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Sándor Márai

Traduttore: L. Sgarioto
Editore: Adelphi
Anno edizione: 2008
Pagine: 162 p. , Brossura
  • EAN: 9788845922831

Recensioni dei clienti

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    Anto

    09/03/2011 13.42.19

    Márai descrive le terribili settimane dell'assedio di Budapest fino alla liberazione da parte delle truppe sovietiche. L'orrore della sua città assediata, i rabbiosi rastrellamenti dei nazisti e dei fascisti sconfitti. Grande spessore narrativo e capacità, come sempre rara, di raccontare trasmettendo l'emozione privata. Da leggere.

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    claudio

    01/09/2010 08.06.33

    Era da un po' di tempo che non leggevo libri di Marai, forse dai primi due pubblicati in Italia. Questo è un piccolo capolavoro: gli ultimi 20 giorni prima della "liberazione" di Budapest, visti con gli occhi di questa ragazza, figlia di un famoso scienziato, murato in una casa vicina per sfuggire agli aguzzini nazisti.

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    silvia

    26/11/2009 11.54.41

    Terribile! questo romanzo è narra l'orrore in un modo diverso, con domande e pensieri, tramite la protagonista, che sono lontani dai luoghi comuni. Per questo risulta ancora più vero, più cattivo e agghiaccinate. La prosa è precisa e lucida. Cadenzata in un ritmo che fa crescere dentro il lettore tutti i sentimenti che la protagonista prova. Terribile.

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    barbara

    23/11/2009 19.13.22

    Sarà che mi sono affezionata alla lettura di questo Autore, ma anche questo scritto l'ho letto con piacere, senza mai annoiarmi. Sandor Marai non mi ha mai deluso.

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    Alessandra O.

    15/06/2009 15.30.13

    Mi dispiace che posso dare solo 5/5 come votazione, avrei data senza dubbio 10 se fosse stato possibile! Gran bel libro, davvero un capolavoro. Di questo scrittore avevo già letto "Le Braci" ed ero rimasta davvero impressionata dal suo modo di scrivere ma oggi lo sono ancora di più!

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    Deb

    12/02/2009 09.24.41

    Il libro racconta l'assedio di Budapest, descrivendo un'immobilità quasi irreale con uno stile molto misurato e qualche riflessione sulla condizione umana e sulle guerre, sulla paura assoluta che paralizza ogni movimento. Poi il ritmo accelera, quando si avvicina la liberazione. QUando compare il russo...e con lui si intuisce il dopoguerra, che Marai quasi anticipa (il libro è stato scritto nel 1945). E la fragile protagonista che alla fine si accorge di essere diventata forte...

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    Silvia

    13/12/2008 05.28.09

    Che dire di questo libro? Che forse non c'era modo migliore per accostarmi a questo grande autore che conoscevo solo di fama e di nome. Semplicemente bellissimo, un modo originale per scoprire come si è svolta la liberazione di Budapest e per gustare una prosa divina.

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    diablo

    02/10/2008 17.43.26

    magnifico, un libro profondo, una scrittura tersa e piena di sofferenza, un esempio che molti scrittori italiani dovrebbero seguire, anche quelli che magari vincono premi letterari inutili con libri inutili. Questa è un'opera che non ha vinto nulla ma vale mezzo secolo di numeri primi

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    giorgio g

    19/09/2008 12.09.08

    Un episodio poco conosciuto dell’ultima guerra mondiale: l’assedio di Budapest da parte dell’Armata Rossa. Viene vissuto attraverso Erzsebet, una giovane che deve mettere in salvo il padre ricercato dai tedeschi. Come gli altri assediati attende la Liberazione che invece non sarà che l’inizio di un giogo destinato a durare oltre quarant’anni. Un particolare: Sandor Marai ha scritto il libro tra luglio e settembre 1945. Già allora aveva il presentimento di ciò che sarebbe accaduto.

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    Paola

    02/09/2008 12.26.52

    Toccante ! Decisamente introspettivo e profondo , capace di porre domande "diverse" dai soliti "perchè" e "per come" certi orrori siano accaduti. Autentico .

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    Krisz

    12/07/2008 11.26.45

    Che prosa, che lucidità narrativa! Meglio tardi che mai per l'Italia che legge e un plauso alla Adelphi che tributa all'autore Sàndor Màrai i meritati onori, anche se con mezzo secolo di scarto.

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