Lettera al padre

Franz Kafka

Traduttore: C. Groff
Editore: Feltrinelli
Edizione: 22
Anno edizione: 2013
Formato: Tascabile
In commercio dal: 05/06/2013
Pagine: 95 p., Brossura
  • EAN: 9788807900310
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    Cristiano Cant

    30/08/2015 12:54:57

    "Questo è solo il giorno sul calendario, quello che conta per le carte, le pratiche, il dopo che si deve riavviare. Ma prova a stritolare negli attimi questi trentuno Agosti, questa cenere intatta che abita le mie tasche; troverai ciò che sei e ciò che sono come in una fragranza senza domani, l'insuperabile, la fonte che diventa destino sotto le croci di un'assenza che spezza. Le tue sorprese, la tua andatura, la tua voce, mi segnano adesso come in un'unica linea oltre le date, oltre gli aggiustamenti del ricordo, simili a vestiti perfetti già alla prima prova. Devo farmi radice per toccare quelle antiche corse, quei cieli perforati di sorriso, le strade verso la scuola; è lì che la lacrima sente in sè una metà di gioia e una metà di pena, è lì che si tocca l'abbraccio spezzato di una discendenza. Forse ti sei assentato per fumare, ma ti lascio qui questa lettera, in questo libro di Kafka, confessione di rara grandezza, vertice di sincerità e di abbandono. Vuoi sapere una cosa? Spero ti faccia contento; c'è anche nella mia vita una K, una donna che certo non merito e a cui posso solo dare amore, ammesso che basti. Un cuore di delicatissima follia che scava nel mio animo la prova della fedeltà raggiunta, il sorriso che calma e che distende, la rosa che sopporta la spina. Ma sei tu la mia cicatrice, il senno che striscia nelle lande ardue della più ingiusta esperienza che possa darsi, l'inaccettabile che lega mente e sensi ad orologi di illogica, a un umano che d'intero ha pochissimo, a venti che risospingono indietro. L'infanzia è la nostra firma, la causa e il sigillo di ciò che diventiamo, il favore di un astro e l'imprevisto di un addio. Padre amato, padre meraviglioso, ancora una volta ti stringo come se fossimo svegli e felici, come se le urla e i salti fossero sabbia che non brucia, come se l'alba che mi hai offerto fosse intatta materia nelle vene. Con amore".

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    Stefano Vaglio Laurin

    26/01/2014 12:15:15

    La lettera e' l' occasione creata dall' autore per trasferire sulla carta la propria delusione in merito all' infelice rapporto con il padre. Pagine che non arriveranno mai al destinatario , ma probabilmente a FK cio' poco importa sapendo che il testo non sarebbe servito a recuperare la relazione o ricostruirla in termini differenti. "Lettera al padre " rientra nel contesto emotivo di chi fa scorrere come un fiume in piena verso l'esterno i propri sentimenti e le proprie angosce, come se farli uscire dalla sorgente della propria interiorita' possa risultare liberatorio o alleviarne temporaneamente la consistenza.. In se' il libro, a tratti feroce ed a tratti debolmente giustificativo nei confronti del padre, pur rivelando una sofferenza assoluta di FK non riporta alcuna novita' tra quelle situazioni tipo che spesso ancora oggi devastano i rapporti tra padre e figlio. Momenti interminabili di incomunicabilita', incomprensioni mai risolte, affetti negati che assumono l'aspetto di crudelta' gratuite . La lettera e' anche pretesto per un'autoanalisi psicologica in cui FK ammette la propria inadeguatezza nell' affrontare le sfide e le opportunita' dell'esistenza quali il lavoro o il matrimonio. Un testo propedeutico ad altre opere dello scrittore boemo, utile a meglio percepire l'atteggiamento di FK verso il resto del mondo. Con "Lettera al padre " ci abbeveriamo a piccoli sorsi dell'essenza kafkiana per poi godere del suo retrogusto nella lettura successiva di opere quali "il Processo " ove il suo pensiero viene espresso con maggior energia letteraria .

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    GL

    08/06/2009 13:34:44

    Le profondità dei rapporti umani sono davvero insondabili. Questa lettera, che in apparenza vuole essere costruttiva e volta a chiarire le relazioni tra padre e figlio allo scopo di migliorarle, non ha in verità nulla di curativo nè di lenitivo. In qualche modo l'ispirazione kafkiana, il corpus esistenziale cui ha attinto per le sue opere, deve evidentemente quasi tutto al padre, alla sua asprezza e durezza verso i figli. La lettera rifugge dal rancore; tenta di raziocinare e non risparmia nemmeno sull'autocritica. Resta tuttavia un documento molto duro sulla genesi di una nevrosi che pure è, in qualche misura anch'essa terribile, la 'musa' dello scrittore. Questa lettera serve molto per provare a comprendere le opere di Kafka.

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    Gianni

    09/04/2005 12:07:12

    è un libro che ha tutto la forza di un grido rabbioso. Comunque la si pensi andrebbe letto!

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    Paolo Cordaro

    19/04/2004 03:11:01

    Monologo di Kafka, rivolto interamente al proprio padre, e caratterizzato da una mistura di sentimenti (odio, rabbia, amore, soggezione, rispetto,stima) che il buon Franz nutriva nei confronti di chi lo ha messo al mondo per poi educarlo, secondo il suo punto di vista, in modo inappropriato. Opera bellissima, da leggere tutta d'un fiato, come del resto avrebbe voluto lo stesso Kafka considerata la scarsa punteggiatura che contraddistingue il testo.

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