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Curatore: G. Cacciatore
Editore: Cittadella
Anno edizione: 1997
Pagine: 208 p.
  • EAN: 9788830806276

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    Michele Lucivero

    04/11/2010 18.09.53

    La dimensione seminariale con cui è affrontato il tema impedisce di cogliere gli aspetti più pregnanti e i particolari più interessanti del dibattito. Tuttavia, al di là degli interventi più esplicitamente connessi con una filosofia dichiaratamente cristiana, nell’ambito della quale si svolge il seminario, è da rilevare la particolare riabilitazione dell’etica kantiana in relazione alla prospettiva della responsabilità. Oltre alla tradizionale interpretazione all’interno del modello deontologico, sicuramente critico nei confronti della fondazione onto-teologica, emergerebbe in Kant la vocazione alla responsabilità nei confronti dell’altro. Matura in queste pagine, insomma, una ripresa dell’etica cosmopolita del filosofo prussiano, compatibile con una responsabilità universale, mentre solo in parte si accenna ad un concetto debole e frammentario di verità, concepito come attestazione e necessario per innestare una vocazione alla responsabilità come appello del singolo al singolo. Occorre partire dal prossimo più prossimo per giungere all’etica universale, altrimenti si rischia di incappare nella critica di Kierkegaard, il quale ammoniva: «Succede della maggioranza dei filosofi sistematici […]come di chi si costruisse un castello e poi se ne andasse a vivere in un fienile».

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