Lettere ai reali di Spagna

Cristoforo Colombo

Curatore: V. Martinetto
Collana: La memoria
Edizione: 2
Anno edizione: 1991
In commercio dal: 14 febbraio 1991
Pagine: 152 p.
  • EAN: 9788838906763
pagabile con 18App pagabile con Carta del Docente

Articolo acquistabile con 18App e Carta del Docente

Approfitta delle promozioni attive su questo prodotto:

€ 4,39

€ 5,16

Risparmi € 0,77 (15%)

Venduto e spedito da IBS

4 punti Premium

Attualmente non disponibile Inserisci la tua email
ti avviseremo quando sarà disponibile
 
 
 


scheda di Del Sette, L., L'Indice 1991, n.10

Sellerio si è mosso con largo anticipo sulle celebrazioni per il quinto centenario delle scoperte colombiane pubblicando le "Lettere ai reali di Spagna" redatte da Colombo nel corso dei suoi viaggi tra il 1494 e il 1503. Si tratta di cinque scritti (due memoriali, una lettera e due relazioni) completati dal codicillo testamentario che l'ammiraglio dettò un giorno prima della sua morte, avvenuta a Valladolid il 20 maggio 1506. La scelta, la traduzione, le note e la postfazione sono a cura di Vittoria Martinetto che ha svolto un eccellente lavoro. In sole centoquaranta pagine, grazie alla selezione dei testi e alle evidenze dei loro passaggi più significativi, il lettore percorre le tappe fondamentali del cammino di Colombo dopo la prima scoperta. Dal memoriale datato 30 gennaio 1494 emergono sicurezza e potere contrattuale nei confronti della corte spagnola. Tutte le decisioni e le richieste vengono accolte. Quattro anni dopo, un altro memoriale mostra Colombo tormentato dalle difficoltà create dai coloni per via dello sfruttamento e dell'amministrazione delle vene aurifere. Proprio a causa di tali difficoltà, l'ammiraglio verrà imprigionato e ricondotto in Spagna con l'accusa di aver usato violenza eccessiva nel sedare le ribellioni. Il suo destino è così segnato: i reali di Spagna ora danno ascolto a quelle voci di corte da sempre ostili al genovese. Una lettera a Ferdinando e Isabella e la relazione dell'ultimo viaggio delineano un Colombo prostrato da un senso crescente di impotenza, dall'amarezza per il mancato rispetto delle promesse di denaro e di potere a fronte di una totale abnegazione. Il tono drammatico si stempera soltanto quando gli scritti entrano nel merito dei viaggi, delle scoperte, delle ipotesi sulla forma del globo terrestre, dell'esistenza di uomini caudati e donne amazzoni. Allora la figura mitica del viaggiatore si impone su quella del piccolo uomo: duplicità che segn• tutta la vita di Cristobal Col¢n, come egli stesso si ribattezzò.

Tre memoriali redatti da Colombo per i reali di Spagna, sui viaggi successivi a quello del 1942, e sulle condizioni delle «Indie», che non cessano di essere Paradiso Terrestre popolato da creature meravigliose.