondo, anche se ci si sforza di aderire a principi e ideali. Sono proprio quei legami di sangue cui non si può sfuggire, perchè comunque fanno parte di sè a renderlo, forse, dice l'autrice,impossibile. Questa è la dolorosa consapevolezza che rende i personaggi tragici, la protagonista come Antigone, divisa tra due mondi che tenta di inserire un pò di umana pietà in quei luoghi e in quelle anime piene di spietatezza. Questo credo sia il maggior pregio del libro, quello che lo rende diverso e che comunque lascia adito anche alla speranza, la speranza in questa Terra del Sud," nonostante tutto"

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