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Michael Eigen

Anno edizione: 2007
Pagine: 202 p.
  • EAN: 9788834015131
Giunto, come lui stesso segnala, alle soglie della vecchiaia, Eigen, psicoanalista didatta americano e prolifico autore, descrive in questo libro la sua attitudine analitica come una sempre più stabile acquisizione della capacità di stare con l'altro senza fare. Perché non fare? Perché il bisogno profondo di riparazione richiede un altro che si predisponga ad accogliere e tollerare dentro di sé per il tempo necessario il non pensabile, senza produrre, attraverso interpretazioni intempestive, evacuazioni al posto di nascite. Il tempo della gestazione non richiede interventi attivi, può esserne, anzi, disturbato. Compito dell'analista è sopravvivere o tornare vivo in mezzo ad attacchi, veleni, esplosioni, torpori. Certo, anche quel che viene detto, restituito, come direbbe Bion, in forma digerita, nutre la mente, ma secondo Eigen il nutrimento di base è altro. Si tratta di un passaggio osmotico che avviene nella relazione analitica che si protrae fino a quando il paziente non sia riparato quel tanto che basta per poter tollerare di stare con la propria e altrui inevitabile difettosità in legami che proprio perché difettosi sono veri e vivi. Qualcuno ha bisogno di essere ascoltato a lungo cercare minuziosamente la propria verità, documentare l'ingiustizia, esprimere la propria indignazione e protesta senza essere interrotto, contraddetto o interpretato; un altro ha invece bisogno di arrivare a capire come la verità possa essere a servizio dell'odio, come l'attaccamento fanatico di suo padre alla verità sia servito a esaltare se stesso a spese degli altri. Viene un momento in cui si è in grado di vedere quando si è messi sotto senza essere sopraffatti dall'odio o dalla depressione, un momento in cui una risata interna vera, dopo che si è vista la verità, spariglia le carte, rompe la ripetitività del gioco di morte. La terapia dà alle persone il tempo e lo spazio per osservare l'omicidio e il suicidio continuo di parti di sé che avviene nel corso della vita. La strada di Eigen è complessa, l'esperienza analitica lunga e articolata si inscrive in una vita ricca di esperienze e pratiche che hanno contribuito a fare di lui quello che è, strumento del suo lavoro in una partnership accogliente, curiosa e gioiosa. L'esperienza personale, compiuta dopo i quarant'anni, che segnala come la più strabiliante, è la sua vita familiare. Anna Viacava