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Paul Auster

Editore: Einaudi
Anno edizione: 2005
Formato: Tascabile
Pagine:
  • EAN: 9788806180102

Recensioni dei clienti

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    Angelo Cennamo

    30/10/2016 19.25.55

    Cosa resta della lunga amicizia tra Benjamin Sachs e Peter Aaron? Un libro di memorie. La storia di due vite in balia del caso. Una lunga sequenze di eventi fortunosi, talvolta poco credibili. E' la cifra della produzione letteraria di Auster, il caso. L'eccesso di zelo o l'azzardo che separa un buon romanzo dal capolavoro

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    LUCIO P.

    05/07/2011 12.24.47

    A mio parere il miglior libro di Auster tra quelli che ho letto, una storia in cui bisogna saper leggere tra le righe i tanti significati che trasmette, forse secondo solo alle Follie di Brooklin , l'oggettività nel giudicare un libro ha di certo il suo peso, al di la' che il libro sia piaciuto o meno non credo si possa discutere il genio di Auster.

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    Massimiliano

    18/06/2010 15.30.49

    Adoro Auster. Tra i vari suoi libri ho trovato magnifici "Il Libro delle Illusioni" e "Mr. Vertigo". Ritengo questo un romanzo inferiore e "stanco". Ho fatto fatica a finirlo, anche se la prosa di Auster sa toccare le mie corde.

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    durak

    18/12/2009 15.40.31

    La chiave di lettura del libro, che sostanzialmente non mi sembra capita da chi commenta, è che il percorso intrapreso dai personaggi è tutto interiore all'autore stesso. In questo libro ciò che viene criticato di più è auster e sono intime le domande che egli si rivolge costruendo una favola filosofica dai toni quasi gialli. dire che questo libro non è un buon libro significa non avere la minima capacità di giudizio ne riuscire a guardare al di là del proprio naso. Senza riconoscere le giuste figure è chiaro che rimanga una storia banale. ma della critica all'arte, al modo in cui la stessa solleva l'uomo, la critica alla letteratura, l'individuazione dei limiti... dannazione Auster in questo libro definisce in chiave finalmente attuale lo statuto dell'opera d'arte e dell'artista e voi mi venite a dire che il libro non è per famiglie? in tal caso allora cappuccetto rosso è vissuta davvero e il lupo nel bosco è capace di parlare!! un minimo di concentrazione non guasta quando si legge o se proprio non si vuole farlo almeno evitate di fare figure così barbine flammando dove vi pare.

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    sergio oliveri

    02/09/2008 15.08.10

    Ma quale letteratura, quale politica... Un'accozzaglia di correlazione di fatti obbiettivamente impossibile a verificarsi, un finale che più che ridicolo è comico. Questo libro non mi è parso altro che uno dei tanti titoli di serie B (o C) scritti in modo superficiale e furbetto, addirittura ricorrendo alla propria cerchia affettiva. Non c'è dentro assolutamente nulla per cui meriti un posto in una biblioteca di famiglia seppure di modesta caratura.

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    HULK

    09/01/2007 11.00.45

    BASTA QUESTO NON MI BECCA PIU', NON CAPIRO' NULLA DI LETTERATURA, MA QUESTO PICCOLO DURREMAT, PICCOLISSIMO BORGES, DOPO 7 DICO 7 ROMANZI ......MIA HA ROTTO. CHE NOIA.

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    marco

    07/03/2006 15.33.51

    Semplicemente un gran bel libro!

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