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    Lorenzo Panizzari

    10/02/2014 14:20:46

    Bellissimo, per tutti, chiaro, concentrato sul presente per il futuro, sociologico ma non astratto, è un dialogo non paritario tra Johannes Willms e lo stesso Beck. Si parte da due presupposti: una seconda modernità (SM) ormai in atto, ed il fatto che l'uomo impara solo dagli errori. C.1 introduce la SM, illustra il pensiero dell'autore sui futuri svl sociologici legati alla decadenza allo Stato a favore della internazionalizzazione (diversa da Glob.ne) di strutture/identità. Notare il concetto di "potere di rituro" (della econ) che nella SM è prevalente su quello di presenza che era tipico della prima modernità. Il C.2 riprende il titolo e ne illustra l'inconsistenza a favore di un'integrazione di concetti ed obj non semplicisticamente polarizzabile. Partendo da aspetti sociologici noti, Beck li rimescola in interpretazioni innovative e plausibili dei trend sociali. L'economia oggi ha più a che fare con la sociologia che con la politica. Nel C.3 riprende la sua "Società del Rischio", mostra la diff tra Rsk e Pericolo, e come il Rsk sia oggi condiviso a liv globale e crei interconnessioni maggiori dello stesso commercio, dando luogo ad identità e lobbies trasversali rispetto alle istituzioni della prima modernità. Nel C.4 sul lavoro ed i rischi che questo comporta. Il tema non è la precarietà o le cattive condizioni dei luoghi ma verte più sulle debolezze dello stesso e la necessità per le istituzioni (Stato e Sindacati) di spostare il loro agire in funzione delle necessità della SM. Il C.5 è il migliore ed il cuore del libro. Riprende l'internazionalizzazione la scollega dalla globalizzazione e ne mostra le differenze. Osservando i cambiamenti in corso che possono dare luogo ad almeno due scenari, prende quello che reputa più probabile e ne sviluppa altri due e così via. Una specie di ottovolante intellettuale. Il C.6 conclusivo è pessimo: Beck non rinuncia al suo buonismo di fondo. Come ne "La Società del Rischio", il finale è positivo ma non roseo.

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Rischio, libertà, individualizzazione, seconda modernità, vita propria, società planetaria, &:i concetti e le parole-chiave del pensiero di Ulrich Beck sono ormai notissimi e costituiscono un punto di riferimento irrinunciabile per chiunque si interroghi sulla natura e sulle prospettive del mondo d´oggi.Con il suo spirito innovatore e anticonformista, il grande sociologo tedesco continua in questo suo ultimo libro a guidarci attraverso i dilemmi e i nodi irrisolti della società contemporanea. Ci troviamo oggi in una situazione in cui il capitalismo globale rischia di distruggere la cultura della libertà' Chi vince e chi perde nel processo di globalizzazione' Esiste la concreta possibilità di un radicale rinnovamento della società'Al di là di facili catastrofismi, la società mondiale del rischio può mettere in moto un processo di apprendimento globale, una ´cosmopolitizzazione , un vero e proprio secondo illuminismo capace di mettere in relazione le diverse tradizioni culturali e di imparare a vivere nella pluralità.