La libreria del buon romanzo - Laurence Cossé - copertina

La libreria del buon romanzo

Laurence Cossé

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Editore: E/O
Collana: Dal mondo
Anno edizione: 2010
In commercio dal: 2 aprile 2010
Pagine: 402 p., Brossura
  • EAN: 9788876419003
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Gaia la libraia

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Un misantropo appassionato di Stendhal, nascosto in un villaggio della Savoia, viene misteriosamente rapito e abbandonato in una foresta. Una bella signora bionda, esperta guidatrice, perde il controllo dell'auto e finisce fuori strada. Intanto in Bretagna un uomo che ogni giorno faceva la sua passeggiata in riva al mare incontra due sconosciuti che lo terrorizzano. Ma il lettore capisce presto che questo non è un classico romanzo poliziesco. Gli aggressori non sono né agenti segreti né trafficanti. Non aggrediscono dei duri ma delle persone miti. Ce l'hanno in particolare con un libraio ribelle, con una malinconica ereditiera e con la libreria che i due hanno creato senza mai pensare che potesse suscitare tanto odio. Chi, tra gli appassionati della letteratura, non ha mai sognato di aprire una libreria ideale dove si vendessero solo i libri più amati? Lanciandosi nell'avventura, Francesca e Ivan, i due librai, sapevano che non sarebbe stato facile. Come scegliere i libri? Come far quadrare i conti? Ma ciò che non avevano previsto era il successo. Un successo che però scatena una sorprendente sfilza di invidie e aggressioni.
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    Ellery

    23/07/2013 16:01:49

    Lo spunto è interessante, ma non basta e purtroppo lascia l'amaro in bocca. Le 400 pagine del romanzo offrono uno spaccato poco accattivante del microcosmo che ruota intorno a questa libreria parigina, i personaggi sono macchiette piuttosto bidimensionali, ogni volta che raccontano il loro passato non si riesce a prendere sul serio le loro esperienze che invece vorrebbero essere drammatiche. Ci sono molti temi appena sfiorati: le critiche ai gusti pecorecci del pubblico, al commercio librario e ai suoi meccanismi poco meritocrarici ma solo legati allo spettacolo e al marketing, credo siano state rese nel modo più soft possibile e non lasciano alcun segno. Poi c'è l'intreccio giallo, costruito sulle minacce ricevute dai componenti del gruppo "del buon romanzo", che non appassiona e scoppia come una bolla di sapone, senza alcuna suspense e leggero come l'aria. I personaggi sono solo dei nomi indistinguibili e intercambiabili, quelli meno citati alla loro riapparsa dopo cento pagine non sono nulla se non un nome e un cognome scritti su carta. le loro peculiarità descritte nel libro non lasciano il segno. C'è anche una storia d'amore (più una celata), che definirei inutile e stucchevole, per il modo in cui si svolge, per gli sviluppi, e non per ultimo per la scelta discutibile di nascondere l'identita della voce narrante fino alla fine, ma senza che se ne capisca in alcun modo l'utilità. L'ultimo aspetto, che anche poteva essere interessante - quello del parlare dei buoni romanzi, all'interno del libro - viene banalizzato e si traduce talvolta in una semplice lista di libri meritevoli secondo l'autrice, in contrapposizione ad altri da evitare (per lo più citando a casaccio nomi di scrittori molto famosi, come per andare in controtendenza rispetto alle masse), senza alcun approfondimento. In sintesi, l'idea di base mi pare tuttora molto stimolante, ma sviluppata in modo non adeguato.

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    simona proietti

    05/09/2012 17:07:48

    in assoluto una delle cose peggiori che abbia mai letto. L'autrice si propone di rendere omaggio alla buona scrittura (almeno a quella che lei considera tale) limitandosi a citare centinaia di autori e i loro romanzi; tenta il racconto sentimentale tra due dei protagonisti ma non convince e stucca. E -come non bastasse- azzarda anche uno sfondo giallo, mettendo qua e là oscure figure che complottano contro l'eroica libreria elitaria, complotto di cui non si saprà mai nulla, perchè tutto si esaurirà in una pseudo indagine non-risolta. Che dire....Sig.ra Cossé: rivorrei i miei soldi. Grazie.

