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Less - Andrew Sean Greer - copertina

Less

Andrew Sean Greer

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Traduttore: Elena Dal Pra
Editore: La nave di Teseo
Collana: Oceani
Anno edizione: 2017
Pagine: 292 p., Brossura
  • EAN: 9788893442787
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Vincitore del Premio Pulitzer 2018 per la narrativa.

Dall’autore di Le confessioni di Max Tivoli e Storia di un matrimonio, una commedia romantica, una satira sul tipico occidentale all’estero, una riflessione sul tempo e sul cuore dell’uomo.

«Un libro generoso, musicale nella prosa e ampio in struttura e portata, sul diventare grandi e sulla natura essenziale dell'amore.» - giuria del Premio Pulitzer

«Less è un libro comico che affronta questioni di vita e di morte. È molto, molto bello.» - Michael Cunningham, La Lettura - Corriere della Sera

Problema: sei uno scrittore fallito sulla soglia dei cinquant’anni. Il tuo ex fidanzato, cui sei stato legato per nove anni, sta per sposare un altro. Non puoi andare al suo matrimonio, sarebbe troppo strano, e non puoi rifiutare, sembrerebbe una sconfitta. Sulla tua scrivania intanto languono una serie di improbabili inviti da festival ed editori di tutto il mondo. Domanda: come puoi risolvere entrambi i problemi? Soluzione: accetti tutti gli inviti, se sei Arthur Less. Inizia così una specie di folle e fantasioso giro del mondo in 80 giorni che porterà Less in Messico, Francia, Germania, Italia, Marocco, India e Giappone, riuscendo a frapporre migliaia di chilometri tra lui e i problemi che si rifiuta di affrontare. Cosa potrebbe andare storto? Tanto per cominciare, Arthur rischierà di innamorarsi a Parigi e di morire a Berlino, sfuggirà per un pelo a una tempesta di sabbia in Marocco e arriverà in Giappone troppo tardi per la fioritura dei ciliegi. In un giorno e in un luogo imprecisati, Less compirà i fatidici cinquant’anni: questa seconda fase della vita gli arriverà addosso come un missile, trascinando con sé il suo primo amore e anche l’ultimo.
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    luciano

    04/08/2020 09:30:59

    Arthur Less, che sta per festeggiare il suo cinquantesimo compleanno, è uno scrittore gay che ha visto rifiutare dalla casa editrice il suo ultimo romanzo. Da nove anni convive con Federico (Freddy). Quando si erano conosciuti Arthur aveva una quarantina d'anni e Freddy venticinque. Poi un giorno d'autunno era finita. Freddy gli aveva annunciato che si vedeva con uno che "voleva che lui fosse monogamo"; lui gli aveva promesso di esserlo. "Poi qualche mese dopo, ecco nella posta di Less l'invito alle nozze: Federico Pelu e Thomas Dennis annunciano il loro matrimonio". Less per sfuggire a quelle nozze decide di fare uno sgangherato giro del mondo, che lo porterà a New York, a Città del Messico, a Torino, a Berlino, in Marocco, in India e in Giappone. Il romanzo è il racconto di questo viaggio, che ci permette di approfondire la conoscenza di Less ma anche di affezionarci a questo eterno fanciullo, che mal digerisce di essere arrivato alla soglia dei cinquantanni. Sulla copertina del libro è raffigurato Less con un completo blu, che aveva acquistato in un negozio Ho Chi Minh. Less lo aveva scelto perché era un blu "squillante", un punto di colore "tra l'oltremare e i sali di cianuro, tra Vishnu e Ammone, tra Israele e la Grecia, tra il logo della Pepsi e quello della Ford". Quell'abito gli stava bene, e con quello addosso Less si sente se stesso. Senza quell'abito Arthur Less non esiste. Quando lo perderà in India gli dispiacerà molto.

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    Giovanna

    17/05/2020 11:44:16

    Da premesse perfette, derivate da una combinazione tanto pazzesca, non mi sarei aspettata una delusione così cocente. Il peggior romanzo di Greer. Il libro si presentava con la sua trama tragicomica, un personaggio che nulla aveva a che vedere con i precedenti già presentati al pubblico. La trama non regge, diventa seccante, noiosa e pone il lettore in condizioni di doversi arrendere almeno ad un miglioramento e non più al capolavoro. Il finale è scontatissimo, non vi è nemmeno crescita personale del protagonista. La penna di Greer sembra voler accontentare le mode, sembra essere diventata grezza, fin troppo semplice. Una delusione che nemmeno quei momenti che si promettevano comici potevano bilanciare il disastro, perchè per me di questo si tratta. Se volevate qualcosa che fosse in linea con "Le confessioni di Max Tivoli" e "La storia del mio matrimonio", fermatevi. II libro non offre nulla pur essendo un premio Pulitzer.

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    Anna

    01/10/2019 07:44:29

    Delusione. Dalla trama e dalla fiducia che ripongo nei premi Pulitzer mi aspettavo decisamente di più. Non è una bocciatura completa, è romanzo discreto, una storia tragicomica sul consapevole disagio di noi introversi quando dobbiamo avere a che fare col mondo, abbinato all'abbattimento che si può avvertire quando ad un certo punto della vita ci si rende conto di non aver combinato poi molto. Si riesce a provare sufficiente empatia con il protagonista e lo si segue piacevolmente nei suoi viaggi. È abbastanza divertente, abbastanza tenero, abbastanza nostalgico, la scrittura è fresca e scorrevole... Ma non mi è bastato. Leggevo e pensavo: "Questo stesso premio l'ha vinto Pastorale Americana! Il Cardellino! Middlesex!" ( giusto per citarne alcuni fra i miei preferiti )... E mi spiace ma siamo proprio su un altro pianeta. Ripeto: non lo boccio, ma per i miei gusti è un po’ troppo all’acqua di rose. Insomma, non aspettatevi il romanzo sconvolgi-vita. Mi ha ricordato un po' Hornby in versione americana ( però Hornby è meglio ).

