(Sommières 1727 - Celleneuve 1783) scrittore francese in lingua d’oc. Considerato il massimo esponente della letteratura occitanica del sec. XVIII, ebbe il merito di liberare la lingua d’oc dall’angusta cerchia locale, usandola per polemizzare con le nuove idee che circolavano in Europa. Tra le sue numerose opere, in gran parte inedite, ricordiamo La fame di Eresitone (Fam d’Eresitoun), ispirata alle Metamorfosi, e L’Eneide di Celanova (Eneida de Celanova), con le quali F., interpretando i modelli classici in chiave burlesca e trasferendoli in ambito occitanico (con uso sapiente della materia locale), si inserì nella ripresa della «querelle des anciens et des modernes» a proposito dei poemi omerici. Di F. si ricorda anche Giovanni l’han preso (Jan-l’an pres), storia di un diseredato che l’ingiustizia sociale costringe alla furfanteria, sorta di racconto filosofico alla Voltaire, che fa passare dietro il tema del pícaro la tesi antirousseauiana della corruzione e amoralità del mondo contadino.