Traduttore: M. Bocchiola
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2002
Formato: Tascabile
In commercio dal: 16 luglio 2002
Pagine: 424 p.
  • EAN: 9788806163365
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Descrizione
Per milioni di persone in tutto il mondo, dopo il 22 novembre del 1963 l'America non è più stata la stessa. Lee Harvey Oswald spara contro il presidente Kennedy. Dall'ombra partono invece i colpi dei congiurati, degli uomini che si nutrono di frustrazione e rancore: ex agenti dell'FBI, reduci della Baia dei Porci, faccendieri, lucidi calcolatori e psicopatici. Oswald, il ragazzo dall'identità e dal passato incerti, è il loro burattino. DeLillo ne fa il simbolo di un'America in cui le nevrosi quotidiane e la ricerca di ideali creano una miscela sempre sul punto di esplodere. L'autore porta alla luce tutto quello che sull'assassinio di Kennedy è stato detto e smentito, gridato e sussurrato, fino alla scena sacrificale di Dallas.

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Recensioni dei clienti

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    paolo

    30/09/2018 16:30:07

    Non c’è presa di posizione ideologica nel momento in cui l’autore si dispone a raccontare il contesto politico in cui maturo l’assassinio Kennedy, il “momentone” della storia americana del novecento. Anche se, certo, una tesi non si può rinunciare a sposarla, e De Lillo sposa quella del complotto. Ma lo fa strumentalmente rispetto a quello che è sempre lo scopo del grande artista: raccontare e dispiegare emozioni entrando nell’animo degli uomini, comprendendoli, provando pietà per loro, rendendoli così personaggi. Ecco allora che De Lillo, con la sua prosa ad un tempo scabra e profonda, umanizza l’incerta figura del pallido (e, secondo le cronache, insignificante) Lee Oswald (forse lui stesso scopri solo allora di avere per secondo nome Harvey, e divenne Lee Harvey Oswald, perché suonava meglio nei TG, riempiva quasi gioiosamente la bocca dei falsamente atterriti anchirmen), rende quasi titanica quella della madre, Marguerite, simpatizza, tollera, ascolta le clownesche personalità dei fanatici i in cerca dell’impresa della vita, quella che li consegnerà alla storia, come David Ferrie (a cui qualcuno prima o poi dedicherà un romanzo), Bannister, Jack Ruby....figure di spalla, orride e pietose ad un tempo. E poi tutta quella corte dei miracoli di fascistoni, disperati, anticastristi, nostalgici, depressi.....a tutti l’autore dedica una parola, un’attenzione in più della pura cronaca che tutto appanna e disumanizza.

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    Elio

    21/01/2010 17:07:34

    Quello che ad oggi ho preferito di DeLillo. Scritto in maniera splendida,forse solo un tantino lungo e questo è il suo unico grande difetto. Alla fine sembra che il racconto di DeLillo non si allontani troppo dalla verità... Io credo più alla sua versione dei fatti,per quanto immaginaria ma ben documentata oltre che contradditoria e ambigua in più punti,difatti l'autore ci fa capire che questa vicenda non può essere cosi semplice da spiegare perché mai verrà spiegata data la complessità delle trame ordite da "qualcuno". Molto bella la divisione del libro in due periodi differenti destinati ad incontrarsi e a rimanere legati tra loro. Solo un pò pesante.

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    mario

    26/10/2008 16:59:33

    La storia è divisa su piani paralleli e alterna momenti della vita di Oswald con le fasi dell'organizzazione del complotto contro la vita di Kennedy e con una serie di intrecci secondari. Proprio gli intrecci secondari appesantiscono lo sviluppo della storia: peccato, perché la qualità della scrittura di De Lillo è notevole. Le ultime 60 pagine sono splendide

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    Vittorio Caffè

    07/11/2007 21:18:15

    L'idea di fare di Lee Harvey Oswald, l'uomo che assai probabilmente non uccise Kennedy, l'Eroe Americano poteva venire solo a un pazzo; ma quest'idea folle in mano a uno scrittore del calibro di DeLillo diventa un romanzo fenomenale. Come se in Italia qualcuno avesse scritto un romanzo su un brigatista nel commando che rapì e poi uccise Aldo Moro. Ma neanche questo paragone regge, perché l'assassinio di Kennedy fu una specie di tragedia planetaria, ben più della morte di Moro. E nel romanzo, tra le varie cose, si fa capire che Oswald non fu l'unico a sparare a Dallas (ipotesi più moderata di quella proposta da Oliver Stone nel suo JFK, dove Oswald neanche fa fuoco). Ma a parte le letture complottistiche, questo è un romanzo che impone rispetto e attenzione per lo stile raffinatissimo che DeLillo riesce a mantenere in ogni pagina, per la ricostruzione di quei personaggi più o meno incredibili, ma tutti più veri del vero, che ruotano attorno alla morte del presidente: Ferrie, Bannister, Guy Bertrand e compagnia... ne viene fuori una vera e propria epica americana, nella quale un fatto di cronaca, per quanto sensazionale, assurge all'eternità della tragedia greca.

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    Mimmo

    21/11/2006 15:43:09

    Ritratto dell'America anni'60?Giusto,pienamente d'accordo,DeLillo è straordinario a tratteggiare i personaggi che hanno concepito l'omicidio Kennedy,ed è bravissimo a farci entrare nel clima politico dell'epoca.Unico difetto?Forse a volte la sua scrittura appare inutilmente complessa(diciamo che si bea della sua bravura).Comunque ce ne fossero cose in libreria come Libra e scrittori bravi come DeLIllo.

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    rainbow

    02/09/2006 19:14:19

    Capolavoro! Un mix fenomenale di ricostruzione storica, scioltezza narrativa, ironia e valore letterario. Cosa si vuole di più da un'opera? Ne viene fuori un ritratto dell'America che tutti quelli che hanno vissuto gli anni '60 conoscono, ma con il quale pochi hanno avuto il coraggio di fare i conti! Delillo un grande maestro, forse è la sua opera più elevata.

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    Stefano

    24/11/2004 15:37:48

    Uno sguardo lucido sull'omicidio Kennedy e sulla storia americana di quel periodo. Peccato che dopo 300 pagine le palpebre si chiudano...

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    Fabio

    18/05/2004 17:12:52

    L'omicidio Kennedy visto attraverso la controversa figura di Oswald. E grazie allo stile di Delillo la documentata e precisa ricostruzione storica si fa poesia. un capolavoro.

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    Gianni

    03/03/2003 12:22:50

    Bel ritmo, scrittura dai toni originali (una buona prova anche del traduttore). Delillo entra nella mente e nelle stanze di chi ha concepito il delitto politico che ha cambiato l'America, mostrandone il carattere mostruoso e abissale. Un ottimo testo per chi voglia cominciare a capire certi risvolti essenziali della storia americana recente.

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    vanni

    14/01/2003 12:53:40

    Da uno dei più geniali autori americani viventi, una prova magistrale, una complessa ed appassionante ricostruzione di un episodio su cui sembrava non ci fosse più nulla da scrivere...

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    sara

    23/09/2002 23:44:53

    intrigante e sorprendente "Libra" ti terrà attaccato alle sue pagine! Leggilo! Ne vale la pena!

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