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La letteratura è la mia vendetta

Claudio Magris,Mario Vargas Llosa

Traduttore: B. Arpaia
Editore: Mondadori
Collana: Libellule
Anno edizione: 2012
Pagine: 69 p., Brossura
  • EAN: 9788804625353
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    alida airaghi

    07/01/2016 12.21.06

    Dialogano qui due giganti della letteratura mondiale, il primo con la lucida razionalità che ritroviamo nei suoi saggi, l'altro con una vena di più irruente vitalità. Si confrontano su temi che spaziano dalla politica alla società, dalla narrativa alla scienza. Convergono entrambi sulla necessità di affrontare con tutti i mezzi possibili la tragedia universale dell'immigrazione clandestina e del divario economico tra paesi ricchi e sottosviluppati, mantenendo nel contempo -senza chiusure preconcette verso l'esterno- la specificità culturale di ogni nazione. Si dimostrano in sintonia anche nello sguardo disincantato e deluso rivolto verso i mestieranti della politica, spesso corrotta e corruttrice, miope e disancorata dai problemi concreti della popolazione, e tuttavia necessaria, necessitante dell'impegno generoso e costruttivo di ogni cittadino del mondo. Ma ovviamente la parte più interessante del testo riguarda il rapporto che i due scrittori hanno con la letteratura, passione comune delle loro esistenze, a cui delegano la missione fondamentale di cambiare la realtà e l'animo umano. Così Magris può affermare che la letteratura è rivolta contro l'ordine imposto da ogni potere ottuso e antidemocratico, se stimola l'avventura della creazione, perché «le cose hanno una loro poesia non riducibile alla loro funzione e di questa poesia noi abbiamo bisogno». Gli fa eco Mario Vargas Llosa:«Siamo privi di riferimenti di fronte a quel caos che è la vita in cui siamo immersi, ed è per questo che esiste la cultura: per offrirci strumenti che ci consentano di dare alla nostra vita una coerenza che ci eviti di vagare nella confusione e nelle tenebre....Una società impregnata di letteratura è più difficile da manipolare da parte del potere, è più difficile da sottomettere e da ingannare, perché quell'inquietudine con la quale torniamo nel mondo dopo esserci confrontati con una grande opera letteraria crea cittadini critici, indipendenti e più liberi».

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    Il libraio di Firenze

    09/12/2015 18.00.16

    In un breve ma serrato dialogo due dei più importanti intellettuali contemporanei, Claudio Magris e il nobel Mario Vargas Llosa, si confrontano sulla loro idea di letteratura e sul rapporto intimo e appassionato che li lega ad essa.

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