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    Haleth

    09/07/2011 19:42:05

    È un romanzo che si fa leggere, una buona lettura da spiaggia. Purtroppo non entrerebbe mai nella libreria ideale che l'autrice immagina. La storia d'amore è piuttosto stucchevole, a tratti sfiora il ridicolo, e non ha niente a che fare con la trama. Il buon inizio meritava di sicuro uno svolgimento migliore. La traduzione non è di buona qualità, ma purtroppo questa è diventata ormai un'abitudine.

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    marica

    11/06/2011 10:34:09

    L'idea è molto bella per chi come me ama la lettura quella vera .... certo però la storia è vero è tirata troppo per le lunghe e in alcuni punti è facile perdere il filo, tutto sommato però carino sopratutto il finale non me l'aspettavo

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    Ianì Valastro

    07/04/2011 11:43:32

    A me e' piaciuto, lavoro in libreria e vedo ogni settimana arrivare tanti libri che non meritano di trovare posto! Certo pero' solo con i "buoni" romanzi non si campa e al giorno d'oggi e' la cosidetta "spazzatura" che fa incassare...sono sempre meno i libri che vale la pena di leggere!

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    Bertie

    30/11/2010 10:39:02

    Questo libro mi ha affascinata da subito, a mio parere quella del "Al buon romanzo" è un'idea geniale. Peccato però che secondo me la trama sia tirata un po' per le lunghe, il mistero si perde un po' nelle pagine. L'idea rimane buona, i personaggi anche, il colpo di scena finale c'è..l'unico punto di domanda rimane sulla lunghezza del racconto.

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    Silvia

    15/11/2010 15:15:09

    Sinceramente non mi ha convinta. Bella però la pagina dedicata a Marcel Aymé.

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    diablo

    19/10/2010 15:41:47

    la classica buona occasione mancata. l'idea di fondo è davvero alettante e intrigante, la resa letteraria molto ingenua e confusa..ala fine non si capisce molto di quello che succede, che fine facciano i personaggi..davvero deludente

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    fausto

    14/09/2010 17:52:11

    Forse non eccezzionale ma piacevole si, certe stroncaure sono un po' esagerate, un punto in piu' per aver indicato i libri di Houllebecq autore che detesto come testi da evitare...

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    Andrea71

    14/09/2010 14:11:49

    L'idea e l'inizio del libro sono allettanti. Poi però la narrazione diventa molto lenta e si perde in una descrizione di personaggi e situazioni che creano false aspettative fino ad un finale sicuramente deludente, banale e quasi patetico.

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    Giovanni

    13/09/2010 15:08:30

    Un libro che o si ama o si lascia al suo cammino. Io l'ho amato, l'ho letto tutto d'un fiato e mi ha confortato nel mio amore per i libri e la lettura.

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    Massimo

    08/09/2010 12:39:01

    Lo consiglio assolutamente; una scrittura elegante, una storia che ti prende dall'inizio alla fine. Un'idea che un lettore accanito vorrebbe realizzata al più presto

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    berta

    01/09/2010 16:17:45

    orribilmente spocchioso, l'ho lasciato a neanche pagina 100; sarebbe bene che ls signora cossè si interrogasse su cos'è un buon romanzo prima di prendere la penna in mano

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    Luca

    23/07/2010 14:13:20

    A me è piaciuto tanto. Bella l'idea e belle le storie che si intrecciano. Una libreria con quelle caratteristiche è affascinante anche se utopistica. Intelligenti e originali tutti i meccanismi che ne scaturiscono a cascata. Unico neo, secondo me, è nella traduzione. Quel "se stesso" scritto ripetutamente con l'accento stona troppo in un libro che parla di narrativa di qualità... :-)

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    paola

    23/07/2010 10:45:37

    concordo appieno con la recensione di monica. gestione della storia pessima, personaggi banali, che suscitano anziché adesione insofferenza, indulgenza al patetismo, svarione narratologico da zero barrato per la voce narrante (malamente camuffato con excusationes non petitae sparse a piene mani nel libro. "come faccio a saperlo? me l'ha detto lui" e simili). l'unica parte un po' interessante è quella delle polemiche contro la libreria, mimetiche anche con la situazione italiana. la traduzione, qua e là, è goffa, anche se in complesso fila. la ratio della libreria, però la sposerei, e la userei anche per non includere questo libro (certo sempre meglio dell'altro successo- fuffa di e/o, l'eleganza del riccio, che per me valeva 0).

