La letteratura nazista in America

Roberto Bolaño

Collana: La memoria
Anno edizione: 1998
In commercio dal: 25 settembre 1998
Pagine: 256 p.
  • EAN: 9788838914515
pagabile con 18App pagabile con Carta del Docente

Articolo acquistabile con 18App e Carta del Docente

Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:
Descrizione
Il libro raccoglie una serie di biografie di scrittori immaginari, ma presentati come fossero reali, al punto che - al termine del volume - figura una bibliografia in cui si rende conto degli estremi di tutte le opere attribuibili ai personaggi presentati. Si presenta quindi al lettore un ininterrotto susseguirsi di aristocratiche poetesse in viaggio attraverso la Germania hitleriana, di saggisti antisemiti che trascorrono la loro esistenza tra un manicomio e l'altro, di romanzieri intenti a compilare vibranti apologie del franchismo e via dicendo: il tutto raccontato con un tono impersonale ma con lo scopo di indurre al riso di fronte all'assurdità delle situazioni presentate.

€ 6,59

€ 7,75

Risparmi € 1,16 (15%)

Venduto e spedito da IBS

7 punti Premium

Attualmente non disponibile
Leggi qui l'informativa sulla privacy
Inserisci la tua email
ti avviseremo quando sarà disponibile
 
 
 

Recensioni dei clienti

Ordina per
  • User Icon

    gianni

    15/06/2010 09:41:01

    Bellissimo libro (l’ennesimo) di Bolano. Questo libro è un finto manuale di letteratura, in cui sono state inventate le biografie e le opere di una serie di scrittori immaginari. In apparenza potrebbe sembrare un libro noioso, ma vi assicuro che a leggerlo ci si diverte molto e la lettura risulta molto scorrevole. L’ultima biografia verrà poi ripresa da Bolano ed ampliata e costituirà l’argomento del romanzo “Stella distante”. Io non so’ dire esattamente cosa mi affascini della prosa di Bolano (la mia formazione non è letteraria) ma ogni suo libro mi colpisce in maniera particolare e me li porto tutti con me nel mio intimo. Forse l’unico modo che esiste per capire quello che si prova a leggere qualcosa di Bolano è leggerlo; per cui: LEGGETELO, questo o qualunque altro suo libro ma LEGGETELO. Mi risulta molto strano che sia un autore così poco conosciuto.

  • User Icon

    Roberto Magazzini

    16/04/2010 17:34:55

    Puo sembrare impossibile che un'opera così dichiaratamente falsa, ma filologicamente corretta (bibliografia, indice dai testi e degli autori ecc) risulti al fine, più vera del vero dal punto di vista dell'essenza della storia di quel continente. Per di più con racconti di vite mai noiosi, talvolta appassionanti. Una vera genialata di uno scrittore grande quanto sconosciuto (ai più).

  • User Icon

    Franco

    30/03/2008 15:24:36

    Opera geniale, borgesiana negli intenti, ma con una riuscita del tutto originale. L'autore ricrea, fa vivere dalla sua mente un'intera letteratura, strana, bislacca, ma pure, rabbrividendo, verosimile.

