(Pasadena, California, 1902 - Boston 1950) critico statunitense. Insegnò storia e letteratura a Harvard (1929-50), a Toronto (1943), a Salisburgo e a Praga (1947), come documenta l’autobiografico Dal cuore dell’Europa (From the heart of Europe, 1947, nt). La sua ricerca e il suo insegnamento sono mossi dall’intuizione della duplicità della tradizione americana, poco riconosciuta nell’accademia di allora: da un lato quella colta, europeizzante, a cui dedicò Grandezza di T.S. Eliot (The achievement of T.S. Eliot, 1935, nt), Henry James: la fase «maggiore» (Henry James: the major phase, 1944, nt); dall’altro l’eredità orale e indigena radicata nel paesaggio e nelle vicende sociali, che M. indagò in Sarah Orne Jewett (1931, nt), in Theodore Dreiser (postumo, 1950, nt) e nei grandi capitoli su Thoreau e Whitman di Rinascimento americano (American renaissance, 1941). Situati da M. nel contesto sociale e linguistico della democrazia a metà ’800, i grandi testi di Thoreau e di Whitman (accanto a quelli di Emerson, di Hawthorne, di Melville) rivelano in filigrana la storia di un «rinascimento» che nessuno prima di M. aveva riconosciuto.