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    G.S

    25/06/2019 22:15:15

    Premetto che ho acquistato questo libro con la curiosità di scoprire questo autore vincitore del premio Pulitzer ma ahimè non mi ha preso sin dalle prime pagine. Forse sarà un mio limite da lettrice ma i salti temporali li ho trovati poco collegati e ho fatto fatica a seguire la narrazione di questo protagonista. Proverò a leggere altri romanzi dell autore per ricredermi, pur ammettendo che questo premio non si dà al primo che capita..ma per ora sono rimasta un po’ delusa!

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    VittorioC

    23/01/2019 08:52:43

    Il miglior Pulitzer dai tempi di Chabon.

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    Antonella

    20/01/2019 16:48:24

    O my che libro. Bellezza e amore. Nella vita conta solo la bellezza e l'amore.

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    Nora

    27/11/2018 07:40:27

    Il libro è effettivamente lento e inizialmente lascia spaesati, ma a mano a mano che si va avanti con la lettura tutti i pezzi combaciano. È proprio il protagonista Arthur Less a essere così, e la scrittura lo inquadra meglio di ogni descrizione. Nella sua pacatezza Less fa sì pensare all'età che avanza, ma anche alle paure, alle occasioni perdute, alle persone che sono state importanti nella vita, agli amori. Ho trovato affascinante che Less venga definito dalla sua cerchia di amici e conoscenti un gay «sbagliato», tanto da venire boicottato nella sua attività di scrittore che non viene recensito dai giornali della comunità. Sottile anche la scelta del cognome: Arthur si sente sempre «meno» degli altri, non adeguato, disarmato di fronte alle avversità, eppure si scopre che con la sua «innocenza» ha lasciato un segno in tutte le persone che ha conosciuto.

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    Alberta

    19/10/2018 12:59:56

    Perché tante recensioni negative? La scrittura è interessante, la storia intelligente, la trama originale. La giuria del Premio Pulitzer non è certo fatta di incompetenti... e i vincitori sono sempre una certezza, come per il Man Booker Prize o il Cervantes.

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    Giancarlo

    18/10/2018 21:16:40

    Ho tirato fino a “Less in Germania” (metà libro) poi mi sono arreso. Romanzo a mio giudizio inconsistente, noioso, ripetitivo, inutile. Soldi buttati via. Se poi penso che ha vinto il Pulitzer nell’anno in cui è stato pubblicato 4321 di Auster.. be non aggiungo altro. Non compratelo!

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    Michela

    11/10/2018 07:28:59

    Preciso che di rado abbandono un romanzo a metà, perché mi sembra un tradimento, perché amo dare sempre una possibilità anche al libro meno promettente. Ma questo è insignificante. Inutile. Noioso. Vuoto. Non l'ho finito.

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    M. C.

    25/08/2018 10:28:12

    Trama inconsistente. Descrizioni create in stile elenco della spesa. Per niente coinvolgente.

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    evandro

    22/08/2018 08:18:56

    noioso.

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    Agata

    18/07/2018 05:57:03

    Lettura scorevole e incalzante. Certamente non un capolavoro. Adelphi si è lasciata scappare la pubblicazione di questo romanzo di Greer (del quale ha pubblicato i romanzi precedenti) perdendosi un Premio Pulitzer certamente atipico. Primo romanzo che leggo delle edizioni "La nave di Teseo": 3 errori riscontrati tra le pagine del libro per me sono già troppi! Che gli editor corrano ai ripari!

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    simone

    06/07/2018 16:13:44

    Bello! Consigliato a chi cerca un romanzo che diverta in modo intelligente. Mai scontato, a tratti malinconico, affronta con caustica ironia il tema del tempo che scorre e dei bilanci che, inevitabilmente, ognuno di noi si trova ad affrontare quando un compleanno "importante" si avvicina.

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    n.d.

    16/05/2018 13:10:49

    Bel libro, sia per quanto riguarda la storia del protagonista, sia per il viaggio che intraprende!

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    massimo r.

    11/05/2018 20:09:34

    Less ha nel nome un programma, ma ispira simpatia proprio perché inadeguato, imbranato e un po’ sfigato. Non è facile descrivere le pene esistenziali e sentimentali con lieve ironia e accenti di vera comicità, ma Greer ci riesce e il finale è all’ altezza, anche se non imprevedibile.

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    daniela favaro

    24/04/2018 17:02:11

    Mi spiace, ma Less di Greer non è piaciuto per niente. Non basta avere fluidità espressiva, bisognerebbe anche avere una "consistenza" personale da esprimere.

Vedi tutte le 17 recensioni cliente
  • Andrew Sean Greer Cover

    Figlio di due scienziati ha studiato con Robert Coover e Edmund White alla Brown University. Ha fatto molti lavori a New York: autista, tecnico di teatro, scrittore per la televisione e scrittore senza molto successo. In seguito si è trasferito a Missoula, Montana. In seguito ha vissuto a Seattle e poi a San Francisco dove ha cominciato a scrivere per riviste come Esquire, Paris Review e Story, prima di pubblicare la sua prima raccolta di racconti: How It Was for Me". Il suo primo romanzo: The Path of Minor Planets è stato pubblicato nel 2001 e il suo secondo: La confessione di Max Tivoli nel 2004. John Updike ha paragonato la sua opera a Proust e Nabokov sul New Yorker. Approfondisci
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