Scrivi una recensione


recensione di Riera Rehren, J., L'Indice 1998, n. 7

America" sta per "le Americhe", soprattutto America latina, e non si tratta, come si potrebbe dedurre dal titolo, di un saggio di critica letteraria. Non siamo neppure davanti a un romanzo vero e proprio, se vogliamo attenerci a una più o meno canonica divisione dei generi. Questo libro del cileno Roberto Bolaño credo possa provocare nel lettore europeo curiosità e inquietudine pari a quelle che si provano nella graduale scoperta di un continente sconosciuto. Si tratta di una finzione, certo, ma cosa c'è dietro la scelta narrativa di scrivere una raccolta di schede biografiche che in realtà è un romanzo che tuttavia calca stilisticamente i manuali di storia letteraria? Che scorcio di realtà si cela dietro questo mondo sinistro fatto di mirabolanti personaggi immaginari che si muovono fra la letteratura e il crimine, mescolati ai protagonisti veri della cultura latinoamericana?
La rappresentazione europea del paesaggio fisico e umano dell'America Latina è popolata da un'infinità di luoghi comuni, e una parte della letteratura che arriva da laggiù ha contribuito ad alimentare nel tempo un corpo immaginario immobile e piuttosto sterile. Uno dei pregi di "La letteratura nazista in America" è proprio quello di mettere in scena - in modo apparentemente neutro e distaccato - una schiera di personaggi e situazioni di solito assenti nella rappresentazione americana tradizionale e che ne sono invece parte assai significativa. Svelando uno dei filoni culturali e politici che più strettamente imparentano la vecchia Europa con il Nuovo Mondo, e cioè il pensiero e l'attività dell'estrema destra e i suoi legami sociali e criminali, Bolaño compie un esperimento squisitamente letterario in cui dimostra uno spassoso senso dell'ironia e grandi risorse d'invenzione e di comicità, ma allo stesso tempo porta l'attenzione su un universo fatto di tasselli più o meno conosciuti e integrati nella "società normale", sulle inesauribili diramazioni di una delle sorgenti più durature del pensiero dell'Occidente.
Attraverso le biografie di poeti e avventurieri reazionari, di rampolli genialoidi delle classi alte, di oscuri e stravaganti scrittori di provincia, di visionari futuristi legati all'internazionale nazi, di brillanti signore dei salotti intellettuali della grande borghesia che organizzano congiure anticomuniste, di poeti che diventano killer o viceversa, vengono descritti con minuzia opere e viaggi, amori e sventure passionali, successi e sconfitte letterarie. I protagonisti appaiono, capitolo per capitolo, ordinati per dinastie familiari, scuole di pensiero, aree geografiche: i mendiluce, gli eroi mobili, precursori e antilluministi, poeti maledetti, letterate e viaggiatrici, tedeschi alla fine del mondo, maghi mercenari e miserabili, poeti nordamericani, la fratellanza ariana, i favolosi fratelli Schiaffino... Di qualunque cosa scrivano, hanno un tratto in comune, la militanza politica o culturale filonazista o fascista con i deliri, le utopie, i massacri, i crimini che le sono propri. I precursori, avanguardisti e futuristi, agiscono nei primi decenni del secolo, gli odierni cultori di fantascienza muoiono verso il 2020. Tra gli uni e gli altri l'epoca d'oro delle dittature militari latinoamericane, con i loro cantori da strapazzo ispirati dalle idee del nazismo sconfitto in Europa.
Come si diceva, è questo un libro pieno di allusioni alla storia culturale latinoamericana, sia per i contatti che i personaggi necessariamente hanno con la società letteraria dei diversi paesi, sia perché essi stessi in alcuni casi permettono una lettura a chiave, un rimando a figure reali o a consuetudini tipiche del ceto intellettuale. Bolaño esclude i toni accusatori o giudicanti scegliendo il registro della catalogazione e una liberatoria distanza dai personaggi, per smascherarsi solo nell'ultimo capitolo in cui il narratore compare in prima persona sulle tracce del "poeta aereo", il militare torturatore cileno Ramírez Hoffman. Costui è un sordido personaggio, come altri nel libro, con un certo alone fascinoso dato dall'ambiguità dell'orrore, da indizi di un coinvolgimento in episodi veramente inconfessabili e, non ultimo, dalla vocazione poetica che muove i loro atti. "Le nuvole, come spilli o sigarette, erano grigiastre, poi rosee, infine di un rosso vermiglio. Credo di essere stato l'unico detenuto a guardarle. Lentamente, fra le nuvole, comparve un aereo. Un vecchio aereo (...) Quando passò sopra di noi fece lo stesso rumore di una lavatrice rotta. Poi alzò il muso, riprese quota e stava già volando sul centro di Concepción. E lì, a quell'altezza, cominciò a scrivere una poesia nel cielo. Lettere di fumo grigionero sul cielo azzurro e rosa che raggelavano gli occhi di chi le guardava. GIOVINEZZA... GIOVINEZZA, lessi. A quel punto l'aereo tornò verso di noi e poi virò di nuovo e scrisse dell'altro. Questa volta il verso fu molto più lungo e dovette richiedere al pilota molta perizia: IGITUR PERFECTI SUNT COELI ET TERRA ET OMNIS ORNATUS EORUM".
Bolaño, scrittore della generazione dell'esilio cileno, segnata dall'esperienza della repressione, sorride in latino. Traduce in segni nell'aria quella cultura autoritaria e quell'utopismo reazionario di origini europee che hanno interpretato il mondo americano come terra promessa per le loro visioni fondative basate sulla pulizia etnica e il ritorno alla purezza delle idee e del sangue. In questo libro si diverte anche - direi in un modo veramente sudamericano per la facilità a maneggiare la dimensione surreale - a comporre una galleria infinita di ritratti grotteschi e a prendere in giro la solennità dell'arte, che pure non disdegna di farsi attività criminale.
In appendice, un "Epilogo per mostri" elenca accuratamente autori, case editrici, libri, riviste che documentano le peripezie narrate. Un catalogo da non perdere.