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    FAUSTA

    21/07/2010 11:44:24

    Attratta dal titolo pensavo di trovarmi coinvolta in quello che prometteva essere il libro ideale per gli amanti della buona lettura. Purtroppo la scrittura è capziosa e prolissa e si fatica a non perdere il filo del racconto per altro non di certo avvincente. Non regge il confronto con capolavori come IL PARNASO AMBULANTE E LA LIBRERIA STREGATA da leggere in quest'ordine perchè entrambi di Christopher Morley. leggeteli e capirete cosa significa appagare il desiderio di una buona lettura!!!!

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    giorgio64

    20/07/2010 18:50:38

    Sostanzialmente il giudizio non differisce molto da quello di Monica e di Chicco. A cose fatte sembra un elenco di libri che l'autore ha letto e che vorrebbe consigliare come buona lettura. La storia gialla è assolutamente modesta, senza mordente e inconcludente, i personaggi principali troppo stereotipati e noiosi, a volte pure antipatici. Le figure di secondo piano delineate poco e male, e avrebbero meritato sorte decisamente migliore. Rimane di buono (ecco perchè il secondo pallino) l'atmosfera di qualche angolo insolito di Parigi e le notizie tecniche sui problemi e i costi che si incontrano nell'aprire una libreria. Oltretutto le 400 pagine ad un certo punto si fanno sentire tutte. C'è un che di "frettolosa lentezza" che alla lunga infastidisce.

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    Liliana Valle

    27/06/2010 21:51:41

    Questo libro mi ha lasciato il desiderio di trovare una vera libreria del buon romanzo.Purtroppo ci dobbiamo fidare del nostro intuito e dei consigli speriamo disinteressati.Comunque l'ho trovato carino anche se non eccelso e non mi aspettavo certo un giallo quindi il finale per me e' adeguato.

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    Francesca

    26/06/2010 17:41:51

    Ma perchè ostinarsi a dare giudizi da finti intenditori quando la funzione di un libro è quella del piacere della sua lettura?di farci sognare e magari viaggiare con la mente...? Questo è quello che ho provato leggendo questo libro quasi tutto d'un fiato! E dico di più..sono anni che cerco di informarmi il più possibile su come aprire una libreria, sui pro e i contro, in questo paese che purtroppo legge davvero poco e giudico di cultura medio-bassa, e questo libro ha certamente immensamente rafforzato questo mio sogno. Godiamo della carta stampata finchè possiamo...

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    Marco

    18/06/2010 14:08:54

    Un libro pieno di sogni ma al contempo di dura realtà. Benchè abbia trovato un po' affrettata la conclusione e gestita stranamente la parte "gialla", trovo che l'autrice sia riuscita a mettere per iscritto il sogno che credo molti di voi abbiano sempre avuto. Una passione così forte da farmi restare per ore a leggere questo romanzo che vuole lanciare un appello a tutti i lettori, e non solo. Se dovessi riassumerlo in poche parole, lo definirei un "romanzo d'amore", ma non nel senso più banale nel termine, ma bensì come un romanzo d'amore che parla d'amore per il romanzo.

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  • Laurence Cossé Cover

    Laurence Cossé è autrice di numerosi romanzi di successo in Francia, per i quali ha ricevuto vari premi, tra cui il Prix de la Table Ronde française, il Prix du jury Jean Giono, il Prix Roland de Jouvenel e il Prix Ciné Roman Carte Noire. Vive a Parigi. Approfondisci
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